La storia infinita del carobenzina. Informarsi per capire e sfatare i luoghi comuni. Come risparmiare fino a 4 euro a pieno
Per il portafoglio di 32 milioni di automobilisti italiani la sosta al distributore è sempre di più un brutto momento. In questo periodaccio di generale contrazione delle spese, anche il pieno è diventato un piccolo lusso. E gli aumenti toccano livelli record. Da inizio d'anno, il prezzo dei carburanti alla pompa è cresciuto di circa 9 centesimi al litro per la benzina e di 4 centesimi al litro per il gasolio. Intanto i prezzi della verde hanno toccato ad aprile quota 1,130 euro in alcuni distributori autostradali e si avvicinano al massimo di 1,138 registrato a settembre 2000. Il gasolio, poi, ha abbondantemente superato i 90 centesimi attestandosi intorno ai 0,920 euro al litro.
Dietro a tutto questo c'è la complessa ragnatela della situazione internazionale, ma anche l'anomalia tutta italiana che fa registrare un costo industriale dei carburanti superiore alla media europea di quasi 4 centesimi al litro.
Del prezzo dei carburanti e dell'anomalia italiana si parla dettagliatamente nelle altre pagine dello speciale (vedi link qui sopra). Questi approfondimenti ci possono aiutare anche a chiarire, e smentire, alcuni luoghi comuni diffusi non solo dal passaparola, ma perfino dai media. Va precisato, ad esempio, che la quotazione del greggio ha dinamiche autonome da quella di benzina e gasolio. I valori non si possono usare come sinonimi e bisogna considerare il fatto che variano da continente a continente.
Il problema del costo dei carburanti è una storia infinita di cui si riesce a sapere sempre troppo poco. Gli attori principali, però, non cambiano mai. C'è lo Stato nella sua triplice figura di legislatore, istituzione tributaria e proprietario tramite l'Eni dell'Agip che possiede il 40% circa dei distributori italiani. Ci sono le Regioni la cui maggioranza non è stata ancora capace di dar vita a regolamenti territoriali per ammodernare il settore (solo 8 su 20 hanno provveduto a ridurre il numero delle stazioni di servizio). Ci sono le compagnie petrolifere accusate di operare non sempre in concorrenza e non ancora capaci di sviluppare un modello della rete in linea con gli standard europei. Ci sono le associazioni dei consumatori che si trovano sempre sul piede di guerra con risultati spesso non all'altezza delle aspettative.
Poi ci sono i cittadini-automobilisti che non possono essere definiti solo vittime del carobenzina. Far valere al meglio la forza dei consumatori significa scegliere con maggiore consapevolezza dove fare rifornimento: si possono trovare differenze anche di 5 centesimi da un distributore all'altro, anche visinissimi. E significa sottolineare i certi diritti come nel caso dei cartelli con i prezzi: molti regolamenti locali impongono ai benzinai di esporli. Infine, occorre imparare di più a usare i sistemi fai-da-te che consentono sostanziosi sconti.
Fino a quanto potremmo risparmiare? Con un po' d'attenzione è possibile spendere dai 2 ai 4 euro in meno per ciascun pieno. Fatti due conti su base annuale rispetto ai consumi personali o familiari, è facile intuire quanto possa davvero valerne la pena. Tutto questo senza tenere conto degli accorgimenti che consentono di consumare meno carburante: non viaggiare a lungo coi finestrini abbassati; usare senza eccessi l'aria condizionata; controllare la corretta pressione delle gomme; dosare con consapevolezza l'acceleratore; curare la manutenzione del veicolo; fare i cambi di marcia entro il regime di coppia massima.
Chiudiamo con una domanda provocatoria: quanti usano l'auto anche per andare a prendere il giornale nell'edicola a 200 metri da casa? Anche questa potrebbe essere una forma di risparmio consapevole.




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