Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Ferrara su....

  1. #1
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    Predefinito Ferrara su....

    ....Berlusconi

    Nel segno come al solito di una sfiduciata ma antica amicizia, forse più utile delle piccole propalazioni dei ruffiani, ecco alcune osservazioni rivolte a Berlusconi.
    Gli rivolgo un “tu” inesistente nei rapporti personali, a parafrasi dello stile con cui gli stoici si rivolgevano ai loro giovani amici per trasmettere l’esperienza del dolore e dei suoi antidoti.
    Se rilasci una dichiarazione politica dignitosa, per assumerti le tue responsabilità nel calo serio, serissimo, ma non devastante del tuo partito, curerai di non infestare questo gesto per te così nuovo, così adulto, così poco infantile e capriccioso, con l’uggiosa ripetizione dei tuoi tic vittimistici.
    Ieri Trapattoni ha detto, scusando la performance ridicola della nazionale di calcio, che “il caldo ha fatto la sua parte” (già, perché ai danesi il caldo è notoriamente compagno).
    Ma Totti lo ha superato. “Ha il problema delle scarpine?”, ha domandato un radiocronista al Pupone. “Sì, ha risposto lui, e spero di risolverlo entro venerdì, ma c’è anche il problema dei calzini”.
    Così hai fatto tu sulla par condicio e sul parafulmine: comico vittimismo calcistico.
    Sono stato il parafulmine delle critiche, hai detto, bella attenuante.
    Uno che di mestiere fa il primo ministro, che altro deve essere se non il parafulmine del governo e della sua maggioranza?
    Ha senso che ne piagnucoli?
    Poi hai dannato di nuovo la par condicio.
    Non piace nemmeno a noi, ma visto che hai presa impropria sulle proprietà televisive, e la televisione anche grazie a due decenni di tua egemonia è restata commerciale e “de sinistra”, di che ti lamenti?
    Eppoi, chi mai ti verrà dietro tra i tuoi alleati nel bel progetto velleitario di abolire il divieto di spot elettorali, che è il trend europeo nell’informazione politica?
    E se pure vincessi questa surreale battaglia, non credi che i tuoi avversari ti troverebbero una Gruber qualsiasi per fregarti? Perché ti metti al loro livello televisivo?
    Non è meglio vincere perché hai governato in modo persuasivo, organizzato interessi importanti dei ceti medi, tagliato le tasse e rimesso in corsa l’economia sfidando i veti delle corporazioni? Quando capirai, nel tuo interesse, oh Silvio, che se metti il tuo simpatico callista a Catania, il tuo bel pupone a Cagliari, per te finisce male?
    A che ti serve essere signore e padrone di questo giornale, se non per apprendere le tue debolezze di carattere?
    L’ombrello, mio diletto, si è chiuso: il tuo carisma solitario ci è piaciuto, ne hai fatto grandi cose per tutti noi (e moltissimo per te stesso), e hai trasformato le zucche in carrozze, ma ora le zucche tornano zucche, e devi accorgertene.
    Sei famoso per la tua formidabile intelligenza e per il tuo eccellente istinto personale, ma certe volte ti manca la tempra, sei insicuro, caligolesque.
    Quando la smetterai di mandar fuori veline che parlano del tuo numinoso scontento per quel che fanno gli altri nel famoso
    “territorio”, che poi sei tu ad averli scelti?
    Quando la pianterai di mascherare i problemi e di dare la colpa ai nemici o agli amici, a ridosso di dichiarazioni in cui ti assumi virilmente le tue responsabilità?
    Fa’ politica, il tuo nuovo mestiere da dieci anni, e falla con serenità generosità e fermezza.
    L’intendenza seguirà.

    sul Foglio di oggi

    saluti

  2. #2
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    Predefinito ...e su Prodi

