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    Predefinito Roma, 4 Giugno 2004: Cronaca di un giorno a RISCHIO!

    Il 4 Giugno rischia di essere una Giornata Di Guerriglia, invece di essere una giornata di Ricordi e Civili Proteste..

    Il corpo speciale dei Nocs affiancherà 100 agenti giunti dagli Usa
    Blindate Villa Taverna e Villa Madama, controlli in Vaticano
    Mobilitate le teste di cuoio
    per proteggere George W. Bush

    Rimossi oltre 600 cassonetti e cesti della spazzatura
    Divieto di sorvolo su Roma dalla mezzanotte di oggi


    La polizia municipale
    transenna piazza Venezia

    ROMA - Saranno le "teste di cuoio" dei Nocs, il gruppo speciale della Polizia di Stato a vigilare sulla sicurezza del presidente e dei suoi accompagnatori. Oltre ai cento agenti del corpo speciale che arriveranno con lui dall'America. E poi cassonetti rimossi, tombini saldati, strade chiuse, traffico deviato, linee dei bus soppresse. Da anni Roma non veniva sottoposta ad una tale "blindatura" come per la visita di George W. Bush. Un servizio di sicurezza ai massimi livelli, che coinvolge terra e cielo, con lo spazio aereo sulla capitale interdetto ai velivoli leggeri e da turismo. Ma "non ci sarà schierato nessun reparto d'attacco - ha spiegato il prefetto di Roma, Achille Serra -, ci sarà naturalmente un disagio fortissimo dovuto alle ripercussioni sul traffico cittadino. Ma il clima che si respira fra le forze dell'ordine - ha aggiunto Serra - è di grande serenità".

    Mobilitati i Nocs. Toccherà alle "teste di cuoio" dei
    Nocs della Polizia proteggere il presidente Usa a Roma. Il reparto speciale dovrà garantire la tutela di Bush insieme agli uomini del servizio segreto americano, per tutta la durata del soggiorno in Italia. Si tratta di specialisti impiegati per la liberazione di ostaggi, per le irruzioni, per la cattura di criminali e terroristi, e per la protezione di alte personalità istituzionali. Tiratori scelti, subacquei e paracadutisti, i Nocs vengono addestrati alla guida di diversi tipi di veicoli.

    In cento dal Secret Service. Insieme a Bush arriveranno circa 100 uomini del servizio segreto, il corpo speciale che ha come compito esclusivo quello di vigilare sulla sicurezza del presidente Usa.
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    Blindati i Parioli e Monte Mario. Due obiettivi delicati, la residenza dell'ambasciatore americano ai Parioli, Villa Taverna, e Villa Madama a Monte Mario, sono presidiati dagli uomini della guardia di Finanza e della polizia. Le strade che le costeggiano sono state bonificate con transenne, nastri e divieto di sosta fino alle 24 di domenica 5 giugno. L'isolato intorno a Villa Taverna è sorvegliato da un finanziere ogni 30 metri. Controllati anche gli ingressi dei condomini privati, l'accesso è consentito solo ai residenti.

    Anche a Villa Madama nastri e cartelli vietano il parcheggio alle auto, ma, a differenza di Villa Taverna, la strada che porta alla residenza è isolata, lontana da uffici e abitazioni. Brutta sorpresa per molti cittadini: decine di auto sono state rimosse per l'introduzione di improvvisi e non preannunciati divieti, soprattutto nei pressi di Villa Madama.

    Powell alloggerà in albergo. Il segretario di Stato americano Colin powell, per motivi di sicurezza, non alloggerà a Villa Taverna. Per lui è stato riservato un prestigioso albergo (massimo riserbo sul nome) nel cuore della capitale. L'hotel è da ieri sottoposto ad un rigidissimo piano di sicurezza. Decine gli agenti che presidieranno la zona che circonda l'albergo.

