Questo argomento di discussione appare sia sul forum dei liberali, sia su quello dei repubblicani europei, perché penso che possa interessare anche a costoro: se così non fosse, mi scuso sin d’ora per l’indebita intromissione.
Caro Vivona,
intendo riproporti pubblicamente quelle mie perplessità circa il tuo tentativo di costruzione di terzo polo che già ti esposi per e-mail (cui rispondesti prontamente, nonostante i tuoi gravosi impegni: ti ciò ti ringrazio ancora), sperando che possano diventare oggetto di pubblica discussione.
Girovagando fra i vari siti e forum liberali, ho avuto modo di leggere molti tuoi elogi e nessuna critica: nessuno mette in dubbio la tua passione, la tua buona fede, il tuo essere schiettamente liberale, e fino al midollo, le tue capacità. Molti, invece, ed io fra questi, esprimono forti riserve circa i tuoi compagni di viaggio: a me non pare che i liberali di De Luca e i liberali per l’Italia siano quanto di meglio offra il mondo liberale italiano (così spero).
I Liberali di De Luca stanno con la Casa delle Libertà: non vedo come chi stia in quel raggruppamento politico possa essere liberale. Te lo immagini un Einaudi ad applaudire estasiato e saltellante il Capo ad una convention di Forza Italia? O un Gobetti fra le cime apline a ascoltare rapito uno in camicia verde che dice: “Gli immigrati li rimandiamo a casa a calci in culo!!!”? Che pensi che direbbe Croce di chi, fascista convinto per una vita in atti, opere, omissioni, un bel giorno, fra diuretiche bottiglie di acqua minerale (Freud avrebbe molto da dire sul parallelo Fiuggi-olio di ricino) dicesse, (come è effettivamente successo): “Oibò, sai che c’è? Da oggi non siam più fascisti, e che nessuno si azzardi a dire il contrario”.
I liberali per l’Italia, dal canto loro sostengono che i loro valori sono patria, famiglia e chiesa cattolica (olè!).
Scorrendo poi i nomi di chi ha sottoscritto il tuo appello deella mia regione, ho trovato alcuni tizi che appartengono ad una associazione pseudo liberale in cui il più liberale ed il più a sinistra dei “capoccia” è Tremonti.
Allora, ribadito che nulla c’è da dire sull’idea e sul suo demiurgo, a me pare che il tuo progetto stia nascendo con una decisa impronta di destra.
Devo ora fare, però, un discorso più generale.
Io non ho mai frequentato ambienti liberali, perché dalle mie parti non ve ne sono: l’idea che mi son fatto del liberalismo è dunque tutta libresca, e dunque, probabilmente, lontana dalla realtà.
Ciò premesso, girando per i siti ed i forum liberali, a me pare che i (sedicenti, secondo il mio giudizio) liberali italici (fra costoro anche il mio contraddittore Libertarian) siano affetti da cipollismo: il cipollismo è una strana malattia dell’intelletto che porta a credere che l’individuo sia come una cipolla. Sfoglia dopo sfoglia, si arriva al nocciolo vero dell’io, al suo spazio vitale, a ciò che niente e nessuno ha il diritto di intaccare (in filosofia si veda l’io di Fichte, e per altri versi l’io di Stirner), e che, invece, ha diritto a tutto e tollera (tollera) con fastidio che ci siano delle entità esterne che (necessariamente, per il solo fatto di esistere) gli si oppongono (non-io).
Chi invece non è affetto da cipollismo, la pensa in modo diverso: crede che l’io non sia una entità già data, ma un ente in continua evoluzione e trasformazione che si alimenta e cresce con il contatto e lo scambio continuo con altri individui.
L’io dei cipollisti esisterebbe intatto, nella sua pienezza anche se vivesse da solo in mezzo al deserto (anzi, forse è questa meta veramente agognata dai cipollisti): l’io dei non-cipollisti, invece, non potrebbe sopravvivervi neanche un decimo di secondo.
L’io dei cipollisti difende il suo spazio, la sua libertà, è soltanto convesso; l’io dei non-cipollisti è invece pronto anche ad accogliere, è anche concavo.
I cipollisti non sono in grado di capire la bellezza ed il valore del comma secondo dell’art. 3 della Costituzione, e, di conseguenza, lo statuto dei lavoratori, la sanità pubblica ecc.; i non-cipollisti ritengono che il comma secondo dell’at. 3 della Costituzione sia una delle più alte avanguardie della civiltà del nostro paese.
I cipollisti non riescono a comprendere il grandioso incipit de “I doveri dell’uomo” di Mazzini (“doveri a noi”?, si domandano), i non-cipollisti quasi si mettono a piangere quando lo leggono per la prima volta.
Bene, di liberali non-cipollisiti, nel mio girovagare in internet, non ne ho incontrati.
Allora, considerato che, secondo la mia personale opinione, un liberale non può che essere un non-cipollista, chiedo a te e a chi mi legge: sono io quello che sbaglia? quello che ha travisato completamente i principi liberali? nel mio inconscio si nasconde forse un bolscevico?
Vorrei saperlo, mi potrei curare.
Ti informo però che se dovessi convenire con le mie idee, dovresti abbandonare subito il tuo progetto, per conclamata mancanza di materia prima.
Cordiali saluti.


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