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    Predefinito D-Day, ancora grazie America. L'Europa 60 anni dopo.

    Estratto da “Corriere della Sera” del 5 giugno ’04, pagina 1/13


    D-Day, ancora grazie America
    L’EUROPA 60 ANNI DOPO

    di andrè GLUCKSMANN

    Dieci anni fa rimpiangevo l'assenza del cancelliere tedesco alle cerimonie di Normandia. Oggi, non rinuncerò al mio piacere, intimo quanto filosofico. Rivolgo un grazie ai soldati che sbarcarono il 6 giugno 1944, quando la rete della Resistenza dove lavoravano mia madre e le mie sorelle più grandi cadeva nelle grinfie di Klaus Barbie: arresti, torture, corpi martirizzati spediti senza ritorno là dove sapevamo. E grazie agli americani, agli inglesi, ai canadesi, agli australiani che mi hanno salvato il resto della famiglia, grazie a coloro che permisero ai francesi di oggi di non essere costretti a pensare da nazisti o da stalinisti.

    Senza D-Day, non ci sarebbe stata Europa a Sei, a Quindici, a Venticinque e oltre. Sono ancora pervaso, privilegio dell'età, della gioia cosmica, estatica, che scoppiava al di sopra della mia testa di bambino quando gli adulti pronunciavano la parola «liberazione».

    Dovemmo aspettare la metà degli anni Settanta affinché un presidente della Repubblica federale riconoscesse chiaramente e distintamente che la Germania, al termine della Seconda guerra mondiale, non fu «invasa», ma «liberata». È perché la differenza fra queste due parole mostrasse la sua evidenza decisiva che i miei cari, quelli più vicini e quelli più lontani, a Lione, a Omaha Beach, a Stalingrado, sono morti. Si parla a sproposito, con i tempi che corrono, di «legittimità internazionale». L’unica, la vera, fu inaugurata sulle spiagge normanne. Se l’Onu, malgrado il suo lato caotico, non assomiglia del tutto alla triste Società delle Nazioni, è perché i suoi fondatori a San Francisco avevano giurato che Giappone e Germania non sarebbero stati conquistati né colonizzati, ma semplicemente liberati dal fascismo. Da qui derivano due principi che, sostenendo silenziosamente la Carta delle Nazioni Unite, impongono le sue inevitabili ambiguità e contraddizioni: 1) il diritto dei popoli a essere liberati; 2) l’autolimitazione del diritto del vincitore, al quale è vietato conquistare, ma che è portatore di democrazia.

    Il diritto dei popoli ad essere liberati da un dispotismo estremo - diritto al D-Day - prevale sul rispetto ordinario delle frontiere e sul principio secolare di sovranità. Tenuto conto della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, grazie all’esperienza dei totalitarismi, il diritto essenziale dei popoli di disporre di se stessi non deve garantire né implicare il diritto dei governanti a disporre dei loro popoli. Sullo sbarco in Normandia si basano i recenti interventi in Kosovo, in Afghanistan e in Iraq, anche senza copertura del Consiglio di Sicurezza. Per una ragione decisiva: la legittimità inaugurale che guidò la costituzione dell’Onu supera in autorità la giurisprudenza ordinaria delle istituzioni nate da quella legittimità fondatrice. Tanto più che in questo decimo anniversario del genocidio dei Tutsi in Ruanda, il ricordo di spaventosi fiaschi nella gestione dell’Onu non sfugge a nessuno e soprattutto non sfugge a Kofi Annan che predica, invano, l’urgenza di una riforma radicale delle istituzioni e della legislazione internazionali.

    Possono ancora, gli americani, fare appello al diritto d’ingerenza battezzato nel sangue versato per liberare l’Europa? Sì. Malgrado le recenti ignominie commesse nelle prigioni irachene, moralmente insopportabili, politicamente controproducenti e strategicamente assurde, di cui portano l’intera responsabilità? Sì. Perché, nel bene e nel male, gli Stati Uniti restano una democrazia. L’unica, da quanto mi risulta, che non abbia censurato, in piena guerra, la pubblicazione dei crimini commessi dai suoi soldati. L’unica dove la stampa e la televisione svelano in poche settimane la vastità degli abusi e scrutano liberamente gli annessi e i connessi del disastro compiuto. L’unica dove le commissioni d’inchiesta parlamentari portano in tribunale un presidente, ministri, generali, capi dei servizi segreti interrogandoli senza riguardi né restrizioni.