    Debutta il "Cmc 600". In occasione della visita di Bush, dai servizi di sicurezza verrà utilizzato per la prima volta in Italia uno speciale strumento, "Cmc 600", in grado di annullare qualsiasi impulso radio che potrebbe essere utilizzato per innescare a distanza cariche esplosive. L'apparecchio funziona fino ad un raggio di 250 metri.

    Divieto di sorvolo. Scatta alla mezzanotte di oggi il
    divieto di sorvolo su Roma. Cieli interdetti ai velivoli leggeri e da turismo "Vfr" privi delle apparecchiature di volo strumentale. Il divieto si estende entro un raggio di 45 chilometri dal centro della capitale e fino all'altezza di 19.500 piedi (6.500 metri) e rimarrà in vigore fino alle 14.30 di sabato. Uniche eccezioni, i voli di Stato, quelli umanitari e queli autorizzati dal Cofa, il Comando operativo delle forze aeree. Chiusi gli aeroporti di Roma Urbe e Ciampino.

    I caccia F16 dell'Aeronautica saranno in volo per tutta la durata dell'evento, mentre sarà assicurata la disponibilità di elicotteri HH3F e di aerei MB339 in assetto "Smi" (Slow mover interceptor), l'individuazione cioè di velivoli che procedono a bassa velocità.

    Le misure di sicurezza in Vaticano. Già in vigore il divieto di parcheggio lungo tutta via della Conciliazione, dove sono stati anche sigillati i raccoglitori di rifiuti. Divieto di parcheggio nelle strade adiacenti. La strada che conduce a piazza San Pietro, e che si presume sarà utilizzata dal corteo di Bush per entrare nella Città del Vaticano dall'ingresso dell'Arco delle Campane, è aperta al traffico, ma è scattato il divieto di sosta, sia per le auto che per i mezzi a due ruote.

    Ospedali e ambulanze. Saranno circa ottanta (contro le cinquanta previste normalmente) le ambulanze in circolazione a Roma il 4 giugno. La Prefettura ha invitato tutti i principali ospedali della città (San Camillo, Gemelli, Umberto I, San Giovanni) a rafforzare il personale dei reparti ma soprattutto nelle strutture di pronto soccorso. Previsti presìdi sanitari nei punti strategici, in particolare lungo il percorso del corteo pacifista.

    Cassonetti rimossi. A partire da oggi pomeriggio, circa 600 cassonetti (400 verdi e 200 tra bianchi e blu) e alcune migliaia di cestini gettacarte, nei municipi I, II, III e XVII sono stati temporaneamente rimossi. Il provvedimento riguarda le zone interessate dalla visita del presidente. Il ritorno alla normalità è previsto per domenica 6 giugno.

    Controlli anche in provincia. Sorvegliati anche il porto di Civitavecchia, i depositi costieri, la boa petrolifera, i monti della Tolfa. E ancora, le arterie stradali e autostradali in entrata e in uscita dalla cittadina portuale e le centrali del polo energetico di Civitavecchia. Rafforzate le procedure di sicurezza all'interno del Porto. Ai natanti della Protezione civile è affidato il momitoraggio della fascia costiera. Allertati gli elicotteri dei vigili del fuoco.
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    Il premier ha letto una lunga dichiarazione a Palazzo Chigi
    non nascondendo i suoi timori per le contestazioni a Bush
    Berlusconi: "Temo le violenze"
    Prodi: "Un danno per il Paese"

    Il Verde Paolo Cento: "Così si provoca il movimento pacifista".
    Fini replica: "Vergognoso ipotizzare abusi delle forze dell'ordine"


    Silvio Berlusconi

    ROMA - L'arrivo di George W. Bush domani a Roma preoccupa il premier Silvio Berlusconi, che nonostante una città blindata, teme l'esplodere della violenza nei cortei. Spiega che le notizie che gli giungono non lo rassicurano affatto e mostra la sua apprensione per il fatto che ''diversi settori del nostro mondo politico hanno preso a pretesto questa visita per manifestare la loro ostilità nei confronti degli Stati Uniti''.

