IL DOPPIO OBIETTIVO DI DILIBERTO: GOVERNO A CASA, ULIVO PIU' RADICALE
Giovanna Casadio

Roma, 8 giugno 2004


Roma - "Il primo obiettivo è battere Berlusconi, far cadere il governo, mandare a casa il Polo. Il secondo è spostare a sinistra l'asse del centrosinistra". È il "manifesto" che Oliviero Diliberto, il segretario del Pdci, va ribadendo ai "compagni", in un tourbillon elettorale in giro per l'Italia (è capolista in tre circoscrizioni su cinque).

Onorevole Diliberto, è rischioso disperdere il voto a sinistra?

"Il rischio vero è che avendo il più grande partito della sinistra, i Ds, scelto di fare la lista con la Margherita, cioè con i moderati, la sinistra scompaia in Italia. Anche perché ora si parla di un partito unico dei moderati dopo le europee".

Una sinistra riformista e una antagonista: è questo lo scenario?

"Non è questo il tema, bensì avere una sinistra. Dai riformisti voglio sapere: a vantaggio di quali classi si fanno le riforme?".

Il nuovo asse tra le parti sociali per una svolta sull'economia non le piace?

"Mi sta bene che Confindustria sposi il centrosinistra: è un segno del declino inarrestabile di Berlusconi, e tuttavia la linea del centrosinistra non me la voglio far dettare da Montezemolo. Il punto sono i rapporti di forza dentro il centrosinistra. Il "listone"
si attesterà intorno al 30%, ma il 50% come si raggiunge?".

I leader della lista "Uniti nell'Ulivo" fanno appello al voto utile.

"Un appello che è una sciocchezza perché il voto utile è quello che fa raggiungere al centrosinistra il 50%. D'Alema dice: dobbiamo prendere più voti di Forza Italia. Bella forza, si sono messi tre partiti in una stressa lista! Ma poi com'è che il centrosinistra supererà il centrodestra? Il voto utile è quello che tiene insieme i moderati con la sinistra. Gli attacchi del "listone" contro il Pdci sono demenziali, e dimenticano l'ottobre del '98 e la differenza tra noi e Bertinotti".

Anche voi attaccate duramente.

"Il mio avversario è Berlusconi. Però, quando la Margherita propone di alzare di due anni l'età pensionabile, di reintrodurre le gabbie salariali, vota la legge scellerata sulla fecondazione assistita, io mi chiedo: la sinistra dov'è e cosa fa? Se i Ds vanno con la Margherita si cancella la sinistra".

Iraq e pacifismo: tra il suo partito e Bertinotti la competizione è forte?

"Sono due modi diversi di essere a sinistra. Certamente noi non faremmo mai cadere un governo di centrosinistra. Pace e guerra è diventato ormai il discrimine fondamentale. In questa guerra in cui si sono compiuti crimini come le torture, non ci può essere dubbio da che parte stare".

Però il regime di Fidel Castro non lo criticate.

"Io ho criticato la pena di morte a Cuba nel 1993 in pubblico, all'Avana".

Prodi è il leader dell'Ulivo?

"Nessun dubbio. Solo Prodi può fare la sintesi tra un'anima di sinistra e una moderata, ne ha tutta la sensibilità politica e culturale".