    Ricordiamoci che la Francia, tanto generosa nell’impartire lezioni, in quarant’anni non ha mai incolpato, giudicato o condannato neanche uno dei militari che torturarono durante la guerra d’Algeria. È cinquant’anni dopo la fine delle ostilità, nel 1995, che un Presidente riconobbe le responsabilità della Repubblica fra il 1940 e il 1945. Ed è oggi, dieci anni dopo i fatti, che diversamente dal Belgio, dall’Onu e da Washington, la Francia si ostina, a destra come a sinistra, a rifiutare qualsiasi scusa ai Tutsi vittime di genocidio. Tutto questo innalza noi francesi ad altitudini morali inaccessibili ai rozzi yankees, afflitti da una stampa insolente, da un Senato indagatore e da governanti costretti ad aprire i loro dossier per spiegarsi in tempo reale.

    Altrove, guardate com’è diverso, regna l’omertà. Aprile 2004. La prima videocassetta: torture sistematiche, occhi estratti dalle orbite, membra strappate di presunti combattenti, piramide di corpi. Seconda videocassetta: esecuzione deliberata di una madre e dei suoi cinque figli (dai 12 mesi ai 7 anni) nei pressi di Chatoi, in Cecenia. Due testimonianze filmate da soldati russi nauseati dalle gesta dei loro compagni d’armi. Un solo giornale di Mosca, la Novaia Gazeta , pubblica le foto. Nessuna reazione. Silenzio radio-televisivo, silenzio della giustizia, non una parola dalla gerarchia militare e politica, mutismo mondiale. Bush è accolto sotto una valanga di proteste, Putin è accolto come un fratello.

    Eppure oggi il cittadino americano è il solo a guardare, giudicare e condannare a caldo i misfatti perpetrati in suo nome. L’America non è popolata da angeli, ma rimane la patria numero uno dei diritti dell’uomo perché, più che altrove, è capace di darsi i mezzi per mettere in luce e quindi bloccare la loro violazione. I diritti dell’uomo misurano la nostra capacità di resistere all’inumano, al male che ci è di fronte come al diavolo che è in noi.

    di André Glucksmann
    (traduzione di Daniela Maggioni)
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  2. #2
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    Predefinito Re: D-Day, ancora grazie America. L'Europa 60 anni dopo.

    Oggi in Normandia, con la scusa delle celebrazioni del D-Day, si svolgerà tra i vari capi di stato, e in particolare Bush e Blair, un'orgia di americanismo, imperialismo e capitalismo in nome della "vittoria" sul nazismo...
    Vomitevole la retorica dei giornali asserviti al regime sui giovani idealisti venuti a "liberare" l'Europa, a portare democrazia e libertà, quando a chiunque conosca un minimo di storia dovrebbero risultare chiare 2 cose:

    1)gli angloamericani combatterono contro il nazismo non certo per idealismo ma solo dopo che il Terzo Reich dichiarò loro guerra;

    2)i bambocci ipervitaminizzati yankees compirono l' "eroica" impresa di Normandia solo nel giugno-luglio 1944, quando ormai l'Unione Sovietica e il suo Esercito Rosso avevano, a prezzo di sacrifici enormi e gigantesche battaglie costate centinaia di migliaia se non milioni di caduti (Mosca, Leningrado, Stalingrado, Kursk, Harkov e altre), annientato centinaia di divisioni tedesche e ricacciato gli invasori hitleriani al di quà del confine del 1941 apprestandosi a liberare tutta l'Europa orientale.
    Quindi gli alleati si apprestarono alla più grande bufala della storia solo allo scopo di evitare una completa liberazione dell'Europa da parte dell'Armata Rossa e con la certezza di ciò che l'alto comando tedesco (non) avrebbe potuto opporre in Francia.
    Niente Luftwaffe, niente Kriegsmarine, pochi paracadutisti, pochi panzer a corto di carburante, divisioni di riservisti ultrasessantenni, operai della Todt, adolescenti della gioventù hitleriana e coscritti russi, ucraini e francesi in divisa della Wehrmacht.

    complimenti per l'eroica impresa ai liberatori!

