....Onu
Se questa è un’Onu
Kofi Annan ha proclamato la totale impotenza, l’inutilità e anche la pavidità dell’Onu.
Dopo gli ultimi attentati di Baghdad ha infatti dichiarato: “L’Iraq è un paese troppo pericoloso perché le Nazioni Unite possano aprirvi una rappresentanza”.
Sintesi efficace di una concezione del ruolo delle Nazioni Unite racchiusa nel nuovo motto: l’Onu non va là dove i suoi dirigenti rischiano la pelle.
Parole irresponsabili, pronunciate per di più da chi siede sulla poltrona che fu di Dag Hammarskjold, ucciso durante la guerra civile in Congo negli anni Sessanta; da chi – per sua ammissione – nulla fece per evitare il genocidio in Ruanda; dal corresponsabile del disastro della missione in Somalia; da chi affidò la vita di Sergio Viera de Mello, suo rappresentante in Iraq, a un apparato di sicurezza interno all’Onu che un’inchiesta ha definito
“scandaloso”.
L’Onu versione Annan serve soltanto come studio notarile per mediare protocolli diplomatici.
Quanto agli iracheni, che hanno un bisogno drammatico quanto evidente della presenza fisica, della bandiera, della sede dell’Onu, quale simbolo della legalità internazionale contro il terrorismo… che si arrangino.
Che se ne prenda atto e si scelga tra l’unilateralismo di George W. Bush e quello di Kofi Annan, l’ignavo.
saluti




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