    Romano Prodi, dopo una gestione assai controversa della Commissione europea, si accinge a tornare a casa e vuole essere festeggiato.
    Vuole dopo il turno elettorale una specie di festa dell’Unità che lo incoroni Insostituibile.
    Si capisce che ancora gli bruci essere stato sostituito nel 1996 e non voglia rischiare un replay di quella infelice esperienza.
    Per evitarlo ha bisogno che si tolgano di mezzo gli strumenti delle possibili congiure di Palazzo, i partiti di cui è affollato lo schieramento dell’Ulivo.
    Per questo il percorso naturale, quello che porta dalla lista che ha unito Ds, Margherita e Sdi a una federazione e poi a una formazione politica unita, non gli basta e forse non gli piace.
    La Costituente dell’Ulivo si deve fare su una base più vasta, anche con i comunisti di Oliviero Diliberto, i Verdi e quel che resta dell’unione Di Pietro-Occhetto, già avviata al divorzio consensuale.
    Poi si penserà a Rifondazione comunista.
    La proposta forse punta a impedire che si formi un cartello della sinistra radicale che, forte di un consenso attorno al 13 per cento, renda arduo raggiungere un’intesa su un programma presentabile a un confronto elettorale in cui, come sempre, deciderà la fascia centrale.
    L’effetto immediato, però, è quello di impedire ai Ds di consolidare il controllo sulla coalizione del Triciclo, che deriverebbe naturalmente dalla loro netta prevalenza elettorale sulla Margherita.
    Per questo il nuovo appello non ha suscitato entusiasmi al Botteghino, dove si teme il gioco di sponda di Prodi con i partitini di sinistra.
    Ma quelli che, in questa prospettiva rischiano di più sono quelli della Margherita, il fiore che trapiantato dall’area popolare europea in nuovi terreni piuttosto ignoti, rischia di avvizzire rapidamente.
    Ma per la strategia di Prodi la Margherita è servita per sciogliere i Popolari, il Triciclo per sciogliere Margherita e Ds, e ora la costituente dovrebbe coronare l’opera, lasciando in piedi solo l’unità attorno all’Insostituibile.
    I mugugni si stanno moltiplicando, ma, senza una strategia alternativa, resteranno mugugni.
    A dire che è insostituibile sono stati i vari leader dei partiti, e ora sono costretti a pagare la cambiale che hanno incautamente sottoscritto.

    saluti

  3. #3
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Sì, c'è qualche punto interessante......e piccante.....ma preferisco di gran lunga l'articolo di Feltri su LIBERO di oggi (vedi 3d "La Vittoria di Pirro" primo post), che rasenta la perfezione..... lo preferisco..... decisamente.


    Saluti liberali

  4. #4
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    Predefinito Ecco a voi altri....

    ....giudizi su Prodi Romano.

    “La commissione di Bruxelles non è più stata in grado di rappresentare l’Europa sulla scena internazionale. Prodi è anche regolarmente accusato di usare il suo ruolo per pesare nella politica italiana”. ( 1 )

    “Romano Prodi, presidente uscente della commissione in carica, ha fatto campagna elettorale in Italia contro Berlusconi nella veste di leader ufficioso dell’opposizione”. ( 2 )

    “Romano Prodi, dal bilancio discusso, lascia una commissione indebolita”. ( 1 )

    “Il progetto politico della lista Prodi è fallito. Comincino a fare un’analisi su dove hanno sbagliato loro invece di dire dove hanno sbagliato gli altri. Nel territorio ciascun partito ha continuato a correre per sé e solo per sé”. ( 3 )

    “Il Listone, altrimenti detto, Triciclo, al suo debutto risulta uno scarafone non proprio bello, gracilino oltretutto. A papà Prodi avrebbe fatto bene uno sforzo di oggettività. Invece sta sbandando e accelera”. ( 4 )

    “Se lo sognavano quel 32,1% senza Correntone. E’ stata evitata una frana”. ( 5 )

    “Il Correntone farà sentire la sua voce al prossimo direttivo della Quercia perché l’operazione del Listone è proprio andata male”. ( 6 )

    “La lista Prodi è stata una sorta di Ogm calato dall’alto ed è stata giustamente penalizzata dagli elettori, il responso delle urne è stato molto chiaro”. ( 7 )

    “Trovo sbagliata la proposta di Prodi. Si tratta di una costruzione barocca. Lui oggi è un candidato, va bene, ma se domani non lo è, ce ne sarà um altro”. ( 8 )

    “Il risultato elettorale di Uniti nell’Ulivo non è positivo. Alla legittima proposta di Prodi di fare una costituente dell’Ulivo, che poi è un partito, si risponde: no, grazie”. ( 9 )

    “Lo scarno voto al Listone ha confermato il giudizio perplesso su questa linea già bocciata nelle elezioni di tre anni fa. Una linea incapace di affrontare i problemi dell’Italia e dell’Europa”. ( 10 )

    “Il 31 e poco più per cento di Uniti per l’Ulivo è quasi un flop: non si raggiunge la somma dei voti dei singoli partiti che la compongono e neppure il 33% indicato come soglia dell’affermazione”.
    ( 11 )

    “’Competition is competition’ è uno slogan disastroso per i lavoratori europei che hanno negato il voto a Blair, Schroeder, Raffarin e, da noi, non soltanto a Berlusconi, perché era anche lo slogan di Prodi”. ( 12 )