    Anche Romano Prodi è preoccupato di eventuali incidenti, ma solo perché la violenza finirebbe solo per fare il gioco del centrodestra. "Ma soprattutto - dice Prodi - sarebbero un gioco dannoso a tutto il Paese. Non mi interessa il gioco per il centrodestra o per il centrosinistra - ha risposto, intervistato dal direttore del Gazzettino Alberto Statera durante una
    manifestazione pubblica al Teatro Toniolo di Mestre - l'Italia deve dimostrare la sua affezione alla pace anche in questo momento in cui viene un ospite che ricorda i 60 anni di liberazione del nostro Paese".

    Ma è la lunga dichiarazione di Berlusconi, letta prima ai giornalisti a Palazzo Chigi e poi pubblicata anche sul sito della Presidenza del Consiglio, che finisce per scatenare subito la polemica. "Mi preoccupa l'assurda violenza già vista in passato", dice il premier, che pensa al G8 di Genova, senza mai citarlo e batte quindi sul tasto della storia per spiegare l'importanza della visita del presidente americano. ''Voglio semplicemente ricordare che il presidente Usa - ha detto - sarà qui domani per celebrare il sessantesimo anniversario di un evento importante, la liberazione dell'Europa dal totalitarismo".
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    Dichiarazioni che innescano subito una bufera. Russo Spena, vicecapogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera, accusa il premier di "fa strategia della tensione contro chi vuole manifestare liberamente, legittimamente e pacificamente". Un discorso "incendiario" quello del premier per il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio. "Mentre noi rivolgiamo un forte appello alla nonviolenza e alla pace - ha tuonato Pecoraro Scanio - il premier fa un discorso incendiario e provocatorio, difendendo la guerra e rivendicando l'occupazione militare".

    E per Paolo Cento dei Verdi l'allarmismo del premier "è la conseguenza del maldestro tentativo del governo di provocare il movimento pacifista e far degenerare le manifestazioni anti Bush". Una dichiarazione che non piace a Gianfranco Fini. "E' vergognoso - replica il vice premier - ipotizzare, come fa l'onorevole Cento, abusi delle forze dell'ordine e provocazioni del governo ai danni dei manifestanti".

    Critico sul discorso del premier anche il segretario di Alleanza Popolare-Udeur Clemente Mastella. "Non confondiamo il dissenso di milioni di italiani dalla politica dell'amministrazione Bush con la gratitudine per il sacrificio, sessanta anni fa, di tanti soldati americani e la storica amicizia con quel popolo", ha dichiarato Mastella, dopo la conferenza stampa del premier a Palazzo Chigi.


    (3 giugno 2004)
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    Achille Serra ha presieduto la riunione del comitato provinciale
    per l'ordine e la sicurezza in vista dell'arrivo di Bush a Roma
    Il prefetto ai romani:
    "Nessun allarme terrorismo"

    Disagi per la città, il corteo pacifista passerà da piazza Venezia


    Il prefetto di Roma
    Achille Serra

    ROMA - "Niente allarmismi. Sarà una giornata di disagi, ma non abbiamo ricevuto segnali preoccupanti". E' questa la sintesi che il prefetto, Achille Serra, fornisce al termine della riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in occasione della visita del presidente americano Bush a Roma. Un comitato al quale hanno anche preso parte il sindaco Walter Veltroni e il presidente della Provincia, Enrico Gasbarra, oltre a tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine della Capitale.

    Nel comitato sono stati messi a punto i dettagli del piano sulla sicurezza predisposto ieri dal Viminale . Piazza Venezia sarà aperta al corteo pacifista, anche perché nessuno fino a questo momento l'aveva mai vietata.

