La storia si ripete, arrivano gli americani. E con gli americani arrivano gli inglesi. Sembrano i tempi della V e della VIII armata, quelli dello sbarco ad Anzio ed in Sicilia. Patton e Montgomery, la stessa tecnica; carriarmati, truppe d'assalto ed aviotrasportate e superfortezze volanti a bombardare.
Fuori il tiranno ed avanti un governo democratico. Crollano le statue del despota, le cui case riprese dalla TV tutte tempestate di oro e marmi pregiati. Crollano le statue fatte erigere ovunque, abbattute dai liberatori. Intanto l'ultimo sussulto del despota che gira per la città con un sorriso sardonico e forzoso, quasi un ghigno, con i fedelissimi che gli baciano le mani...Sembra la caduta degli dei ai tempi di Hitler, quando passava in rassegna le truppe della wermach composte da ragazzini imberbi, il fantasma di sè stesso prima dell'apocalisse e dell'avvento dell'angelo sterminatore.
Intanto in Italia impazza la guerra di resistenza. Pacifisti a go go marciano frantumando vetrine e tutto quello che incontrano al loro passaggio. Tollerati dai giudici e dalla polizia, si fanno forti di una idea utopistica con la quale pensano di esorcizzare la guerra. Quanto mai marce e bandiere hanno fatto tacere le armi?
Molto più coerenti i nostri padri. Quando vi fu la guerra di Spagna tra falangisti di Franco e repubblicani, molti invece di fare casino "vox clamans in deserto", si arruolarono come volontari e partirono in armi, chi parteggiando per Franco chi per i repubblicani.
Sarebbe cosa buona che i "pacifisti" imbracciassero mitra e quant'altro e si dirigessero alla volta di Bagdad a dare man forte al rais-despota. FORZA AMERICA, DACCI SOTTO, IO SO CHE CON TE TORNA LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTA'!!!
Io sono americano ! B.




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