    “Come direbbe Fanfani, Prodi ha fatto il passo più lungo della gamba. Si è preoccupato troppo di piacere alla sinistra antagonista. I nostri candidati non hanno fatto un gioco di aquadra”. ( 13 )

    1 Le Monde
    2 Lçiberation
    3 Antonio Di Pietro
    4 Il Manifesto
    5 Fabio Mussi
    6 Armando Cossutta
    7 Pietro Folena
    8 Fausto Bertinotti
    9 Cesare Salvi
    10 Liberazione
    11 Aprile online
    12 Rossana Rossanda
    13 Renzo Lusetti

    tutti, notoriamente, sporchi fascisti.

    saluti

  5. #5
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    Predefinito Feltri su Libero di oggi 17/6

    [QUOTE]In origine postato da Pieffebi
    [B]Sì, c'è qualche punto interessante......e piccante.....ma preferisco di gran lunga l'articolo di Feltri su LIBERO di oggi (vedi 3d "La Vittoria di Pirro" primo post), che rasenta la perfezione..... lo preferisco..... decisamente.

    ottimo Senatore PFB,

    ecco una lettera aperta che vorrei arrivasse a Feltri.

    Sig.Direttore V.Feltri

    Lei, oggi su Libero(17/06),è stato troppo indulgente ma i problemi di Forza Italia non sono rappresentati dal duo difensivo Bondi-Cicchitto.
    Loro hanno fatto e fanno quanto possono ed eseguono ordini.
    Il fatto è che l’elettore di F.I. non ha mai creduto fossero possibili le grandi opere che saranno incompiute appena subentreranno i kompagni. Ne’ ha mai creduto che il Caesar di Mediaset potesse rifondare la pubblica amministrazione o il sistema economico italico, organizzati sul modello dei sovietici,
    perennemente in crisi e in ostaggio al potere”costituzionalmente organico”dei sindacati.
    Noi elettori ci sentivamo e ci sentiamo in ostaggio di Berlusconi per le sue grane con i magistrati e dell’ordinamento giudiziario che è un vero Stato nello Stato.(più di un potere è un vero contropotere).
    L’abbiamo dunque reso un po’ debole travasando un po’ di voti sui suoi ALLEATI, non per tradirlo perché ci penseranno Loro; vogliamo un po’ consigliarlo ed a preparare la propria Successione in tempo(prima delle prossime politiche che verranno entro dicembre) e a lasciare agli infidi Follini-Buttiglione-Tabacci nulla che possa essere loro utile per costituire un polo di centro antagonista con gli strateghi sconfitti della Margherita nell’Ulivo.
    Il Caesar,deve sapere che non crediamo sia il nostro futuro perché le sue grane e l’odio delle sinistre sono la nostra croce.
    Togliamo ai talebani radicali e terroristi del centro-sinistra l’alibi morale ad esistere e troviamoci un leader senza scheletri nell’armadio così da non dover vivere nell’angoscia che il Capo possa essere appeso dall’odio dei suoi nemici di professione sempre avvolti negli stracci della pace ma assassini in potenza e in atto.
    Direttore,ma è proprio impossibile trovare delle intelligenze operose ed oneste in Lombardia?
    Qui in Piemonte,nella prov. di Torino, non c’è che il deserto rosso ed una miseria morale che per sostenersi ha bisogno di appoggiarsi al ventre prolifico delle donne magrebine che figlieranno e figliano il nostro futuro islamico.(ma io non ci sarò più e benedico la senescenza che avanza).
    Ci sarà una Liberazione senza resistenza?
    Cordialità.
    li, 17/06/2004

  6. #6
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    Predefinito Anche Angius merita...