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: D-Day, ancora grazie America. L'Europa 60 anni dopo.

    Originally posted by veterokom
    Oggi in Normandia, con la scusa delle celebrazioni del D-Day, si svolgerà tra i vari capi di stato, e in particolare Bush e Blair, un'orgia di americanismo, imperialismo e capitalismo in nome della "vittoria" sul nazismo...
    Vomitevole la retorica dei giornali asserviti al regime sui giovani idealisti venuti a "liberare" l'Europa, a portare democrazia e libertà, quando a chiunque conosca un minimo di storia dovrebbero risultare chiare 2 cose:

    1)gli angloamericani combatterono contro il nazismo non certo per idealismo ma solo dopo che il Terzo Reich dichiarò loro guerra;

    2)i bambocci ipervitaminizzati yankees compirono l' "eroica" impresa di Normandia solo nel giugno-luglio 1944, quando ormai l'Unione Sovietica e il suo Esercito Rosso avevano, a prezzo di sacrifici enormi e gigantesche battaglie costate centinaia di migliaia se non milioni di caduti (Mosca, Leningrado, Stalingrado, Kursk, Harkov e altre), annientato centinaia di divisioni tedesche e ricacciato gli invasori hitleriani al di quà del confine del 1941 apprestandosi a liberare tutta l'Europa orientale.
    Quindi gli alleati si apprestarono alla più grande bufala della storia solo allo scopo di evitare una completa liberazione dell'Europa da parte dell'Armata Rossa e con la certezza di ciò che l'alto comando tedesco (non) avrebbe potuto opporre in Francia.
    Niente Luftwaffe, niente Kriegsmarine, pochi paracadutisti, pochi panzer a corto di carburante, divisioni di riservisti ultrasessantenni, operai della Todt, adolescenti della gioventù hitleriana e coscritti russi, ucraini e francesi in divisa della Wehrmacht.