    "Mi sento di rassicurare i romani: non abbiamo ricevuto messaggi allarmanti per quanto riguarda il terrorismo. Non c'è alcun segnale in tal senso" ha detto il prefetto Serra al termine della riunione. "Il messaggio che voglio lanciare ai romani è di tranquillità. La città sarà presidiata, tra le forze dell'ordine c'è un'atmosfera serena. Naturalmente ci saranno dei prevedibili disagi, dovuti alle manifestazioni, che inizieranno dalla mattina del 4 giugno".

    "Non ci sarà spazio per le provocazioni" aggiunge Serra. "In campo, ci tengo a sottolinearlo, non ci sarà nessun reparto speciale. Certamente ci saranno disagi", ammette. "A Roma arriveranno gruppi da tutta Italia, che prenderanno parte al corteo del pomeriggio. Non abbiamo notizie di arrivi dall'estero e i manifestanti non avrebbero intenzione di compiere atti di violenza".
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    Il corteo pacifista partirà venerdì 4 alle 16 da piazza della Repubblica, attraverserà piazza Venezia e terminerà a piazzale dei Partigiani. Serra si è augurato che, a parte il corteo autorizzato, non vi siano poi altre manifestazioni improvvisate.

    In ogni caso, almeno per il momento, nessuno sa dove e quando arriverà il Presidente americano. "Della visita di Bush sappiamo poco: del resto è comprensibile la riservatezza dei servizi americani" spiega Serra. "Visiterà, la giornata del 4, Quirinale, Fosse Ardeatine, Vaticano e in serata sarà a Villa Taverna. Il cinque incontrerà Silvio Berlusconi, anche se non sappiamo ancora luogo e orario. Le strade saranno chiuse al passaggio del corteo".


    (1 giugno 2004)
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    Stabilite le misure di sicurezza per la visita del presidente Usa
    Il presidente Ds: "Non contesto di fronte alle Fosse Ardeatine"
    Bush a Roma, cieli blindati
    D'Alema: "Non scendo in piazza"

    Vademecum di Indymedia per i mediattivisti: "Mai agire da soli"
    D'Erme: "Colpiremo le multinazionali". Storace: "Delirante"



    ROMA - Uno scudo aereo su Roma contro eventuali attacchi dal cielo nei due giorni della visita del presidente Usa George W. Bush. Un dispositivo difensivo complesso - fatto di 45 km di cieli blindati, aeroporti chiusi, elicotteri e caccia intercettori in volo e, a quanto pare, perfino un aereo radar Awacs della Nato mobilitato - la cui regia è affidata al Cofa, il Comando operativo delle Forze aeree di Poggio Renatico.

    Stabilite le misure di sicurezza per la visita di Bush a Roma il 4 e 5 giugno, si moltiplicano le iniziative di protesta, le polemiche, gli allarmi e le smentite su possibili disordini nella capitale. Il clima è tale che mentre Washington avverte i propri connazionali di "possibili disordini", da più parti si risponde con iniziative di proteste simboliche (come nel caso del consigliere comunale di Roma e candidato alle prossime europee nelle liste del Prc, Nunzio D'Erme) o con inviti alla moderazione come fa Massimo D'Alema che annuncia anche la sua assenza dalla piazza: "Non credo di andare a contestare - spiega il presidente dei Ds - anche perché il presidente degli Stati Uniti viene per andare alla Fosse Ardeatine ed io non contesto davanti alle Fosse Ardeatine".

    Il 4 giugno sul balcone di casa sua, mentre lui sarà a Pescara per un comizio, "ci sarà la bandiera della pace che ha messo mia figlia". Ma ai manifestanti D'Alema dice: "Lo si faccia con serenità e civiltà. Non si cada nella provocazione, lo si faccia nel rispetto dei cittadini e il governo garantisca uno svolgimento ordinato e sereno di quella giornata".
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    "Non posso confondere le responsabilità politiche di Bush con il significato del 4 giugno, che è la data in cui si celebra il 60.esimo anniversario della liberazione di Roma dal nazifascismo - aggiunge poi il presidente dei Ds - e non confondo le responsabilità attuali del governo americano con il ruolo dell'America nella lotta contro il nazismo e nella liberazione del nostro paese dal fascismo". "La politica degli Stati Uniti è gravemente sbagliata - ribadisce D'Alema - ma spero che non venga considerata una posizione antiamericana. Siamo di fronte ad un'amministrazione che ha portato il mondo in una palude e che ha gravemente colpito l'immagine dell'Occidente".

