Finora, per quanto strano sembrava essere, gli Stati Uniti d’America garantivano almeno un diritto: il primo emendamento della loro costituzione garantiva a chiare lettere il diritto assoluto
di poter esprimere qualunque proposizione politica o culturale senza restrizioni censorie di sorta. Personalmente ho sempre creduto che il sistema della potenza mondialista egemone avrebbe fatto strame di questa proposizione costituzionale qualora tale libertà, garantita a tutti e quindi anche agli oppositori, si fosse rivelata pericolosa per la stabilità ideologica del sistema del colosso d’oltreoceano. Il recente “colpo di stato” intervenuto ai vertici dello stato americano dopo gli ambigui fatti dell’ 11 settembre, ha segnato il punto di svolta. La libertà di pensiero americana sta rivelando il suo profilo illusorio. Il caso emblematico è quello dello storico e ricercatore revisionista Ernst Zundel. La sua vicenda merita di esser succintamente narrata. Tutti i lettori che volessero avere ragguagli più dettagliati non hanno che da consultare il suo famoso zundelsite su internet. Ernst Zundel è un attivo ricercatore storico conosciuto a livello internazionale e che parla per conto della generazione tedesca calunniata e denigrata dai vincitori della Seconda Guerra Mondiale. Egli cerca di ristabilire la verità storica su quei fatti, verità umiliata e deformata dalle lobbies ebraico-democratiche che hanno falsato la storia a fini di dominio politico sul vecchio continente e per favorire la mano libera di Israele contro i palestinesi, come riconosciuto anche dallo storico N. Finkelstein nel suo L’Industria dell’Olocausto. Ai suoi nemici piace insultare Zundel: l’insulto più usato è quello di “Negatore dell’Olocausto”. Zundel ha combattuto contro la lobby dell’Olocausto per decenni ed è l’uomo responsabile del “rapporto Leuchter” (oggi disponibile in una nuova edizione) – un rapporto scientifico basato su una indagine tecnico – giuridica su Auschwitz che mette fine all’affermazione che “...I Tedeschi hanno ucciso col gas sei milioni di Ebrei…”. Zundel ha nemici molto potenti ed efferati. Al servizio della menzogna essi non hanno scrupolo alcuno per impedire il diffondersi della verità storica. Zundel è sopravvissuto a tre tentativi di assassinio documentati: un incendio doloso su commissione (1995) e due pacchi bomba (1984 e 1995). Egli è di indole pacifica e da sempre obbedisce scrupolosamente alle leggi dello stato. Zundel è tedesco di nazionalità ed è vissuto in Canada per 42 anni. Egli ha richiesto la cittadinanza due volte e gli è stata sempre negata. Non gli è stata data alcuna spiegazione per questo comportamento dell’autorità. Questo significa che è ancora un cittadino tedesco.
In Germania contestare il dogma dell’olocausto è perseguito dalla legge.
Si può essere condannati fino a cinque anni di carcere per “...diffamazione della memoria dei morti…”
Molte persone sono in carcere per questa accusa e migliaia sono state perseguitate. Recentemente Zundel è stato arrestato con un pretesto di natura banale. In realtà si tratta di una sporca operazione politica che è volta a farlo deportare in Germania secondo un meccanismo politico-giudiziario che vuole che venga condannato nella sua patria di origine e messo in prigione senza avere la possibilità di difesa: nella “libera e democratica" Germania anche i testimoni e gli avvocati vengono accusati e puniti se aiutano con eccessivo vigore un imputato accusato di aver negato l'olocausto. Questo è il vero volto della democrazia. Un sepolcro imbiancato che cela i terrei lineamenti di una tirannia ipocrita ed inattaccabile. Una volta che Zundel verrà condannato ed imprigionato, qualcuno si assicurerà che la chiave venga buttata via. Si può temere qualcosa di peggio e che la sua stessa vita sia in pericolo. L’operazione che vuole deportare Zundel in Germania per farlo incarcerare dalla Polizia del Pensiero che spadroneggia in questa nazione, una volta culla della migliore cultura europea, oggi degradata dalle lobbies ebraiche ad una colonia di ascari di Israele, viene da lontano ed è stata studiata nei minimi dettagli. Per intanto, come si è detto, a Zundel è stata negata la garanzia che gli sarebbe derivata dalla concessione della cittadinanza canadese, che avrebbe impedito qualsiasi tentativo di deportazione. Ma è stato un cavillo burocratico successivo che ha permesso tale operazione. Le modalità di tale cavillo desta raccapriccio. Gli