    complimenti per l'eroica impresa ai liberatori!
    Il tuo intervento è davvero tanto manicheo e poco oggettivo, che ha distorto persino la realtà dei fatti più evidente (ma si sa, i comunisti sono molto bravi con la manipolazione della realtà!!!)
    Rispondo alle tue sciocchezze punto per punto: innanzitutto ciò che ti acceca è il tuo ideologismo di fondo che ti fodera gli occhi di prosciutto e non ti permette di vedere le cose con un minimo di distacco ed oggettività. Ormai sono vecchie le balle comuniste su imperialismo, antiamericanismo, ecc ecc...ti posso solo dire che il comunismo è fortunatamente morto di storia, condannato dalla storia e dall'umanità per i suoi crimini, il suo modo terroristico di gestire l'economia e i rapporti sociali in generale. Per il resto ti rispondo sui singoli punti da te elencati:
    1) gli angloamericani intervennero nella guerra nel momento in cui fu loro chiesto aiuto, cioè quando ce ne fu davvero necessità, poichè il paese era in preda ad un guerra civile e in più si aggiungevano le barbarie commesse dai nazisti. (A quei tempi la politica estera americana era in genere di non-interventismo e isolazionismo, tranne in casi di richiesta di aiuto da altri paesi o di dichiarazione esplicita di guerra, come accadde).
    2) io credo che nel secondo punto si vede più di ogni altro quanto puzzi di ideologismo e manicheismo irrazionale, irragionevole e privo di ogni buon senso. Mentre gli Stati Uniti furono chiamati in causa dalla richiesta esplicita di aiuto da parte degli altri paesi (Italia innanzitutto) e dal fatto che gli era stata mossa una palese dichiarazione di guerra, i sovietici biecamente entrarono in guerra per motivi chiaramente espansionistici e colonialisti (il vero imperialismo in realtà è stato quello statalista sovietico, che dopo la guerra ha conquistato la Polonia, che prtima era tedesca, la Cecoslovacchia, la Bulgaria, prima autriaca, l'Ungheria nel 1956 in occasione della storica rivolta degli studenti ungheresi contro i sovietici, messa a tacere come al solito con gli unici metodi che i comunisti conoscono, e cioè lo sterminio e i carri armati sulla popolazione) Insomma se la seconda guerra mondiale ha decretato un imperialismo e un intervento a fini oppressivi e autoritari, questo è stato proprio quello dei sovietici, assassini che tu difendi. E ci siamo dimenticati il patto Ribbentrop-Molotov, e l'alleanza ad un certo punto tra Hitler e Stalin: la verità è che tra i nazisti e i comunisti non passa alcuna differenza sia nel merito delle idee (vedi gestione statalista dell'economia, stesse radici socialiste, e non a caso Hitler come Mussolini erano socialisti estremisti, gestione dittatoriale del potere, cancellazione dei corpi medi, e te ne potrei elencare altre cento di cose), sia nel metodo (terrore, oppressione e sterminio fisico degli avversari nei lager e nei gulag, riprese dalla logica "amico-nemico" propria di molti pensatori comunisti e nazisti, creazione di regimi totalitari, ecc ecc) Insomma, non sono altro che due facce della stessa medaglia insanguinata dagli stessi crimini. L'intervento americano è stato importantissimo, perchè ha salvato l'Europa non solo dal pericolo nazista, ma anche dall'identico pericolo di una feroce e brutale dittatura comunista: perciò, ripeto, grazie, ancora grazie e grazie mille volte all'America che ha affidato con il suo intervento l'Europa verso un cammino di democrazia, di sviluppo economico e soprattutto di libertà.

    Saluti Amerikani
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  4. #4
    smrt fašismu
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    Predefinito Re: Re: Re: D-Day, ancora grazie America. L'Europa 60 anni dopo.

    Parli tanto di ideologismo, manicheismo, e poi non sai far altro che rigirare la solita patata bollita su nazismo=comunismo, Ribbentrop-Molotov (evidentemente non riesci a distinguere tra un'alleanza di guerra e un patto di non aggressione), e altre amenità...

    ma tantè...non è di questo che si parlava, ma del ruolo di sovietici e ameri-cani nella seconda guerra mondiale, e mi sembra che tu abbia ignobilmente abdicato...

    quanto al fatto che gli USA sarebbero entrati in guerra su richiesta di Francia e Italia, beh...questa nemmeno sul bignami la trovi....

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: D-Day, ancora grazie America. L'Europa 60 anni dopo.

    Originally posted by veterokom
    Parli tanto di ideologismo, manicheismo, e poi non sai far altro che rigirare la solita patata bollita su nazismo=comunismo, Ribbentrop-Molotov (evidentemente non riesci a distinguere tra un'alleanza di guerra e un patto di non aggressione), e altre amenità...

    ma tantè...non è di questo che si parlava, ma del ruolo di sovietici e ameri-cani nella seconda guerra mondiale, e mi sembra che tu abbia ignobilmente abdicato...