    Tra le iniziative di protesta, spicca quella "pratica" di Indymedia, uno dei siti di riferimento della galassia no global, che offre una sorta di vademecum dei "mediattivista in piazza", cioè un elenco di consigli per chiunque intenda effettuare delle riprese che il sito pubblicherà in prima pagina in occasione della visita di Bush. Tra le informazioni date: mai fare azioni da soli, rendere anonime le immagini delicate e i volti, cambiare spesso cassetta o rullino; avere qualcuno che porti il materiale in luoghi sicuri, chiedere che in caso di sequestro il materiale sia sigillato, mai rilasciare dichiarazioni alla polizia in caso di arresto".

    "Faremo di tutto per essere visibili e efficaci nella nostra protesta" annuncia da parte sua il consigliere comunale di Roma e candidato alle prossime europee nelle liste del Prc, Nunzio D'Erme. Accompagnato dai rappresentanti dei Disobbedienti e del Global Project, D'Erme ha sottolineato come il 4 giugno "sarà una giornata di indignazione per una visita sgradita di una persona che è in stretta dialettica con il nostro governo colpevole di una politica scellerata. L'80% della popolazione si è detta contraria alla guerra in Iraq e quindi la visita di Bush significa non voler dare ascolto alla volontà popolare".

    I Disobbedienti non hanno voluto svelare quali saranno e dove si svolgeranno le eventuali iniziative di protesta ma hanno detto di voler colpire "tutte le aziende multinazionali americane e inglesi che si stanno arricchendo con la guerra in Iraq. Lo faremo in modo pacifico ma determinato. Screditandole, facendo informazione sulle loro attività, chiudendole in maniera simbolica".

    Una dichiarazione d'intenti che non è piaciuta al presidente della Regione Lazio Francesco Storace che giudica la parole di D'Erme "deliranti". "D'Erme annuncia attacchi ad aziende - dice Storace - spero che, chi deve provvedere, provveda".
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    Le informative dei servizi segreti parlano dell'arrivo di gruppi anarchici e autonomi. Eccezionali misure di sicurezza per 30 ore
    Vigilia con il fiato sospeso
    Bush: "Non temo chi contesta"

