Grandi manovre per l’esercito americano in Europa. Il Pentagono ha infatti presentato un progetto nel quale si ipotizza il trasferire dalla Gran Bretagna in Italia, a Napoli, il comando europeo della Marina Militare statunitense. Il progetto rientra nel piano di riposizionamento delle Forze Armate di occupazione degli Stati Uniti dislocate in Europa e nel mondo. A quanto ha scritto ieri il New York Times, il riassestamento progettato dal Pentagono sarebbe il più rilevante che le strutture militari americane nel mondo abbiano sperimentato dall’inizio della Guerra Fredda: scopo della manovra, secondo il giornale newyorkese, per i responsabili politici del Pentagono, “è di realizzare la massima flessibilità per l’invio di forze nel Medio Oriente, nell’Asia Centrale ed in altri possibili teatri bellici”. Lo spostamento più vistoso del piano del Pentagono è il ritiro delle due divisioni dell’Esercito degli Stati Uniti dalla Germania.
Una strategia offensiva, quella americana, che potrebbe avere delle ripercussioni boomerang - come da noi auspicabile - sulle relazioni diplomatiche con i governi sudditi, proprio in coincidenza con una fase di minor prestigio e di crescente risentimento anti-americano nel mondo. Se si considera la volontà dell’asse franco-tedesco di una difesa autonoma, già palesata con la creazione di un esercito comune (seppure annacquato da un mescolamento dei reparti europei” con quelli della forza multilaterale Nato), unitamente al lucido allontanamento di Berlino e Parigi da Washington e dall’intesa con Mosca, risulta probabile che un ridimensionamento delle truppe yankee dall’Europa centrale possa essere una buona occasione per “riprendere in mano” la difesa del Vecchio continente.
Naturalmente l'Italia in tutto questo ricoprirà, neanche a dirlo, il ruolo del cavallo di Troia in seno al blocco europeo. Un ruolo ricoperto dall’Italietta, con oculato servilismo, dal dopoguerra ad oggi. Non sono previsti nel progetto del Pentagono trasferimenti di reparti militari americani dall’Italia, anzi un loro rafforzamento.
Sono scomparse, infatti, le precedenti ipotesi di trasferire in Spagna questo comando della Marina Usa. Portavoce del Pentagono hanno escluso che la rinuncia alla Spagna abbia a che fare con la decisione del nuovo governo socialista spagnolo di ritirare le truppe dall’Iraq giustificando la decisione con “considerazioni di natura esclusivamente finanziaria”: i costi del trasferimento del comando in Italia sarebbero più convenienti.
Ma l’unica cosa veramente “conveniente” sembra essere il vassallaggio dimostrato da sempre dall'Italietta. Sostanzialmente, secondo le spiegazioni ottenute al Pentagono, la motivazione del ridimensionamento delle forze americane in Germania è la fine della Guerra Fredda: “oggi - come fanno presente le menti politiche del progetto - non ha più molto senso immobilizzare forze armate ingenti in Germania, poiché non c’è più il nemico che per decine di anni era rimasto a ridosso della frontiera”. Ora, per assediare la riottosa Russia di Putin, possono essere infatti sufficienti i gurkha baltici, polacchi, cechi e magiari, neofiti dell’Ue e della Nato.
Le truppe atlantiche servono altrove, più precisamente nel Mare Nostrum, e quindi in Italia. Da qui sarà più facile controllare il Mediterraneo, supportare l’entità sionista nel massacro del popolo palestinese, tenere sotto pressione i Paesi che vi si affacciano. Ma gli Usa non si limiteranno certo al bacino mediterraneo. Basta leggere le dichiarazioni di Rumsfeld il quale “spera che le forze Usa parteciperanno in un prossimo futuro alla lotta contro il terrorismo nell’Asia sud-orientale”. Il segretario alla Difesa, in visita alle truppe Usa su una nave da guerra nel porto di Singapore, ha aggiunto: “Non possiamo attendere un nuovo attentato dobbiamo prendere l’iniziativa, trovare la rete dei terroristi, quelli che li finanziano e i Paesi che danno loro asilo”.
I padroni del mondo sono onnipotenti e unti dal Signore. Gli italiani sono eterni sudditi.