    ....di essere letto

    Roma. “Al posto di Prodi mi preoccuperei” scherza Gavino Angius, presidente dei senatori Ds al Senato. Scherza sulla “forza
    possente nella sinistra italiana” del correntone Ds, che nell’immediato postelezioni lamenta “un risultato della lista unitaria tutt’altro che entusiasmante” (anche perché,
    parole di Fabio Mussi, “senza correntone quel 31,1 per cento se lo sognavano”) e lamenta anche, attraverso Aprile, la freddezza
    della Quercia verso il “tentativo nobile” di Romano Prodi, la costituente.
    “E’ masochistico e un po’ ridicolo che anche a sinistra si sostenga la tesi della lista sconfitta, dell’esperimento fallito, quando tra l’altro avrebbero gridato al fallimento qualunque fosse stato il risultato raggiunto. L’ha fatto persino qualche eletto della
    lista stessa, e non è stata una simpatica prova di eleganza.
    Trovo più corretto Fausto Bertinotti, che semplicemente dice: non sono d’accordo con il progetto politico. Discutere in questo modo è avvilente: Aprile tira l’acqua al mulino dello scioglimento del listone, per un calcolo miope”.
    Ma il correntone è parte integrante di questo schieramento.
    “Diciamo che è una minoranza con pieno diritto di cittadinanza, con una posizione sbagliata” risponde Angius.
    Che commenta il risultato elettorale: “E’ positivo per la lista dell’Ulivo e per il centrosinistra, e straordinariamente positivo per le amministrative. Il progetto va precisato, migliorato, ma ha preso i voti di un italiano su tre: non penso che si debba cambiare strategia, abbiamo deciso di dare vita a una forza politica composta da diversi partiti che rappresentano il riformismo italiano. Poi abbiamo il voto straordinario delle amministrative, e lì i Ds rappresentano il primo partito italiano: ci dobbiamo nascondere perché gli amici della Margherita sono nervosi? No, siamo il primo partito. E non c’è stato alcun cannibalismo. Penso che, se dalla Margherita volessero ascoltarci, dovrebbero valutare alcuni errori: sarebbe stato utile, da parte loro, investire di più nella lista Uniti nell’Ulivo per l’Europa, anche in persone, candidature; non l’hanno fatto e hanno sbagliato. Anche nella campagna elettorale, ho constatato personalmente un richiamo maggiore al voto alla Margherita, che non la sottolineatura di questo progetto politico unitario: ci sono state alcune sottovalutazioni importanti, perché se si pensa solo al partito è difficile essere credibili”.
    Però la Margherita aveva il leader della coalizione, aveva Prodi. “Fuori dai denti, se Prodi fosse stato candidato, se fossero stati candidati anche altri leader, avrebbero ottenuto un risultato migliore”.

    I socialisti francesi? “Curiosi”
    E adesso, che succede? “La prospettiva politica del centrosinistra non può prescindere da quest’esperienza, non possiamo dire: ragazzi, abbiamo scherzato. Bisogna essere consapevoli di quel che abbiamo messo in moto, unendo le forze che vengono dalla tradizione democristiana, socialista, postcomunista, repubblicana e laica: non era mai avvenuto, e pensiamo che questa forza sia la guida del centrosinistra, il riferimento politico culturale trainante. Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi, devono capire che più questa forza cresce, riconoscendo pienamente il ruolo della sinistra radicale, più crescono anche loro”.
    Ma la costituente non piace, pare di capire.
    “Quello di Prodi è un contributo interessante, anche se con alcune formulazioni non molto felici, che ha lo scopo di tenere insieme tutto il centrosinistra, ma mi sembra meno condivisibile dare un segnale per cui stiamo tornando indietro a un anno fa, prescindendo o annacquando l’esperienza di Uniti nell’Ulivo. La novità del centrosinistra è che si sono formate due aree: una di forze politiche riformiste e al suo fianco, con un consenso molto inferiore, un’area radicale”, che in queste elezioni ha però sommato il 13 per cento dei voti. “Ma Bertinotti non si metterebbe mai con Diliberto, e Pecoraro Scanio non credo voglia avere a che fare con Di Pietro. Certo è però che le due aree, riformista e radicale, sono obbligate a incontrarsi, a mettersi d’accordo su un comune programma, un comune candidato, e se c’è la volontà politica sarà difficile ma non impossibile”. “Dobbiamo darci una struttura più forte, un gruppo dirigente con personalità, un patto federativo: invito anche gli amici della Margherita a non abbandonare l’idea di un progetto unitario, e a guardare con più freddezza i risultati di voto”. E il Partito democratico europeo annunciato da Francesco Rutelli con François Bayrou, leader del partito centrista francese? “Non mi sorprende – dice Angius – è un’esperienza interessante, molto diverso dal Partito popolare europeo”. La Francia non sembra molto affezionata a Prodi, e il Monde ha scritto che “il successo tiepido delle liste che patrocinava alle elezioni europee mostra anche lì che il presidente della Commissione non ha fatto i calcoli giusti”.
    “I francesi sono curiosi – ride Angius – mi risulta che i socialisti francesi, che stanno urlando e sbraitando di trionfi meravigliosi,
    col sostegno del Monde, hanno ottenuto una percentuale pressoché identica a quella della lista Uniti nell’Ulivo”.

    saluti

 

 

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