    di CLAUDIA FUSANI



    ROMA - Il meno preoccupato sembra proprio l'ospite, il presidente americano. "Non ho nessun problema nei riguardi delle persone che dicono di non essere d'accordo. Anzi lo ritengo salutare e un segnale positivo" ha detto ieri George W. Bush ai microfoni del Tg1. Arriverà domattina, molto presto, intorno all'alba, a bordo di uno di due Air Force One gemelli: uno atterrerà nella base militare di Pratica di Mare, l'altro a Ciampino. E inizierà a Roma il viaggio nella memoria per ricordare sessanta anni fa, la Liberazione di Roma. Poi, il 6 giugno, il d-day in Normandia. La visita di Bush attiverà un sistema di sicurezza mai visto negli ultimi anni a Roma e che si sta ulteriormente potenziando in queste ore dopo il nuovo video con gli ostaggi italiani e la nuova richiesta di manifestare contro la politica del governo italiano e della Casa Bianca. Intelligence e responsabili della sicurezza sono "molto preoccupati" per la contiguità del video con la visita di Bush.
    Nei colloqui con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ci sarà ovviamente l'Iraq, la fresca nomina del nuovo governo di Bagdad, il testo, le limature e le correzioni della nuova risoluzione dell'Onu che dovrà decidere tempi e modi della permanenza delle forze militari nella terra di Babilonia. Con l'alleato italiano, il titolare della Casa Bianca discuterà se è soddisfacente la nuova versione presentata due giorni fa da Usa e Gb al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che prevede la fine del mandato nel gennaio 2006. O se, invece, Francia, Russia e Germania chiederanno altro per definirlo "una svolta". Parte dei colloqui avranno all'ordine del giorno i temi del G8 che comincerà la prossima settimana a Sea Island, isoletta davanti allo Stato della Georgia.
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    Ma la prima urgenza resta la sicurezza. Le informative dei servizi di sicurezza, soprattutto del Sisde, sono drastiche e a senso unico. Parlano dell'"arrivo di gruppi anarchici e autonomi in arrivo da altre città italiane" che, sfruttando le manifestazioni organizzate da pacifisti e Disobbedienti, hanno elaborato piani di attacco che prevedono di "creare disordini nella prima periferia di Roma per richiamare le forze dell'ordine e distoglierle dal centro". Si parla di "incendi ai cassonetti in varie zone della città" per distrarre e confondere il dispositivo della sicurezza e di "colpire obiettivi americani e inglesi non solo a Roma ma anche in altre città". Le tattiche da guerriglia urbana con cui i black bloc incendiarono il G8 di Genova. Altre informative insistono su "blocchi stradali lungo le strade in centro", zona Parioli dove c'è Villa Taverna la residenza dell'ambasciatore americano dove saranno ospitati Bush, il consigliere per la sicurezza Condoleeza Rice e il segretario di Stato Colin Powell. Ma anche lungo la via Appia e la Pontina.
    Forse a questo si riferiva il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu quando ha parlato di "minacce gravi". Le manifestazioni di pacifisti e Disobbedienti saranno comunque garantite. I sit-in di venerdì mattina: universitari e Disobbedienti alla Sapienza; Acrobax e blocco dei Diritti sociali a Porta San Paolo; Cobas al Testaccio; il Pink bloc a Porta Maggiore. E il corteo del pomeriggio. Intorno, una città militarizzata da diecimila uomini e reparti speciali, blindata in cielo, dove è stato disposto il divieto di sorvolo e sono pronte batterie antimissili e i caccia intercettori, e nel sottosuolo. Roma sarà chiusa "a tratti" per lasciar passare il corteo delle auto presidenziali durante gli appuntamenti previsti nelle trenta ore del soggiorno romano. La minaccia arriva dall'ordine pubblico. Ma nessuno, soprattutto dopo il nuovo video dall'Iraq, mette in secondo piano l'integralismo islamico e il "piano" di qualche cellula attiva in Italia e in Europa.
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    LA SCHEDA
    Roma al centro della protesta appuntamenti in altre città


    ROMA -Tante le iniziative nella capitale.
    Ore 8,30: in via Boncompagni (non lontano dall'ambasciata) presidio cittadino davanti al Liceo Righi.

    Ore 9: davanti all'Università in piazzale Aldo Moro, l'incontro degli studenti, delle ex tute bianche di Casarini e degli antagonisti napoletani.

    Ore 11: a Porta Maggiore il Pink Paint Party.

    Ore 12: l'appuntamento per i Disobbedienti è a piazza Vittorio. Sempre dalla mattina, a Testaccio, in piazza Santa Maria Liberatrice, si ritroverà il gruppo Acrobax. A Porta San Paolo, dove sono attesi anche gli anarchici del centro sociale Askatusuna, si riuniranno i Cobas.

    Tutti i gruppi confluiranno, infine, nel corteo anti-Bush che alle 16 partirà da piazza della Repubblica. Punto di arrivo, Porta San Paolo. Passando per via Cavour, via dei Fori Imperiali e piazza Venezia.

    Previste manifestazioni anche in altre città.

    TORINO - Alle 20,30, in piazza Castello, si terrà la fiaccolata promossa dal comitato "Torino contro la guerra".

