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Marco Rizzo e il sesto partito comunista: "Sinistra antipatica, poltroniera, radical chic e inconcludente
di Claudio Sabelli Fioretti
Più prendono batoste più prolificano. Non c’è che la sconfitta elettorale per alimentare le voglie scissionistiche dell’estrema sinistra. Fino ad un paio di giorni or sono, a sinistra del Partito Democratico c’erano “Sinistra e libertà” (Vendola), “Rifondazione comunista” (Paolo Ferrero), il “Partito dei comunisti italiani” (Diliberto), “Sinistra democratica” (Mussi), il “Partito Comunista dei lavoratori (Ferrando). Ma oggi salutiamo gioiosi l’arrivo del sesto partito atomico comunista. Si chiama “Comunisti-Sinistra Popolare”. Il leader è Marco Rizzo. “Non è l’ennesimo partito ma una sorta di lobby morale”, dice Rizzo. Nello stemma c’è la falce e il martello. La differenza con gli altri? “Loro vivono di politica, noi facciamo politica”, dice Rizzo. Il fine? C’era da giurarlo: “Costruire un grande movimento anticapitalista e comunista”. Tutti quelli che si scindono lo fanno per costruire una grande partito comunista. E nel frattempo? L’attività più esaltante è quella di parlare male degli altri, quelli con i quali vuoi formare il grande movimento anticapitalista e comunista. Dice Rizzo, tanto per portare serenità nell’ambiente:
“La sinistra di oggi è antipatica, poltroniera, radical chic e inconcludente”.
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