    quanto al fatto che gli USA sarebbero entrati in guerra su richiesta di Francia e Italia, beh...questa nemmeno sul bignami la trovi....
    Certo che il tuo ideologismo ti ha oscurato del tutto la visione concreta della realtà. Sostengo che nazismo e comunismo sono sotanzialmente identici non solo per via del patto Ribbentrop-Molotov, ma per motivi di merito e di metodo: insomma le loro teorie politiche sono per lo più identiche, e di certo identici sono i modi in cui hanno governato, i metodi che hanno usato!!! Almeno abbi l'onestà intellettuale di riconoscere una cosa reale!!! Ma evidentemente il tuo ideologismo non ti fa essere persona di buon senso. Patto di non aggressione che era fondato su punti politici caratterizzanti, e questo la dice lunga sia su quello che poi sarebbe stato l'orrendo imperialismo sovietico sia sulla vicinanza ideologica tra nazismo e comunismo e sulla loro sostanziale intercambiabilità (se ce ne fosse ancora bisogno dopo essersi reso conto che sono identici nel merito delle politiche adottate e nei metodi di governo). Non ho abdicato e ribadisco il mio concetto con forza e chiarezza riguardante il ruolo di Stati Uniti e sovietici in guerra: gli Stati Uniti hanno avuto il ruolo importante di salvare l'Europa sia da una dittatura nazista che da una altrettanto feroce dittatura comunista, e per questo io gliene sono grato (mi rendo conto che per un comunistello indottrinato di sciocchezze come te è diverso!!!)Infine, cerca di studiare meglio la storia, perchè gli americani entrarono in guerra per due motivi, e non lo ripeto più: 1) la palese dichiarazione di guerra che vi fu rivolta contro dall'asse; 2) la conseguente pressione di Francia e Gran Bretagna, ma anche dell'Italia ad unirsi nella lotta al nazismo che poco dopo era su una duplice Germania-Giappone.
    Dovresti studiare meglio la storia prima di parlare.

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: D-Day, ancora grazie America. L'Europa 60 anni dopo.

    Originally posted by Libertarian
    Certo che il tuo ideologismo ti ha oscurato del tutto la visione concreta della realtà. Sostengo che nazismo e comunismo sono sotanzialmente identici non solo per via del patto Ribbentrop-Molotov, ma per motivi di merito e di metodo: insomma le loro teorie politiche sono per lo più identiche, e di certo identici sono i modi in cui hanno governato, i metodi che hanno usato!!! Almeno abbi l'onestà intellettuale di riconoscere una cosa reale!!! Ma evidentemente il tuo ideologismo non ti fa essere persona di buon senso. Patto di non aggressione che era fondato su punti politici caratterizzanti, e questo la dice lunga sia su quello che poi sarebbe stato l'orrendo imperialismo sovietico sia sulla vicinanza ideologica tra nazismo e comunismo e sulla loro sostanziale intercambiabilità (se ce ne fosse ancora bisogno dopo essersi reso conto che sono identici nel merito delle politiche adottate e nei metodi di governo). Non ho abdicato e ribadisco il mio concetto con forza e chiarezza riguardante il ruolo di Stati Uniti e sovietici in guerra: gli Stati Uniti hanno avuto il ruolo importante di salvare l'Europa sia da una dittatura nazista che da una altrettanto feroce dittatura comunista, e per questo io gliene sono grato (mi rendo conto che per un comunistello indottrinato di sciocchezze come te è diverso!!!)Infine, cerca di studiare meglio la storia, perchè gli americani entrarono in guerra per due motivi, e non lo ripeto più: 1) la palese dichiarazione di guerra che vi fu rivolta contro dall'asse; 2) la conseguente pressione di Francia e Gran Bretagna, ma anche dell'Italia ad unirsi nella lotta al nazismo che poco dopo era su una duplice Germania-Giappone.
    Dovresti studiare meglio la storia prima di parlare.

    Saluti
    Comunismo e nazismo sono opposti sotto il profilo ideologico, politico, teorico, della prassi, della composizione di classe del blocco storico che li sostiene. Se poi i nazisti, per non riverlarsi per ciò che realmente erano, ovvero i cani da guardia dell'alta borghesia tedesca e del militarismo prussiano, adottarono politiche espansive e di intervento pubblico ingannando i lavoratori, è un altro discorso.

    Cmq si parlava del contributo alla vittoria sul nazismo: non mi hai ancora risposto, chi ha annientato in 4 anni di lotta durissima centinaia di divisioni tedesche? Chi è sbarcato negli ultimi mesi di guerra affrontando eroicamente qualche divisione raccogliticcia di vecchi e adolescenti, privi di supporto aereo e a corto di carburante e munizioni?

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: D-Day, ancora grazie America. L'Europa 60 anni dopo.