    BARI - Alle 16, in piazza della Prefettura, il Coordinameto No guerra-Bari organizzerà un presidio pacifista.

    VARESE - Alle 18, in piazza Monte Grappa, inizierà il presidio del Varese Social Forum.

    ANZIO - Alle 9 da piazza Palomba partirà la manifestazione pacifista.

    ANCONA - Alle 21 e 30, in piazza Roma, si terrà un presidio pacifista organizzato da diverse associazioni, riunite dallo slogan "Non in nostro nome".


    (3 giugno 2004)
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    LA SCHEDA
    Manifestare sì o no
    le posizioni dei partiti

    ROMA - La visita di Bush a Roma e l'atteggiamento da assumere: ecco le posizioni dei vari partiti rispetto al corteo previsto per domani alle 16 in piazza Esedra e che percorrerà il centro di Roma fino a Porta San Paolo.

    Uniti nell'Ulivo. Ds, Margherita, Sdi non saranno in piazza. Seguendo l'appello di Prodi, i tre partiti della lista unitaria chiedono ai cittadini di esprimere il dissenso verso l'amministrazione americana esponendo alle finestre le bandiere arcobaleno. In dissenso rispetto alla maggioranza del partito, il Correntone diessino che parteciperà invece alla manifestazione.

    Rifondazione. Il partito di Bertinotti è fra i promotori del corteo, lo stesso segretario sfilerà nelle strade di Roma. Rifondazione teme possibili incidenti tanto che oggi Bertinotti ha detto: "Domani io personalmente eviterei qualunque elemento che offra anche soltanto un pretesto per innescare una tensione".

    Pdci e Verdi. Anche loro saranno in piazza nel corteo per protestare contro Bush. I comunisti di Diliberto sfileranno in corteo, mantenendo il presidio in piazza Argentina. Oggi il segretario del Pdci Diliberto non è stato ricevuto dall'ambasciatore Usa. "Non siamo antiamericani", ha ribadito Diliberto. "Saremo in piazza - ha detto il presidente dei Verdi Pecoraro Scanio - con le immagini di Martin Luther King e Ghandi e una grande scritta che recita: 'Non violenza sempre contro i terrorismi, le guerre e le torture". Noi non siamo strabici ma pacifisti pragmatici".

    Sindacati. La Cgil sarà in piazza con una delegazione: ha partecipato a tutte le fasi preparatorie del corteo. La Fiom aderisce, nonostante sia impegnata nel congresso nazionale. La Cisl, invece, pur facendo parte del Comitato Fermiamo la guerra non sarà presente in piazza. "Non è chiaro chi governerà il corteo", ha detto il segretario Savino Pezzotta. Partecipano alle proteste i Cobas e gli altri sindacati di base.
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    Associazioni. Arci e Legambiente sono fra i promotori della giornata di proteste "per dire no alla guerra preventiva e all'unilateralismo di Bush e ribadire i valori della pace". Le associazioni che danno vita alla Tavola della Pace hanno spedito una lettera a Bush per esprimergli il loro dissenso e chiedono ai cittadini di esporre le bandiere arcobaleno alle finestre.

    Il centrodestra. Tutti i partiti della Casa delle Libertà sono contrari alle manifestazioni antibush e fanno appello affinché le proteste si svolgano senza violenze. Un giornale di area, "l'Opinione" di Arturo Diaconale ha dato appuntamento a piazza San Lorenzo in Lucina dalle 16 alle 23 per il Freedom Day: hanno aderito molte personalità del centrodestra.


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    Speriamo non accada niente di irreparabile..a domani..
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  9. #9
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Prodi ha mandato un caldo saluto di benvenuto a Bush.
    Ergo, si invitano gli uniti nell'ulivo ad astenersi dal commentare la visita di Bush

  10. #10
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    Giornata 1.

    sembra passata abbastanza tranquillamente ..vedremo domani
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