Le indicazioni delle Europee sono state molte. Molte, e nette.
In primo luogo il crollo di Forza Italia, che lascia sul terreno più di 4 milioni di voti e una percentuale pari all’8,4% dei voti, se raffrontata con il dato delle Politiche 2001.
Il progetto riformista di Romano Prodi, Uniti nell’Ulivo, diventa la prima forza e il soggetto di riferimento della vita politica italiana: con il 31,1% dei voti, e più di 10,1 milioni di voti, costituisce senza dubbio il punto da cui ripartire e riproporsi per la guida del Paese.
Certo, bisognerà rivedere qualcosa e rimodellare i rapporti di forza all’interno del centrosinistra con coerenza, spirito di unità e soprattutto con la capacità di riconoscere gli errori fatti per trarne un insegnamento.
È necessario innanzitutto un chiarimento sulla natura della sinistra cosiddetta alternativa, che in vista delle Politiche non potrà che confederarsi per puntare a, mettiamo, un 15% dei voti. Tale soggetto dovrebbe includere certamente Rifondazione e Comunisti Italiani, e probabilmente anche la sfortunata lista Di Pietro - Occhetto e i Verdi per la Pace.
Accanto a questa area occorre promuovere un forte progetto riformista e progressista, composto dalle migliori tradizioni del riformismo italiano: la sinistra socialdemocratica dei DS e dello SDI, quella laica e liberaldemocratica del MRE e di parte della Margherita, quella cattolico-democratica del resto del partito di Rutelli. Un chiarimento sulla forma di questo progetto dovrà riguardare la composizione e l’unità politico-programmatica: ad esempio, ritengo impossibile far coesistere i tafazzi del correntone DS con alcuni popolari vecchio stampo. I primi dovranno andare nella sinistra alternativa, i secondi assieme ad Alleanza Popolare - UDEUR.
Con la sinistra alternativa si dovrà avere un rapporto di accordi elettorali, come del resto accade nel resto d’Europa, e una unità di fondo sui temi dell’agenda politica. Il tutto dovrà essere incardinato nel nuovo Ulivo che nascerà dalla assemblea costituente che correttamente Prodi ha proposto.
Dividersi sarebbe dannoso, oltre che inutile.
L’unità è la risposta per oggi e domani.




Rispondi Citando