sgherri della Polizia del Pensiero, dell’ ADL e del centro Simon Wiesenthal (che seguono giorno per giorno l’evolversi della tragedia di Zundel pregustando il momento in cui verrà deportato dopo il carcere preventivo...) hanno approfittato del recente matrimonio di Zundel. Zundel si è sposato recentemente con Ingrid, cittadina americana naturalizzata di origine tedesca. I coniugi hanno acquistato casa nel Tennessee (USA) e lì hanno vissuto dal 2000, cercando di costruire la loro nuova vita. Dopo il matrimonio, hanno chiesto alle autorità statunitensi lo stato di residente permanente per Zundel. Fin dall’inizio hanno incaricato un avvocato esperto di immigrazione e di salda reputazione che ha seguito con cura le procedure. Data l’alta esposizione politica di Zundel era interesse dei coniugi cooperare con l’autorità americana in qualsiasi modo, per evitare sorprese. Shylock ha notti insonni per tormentare le sue vittime… I coniugi vivono da due anni regolarmente allo stesso indirizzo ed hanno regolare numero telefonico sugli elenchi. Non sono in alcun modo clandestini. Zundel dispone del numero di Sicurezza sociale Americana, di una patente del Tennessee e di un permesso di lavoro. È stato vaccinato e gli sono state prese le impronte digitali, come richiesto dalla legge americana sull’immigrazione. In tribunale è stato detto ai coniugi che la prossima tappa sarebbe stata una udienza privata di fronte ad un giudice sull’immigrazione, ma per questo ci sarebbe stato bisogno di altri 36 mesi. Nel maggio del 2001 i coniugi hanno ricevuto una convocazione per una udienza sull’immigrazione. Il loro avvocato non poteva presenziare ed è stato disposto un rinvio. Esiste una copia di tale convocazione. Essa data 23 maggio 2001. Attenzione ora alle sottili perfidie giudiziarie. L’avvocato di Zundel chiede un rinvio per impedimenti professionali, ma non riceve alcuna risposta. Insiste. Il silenzio dell’ente giudiziario preposto all’immigrazione continua. Qualcosa si stava inceppando. L’artiglio di Shylock si era messo in moto per rovinare l’esistenza dei coniugi che, fiduciosi, attendevano la nuova convocazione. Invece è arrivato l’ordine di incarcerazione di Zundel per presunte violazioni alle norme sull’immigrazione negli Stati Uniti. Il meccanismo perverso della Polizia del Pensiero e delle potenti lobbies ebraiche del nuovo continente era stato attivato. Ora Zundel da tempo indeterminato langue in carcere. La prospettiva è la deportazione in Germania con tutte le conseguenze preoccupanti su cui ci siamo soffermati. Nessuno ancora può dire come si concluderà questa tragica vicenda che offende la coscienza di ogni uomo libero. Il potere del dollaro contro il potere della libertà.
Il potere di Shylock contro il potere della verità. La battaglia è serrata. È un caso che tutto ciò accada ora nella “libera America”? È un caso che ora la “libera America” impedisca in tutti i modi la concessione di un diritto di cittadinanza ad un cittadino tedesco che da così tanti anni vive nel vicino Canada? Non crediamo assolutamente che sia un caso. È dei giorni scorsi la pubblica dichiarazione del presidente americano, il quale ha dichiarato che, fra le altre ragioni della guerra contro l’Irak vi era anche la necessità di abbattere quegli stati, come l’Irak, che avevano la pretesa di “riscrivere la storia”. Nello stesso contesto (circostanza non casuale) Il presidente americano ha anche deprecato la esistenza di “storici revisionisti” che hanno dubitato della necessità di una tale guerra per la “sicurezza degli Stati Uniti”… È una dichiarazione di guerra al revisionismo storico da parte del potere economico ebraico dominante in questo paese. È una dichiarazione di guerra al primo emendamento della costituzione americana. È un vero e proprio “colpo di stato”. Non per niente il congresso americano ha varato una legge “antiterrorismo” che delega alle corti marziali i processi per “fiancheggiamento del terrorismo”. Prima o poi cadrà anche la libertà di scrivere e di pensare. Per intanto cade la libertà di pensare. Ed il pacifico Zundel è stato tratto in arresto. Prossimo alla deportazione In Germania dove conoscerà il peso della vendetta spietata di Shylock.
Il “vae victis” pronunciato dai vincitori della Seconda Guerra Mondiale echeggia ancora.
Quando gli ultimi uomini liberi reagiranno contro la protervia ebraica e il potere smisurato del dollaro?




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