    Originally posted by veterokom
    Comunismo e nazismo sono opposti sotto il profilo ideologico, politico, teorico, della prassi, della composizione di classe del blocco storico che li sostiene. Se poi i nazisti, per non riverlarsi per ciò che realmente erano, ovvero i cani da guardia dell'alta borghesia tedesca e del militarismo prussiano, adottarono politiche espansive e di intervento pubblico ingannando i lavoratori, è un altro discorso.

    Cmq si parlava del contributo alla vittoria sul nazismo: non mi hai ancora risposto, chi ha annientato in 4 anni di lotta durissima centinaia di divisioni tedesche? Chi è sbarcato negli ultimi mesi di guerra affrontando eroicamente qualche divisione raccogliticcia di vecchi e adolescenti, privi di supporto aereo e a corto di carburante e munizioni?
    Comunismo e nazismo sono due facce della stessa medaglia sotto tutti i punti di vista...la persecuzione degli ebrei in quanto ricchi fu messa in atto sia da Hitler che da Stalin nei lager e nei Gulag, il trattamento riservato agli omofili fu identico. Per quanto riguarda la prassi e il profilo ideologico entrambi sostengono la perfezione nella società da realizzare attraverso mostri totalitari (il dominio di classe e il dominio di razza sono due facce della stessa ideologia totalitaria), entrambe sono ideologie collettiviste che non hanno alcuna fiducia e alcuna considerazione nell'individuo, entrambe adottano il sistema dell'eliminazione sistematica dell'avversario (gli ebrei, i capitalisti, ecc...non è un caso che gli ebrei fossero anche al 90% i capitalisti...)secondo il metodo totalitario e barbaro "amico-nemico" ereditato da Carl Schmitt e da Lenin, il sistema economico è lo stesso, ovvero quella della regolazione estrema e dittatoriale dell'economia, e potrei continuare all'infinito per dimostrarti che sia nel merito che nel metodo tra comunismo e nazismo non c'è assolutamente nessuna differenza, e si sono sempre fatti la lotta l'un l'altro perchè sono entrambi totalitari e per la spartizione di un pò di potere. (tra l'altro guarda che Hitler non si rivolgeva alla borghesia tedesca, ma al proletariato nei suoi discorsi!!!)
    Per quanto riguarda la seconda guerra mondiale, ti ripeto, e per l'ultima volta, perchè vedo che sei de coccio nella tua persistente ignoranza: per fortuna che sono sbarcati gli Stati Uniti e che ci hanno doppiamente salvato sia dai nazisti sia dai comunisti che volevano colonizzare ed espandersi non solo ad Est, ma anche da noi, a quest'ora ci troveremmo nelle stesse condizioni di degrado, di miseria, di mancanza di libertà, e di sottosviluppo in cui per anni hanno versato tutti i paesi schiavi delle varie dittature comuniste. Per questo: God Bless America!!!

    Saluti
    Anarcho-capitalist

  8. #8
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    Tralasciando la continua ripetizione delle solite cazzate anticomuniste...

    non neghi, anzi ti vanti del fatto che gli yankee da bravi avvoltoi si sono presentati in forze al capezzale della Germania sconfitta dall'Armata Rossa per raccogliere i frutti di una vittoria non loro.

  9. #9
    PaleoLibertario Cattolico
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    Originally posted by veterokom
    Tralasciando la continua ripetizione delle solite cazzate anticomuniste...

    non neghi, anzi ti vanti del fatto che gli yankee da bravi avvoltoi si sono presentati in forze al capezzale della Germania sconfitta dall'Armata Rossa per raccogliere i frutti di una vittoria non loro.
    Tralasciando il tuo ideologismo che ti appanna la vista ma anche la mente e ti impedisce di vedere la realtà (o forse più realisticamente non hai argomenti sufficienti!)...

    mi vanto del fatto che gli yankee (come tu dici) hanno salvato non la Germania, ma l'intera Europa Occidentale dal nazismo e dalla minaccia di una feroce dittatura comunista...di questo me ne vanto, e non poco...

    Saluti
    Anarcho-capitalist

 

 

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