il terrorismo secondo qualche cervellone, non doveva colpire solamente i paesi che avevano i militari in iraq?
Intercettazioni della Digos sui fermati di Milano
Metro di Parigi nel mirino dei terroristi
Uno degli arrestati nell'operazione italiana chiedeva a un cittadino belga «informazioni sulla città e le ispezioni»
MILANO - Era probabilmente Parigi l'obiettivo da colpire. Quasi di certo nel metrò. E, almeno nei piani, in questo fine settimana, in pieno voto europeo. Questo stava organizzando fin nei minimi dettagli l'egiziano Rabei Osman Sayed Ahmed fermato l'altra notte a Milano, sospettato di essere 'l'uomo delle bombè di Madrid. È quanto emerge dalle carte degli inquirenti che per settimane hanno intercettato l'uomo che si intratteneva spesso, al telefono, con un "fratello" che si trovava in Belgio, anche lui arrestato nell'operazione condotta oltre confine, Mounrad.
MARTIRIO - In una conversazione telefonica intercettata dalla Digos del 29 maggio scorso Rabei, chiede insistentemente al suo interlocutore belga «informazioni sulla città (Parigi), sui metrò sui controlli e le ispezioni». Lo si legge nel provvedimento di fermo emesso dal pm Maurizio Romanelli e dal procuratore aggiunto Armando Spataro che riporta una nota della Digos che sintetizza la conversazione tra Rabei, in quei giorni a Milano, e Mourad, che si trova in Belgio. Quest'ultimo, a proposito dei controlli risponde: «è tutto a posto». I due parlano insistentemente di una terza persona, Mohamed, che «è pronto al martirio».
9 giugno 2004 -




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