Il sogno dell'Ulivo: sostituire Prodi con Montezemolo(libero)
di VITTORIO FELTRI
DOPO IL FLOP DEL TRICICLO SI CERCA UN NUOVO ANTI- BERLUSCONI
I compagni si sono stufati di perdere col Professore e ora vogliono arruolare il fascinoso presidente Progetto folle? Forse, ma in questa sinistra sgangherata tutto è possibile
L' Ulivo nel suo delirio da flop elettorale coltiva un sogno: sostituire il bollito Romano Prodi con Luca Cordero di Montezemolo, astro luminoso dell'imprenditoria italiana, l'uomo che cavalcando il cavallino rampante è riuscito a rampare fino in vetta. Da dove viene questa "fissa"? Stanco e deluso della mortadella, lo schieramento di sinistra si è persuaso che conviene puntare sul più bello e importante pistone italiano: lui, il vincente per antonomasia, conquistatore di non so quanti titoli mondiali di Formula Uno, presidente della Ferrari, presidente della Fiat, presidente della Federazione degli editori (fino a ieri) e della Confindustria.
A proposito di Confindustria, va segnalato che Montezemolo ha inserito nel comitato scientifico alcuni cervelli progressisti di fama: Michele Salvati, economista e firma del Corriere della Sera, la bocconiana Maria Weber, stimata autrice di saggi sulla Cina ed Edmondo Berselli, direttore dell'autorevole rivista "il Mulino" e articolista di "Repubblica", del quale si potrà dire tutto, persino che scrive come un maestrino elementare, ma non che sia privo di una certa suggestiva volgarità. Insomma Montezemolo, cui non fa difetto il savoir-vivre, ha reclutato i migliori maître-àpenser politicamente corretti, interpreti rispettosi e addirittura brillanti del conformismo rosa, cioè moderatamente di sinistra e aperto alla destra meno becera e retriva. Bravo Luca. Sei un grande, più grande dell'Avvocato nostro, Gianni Agnelli. Va da sé che l'U- livo dinanzi a tanta abilità nell'arte di sapersi collocare al posto giusto nel momento giusto, aspira ad avere al proprio vertice un campione della forza di Montezemolo. Campione di molto valore, capace di competere su ogni piano col declinante e asfittico Silvio Berlusconi, vittima negli ultimi tempi di una crisi di identità (chi sono, cosa faccio, dove diavolo andrò a finire).
La sinistra è pasticciona, ma dotata di scaltrezza. E guarda con bramosia al fascinoso multipresidente. Lo vuole quale guida e quale faro per presentarsi alle prossime politiche con le credenziali giuste allo scopo di catturare voti borghesi oggi patrimonio (in via di esaurimento) del Cavaliere. Raccontata così, la cooptazione di Montezemolo sembra un affare probabile. In realtà le cose stanno diversamente. Intanto perché Luca, pur essendo un tipo illumi- nato (come si definiva una volta un capitalista non gretto) è snob: non è mai salito in vita sua sul metrò e non si capisce perché dovrebbe ora arrampicarsi su un Ulivo affollato di comunisti e ex comunisti, verdi e no global.
C'è di più. Ve lo figurate lui, tanto chic e tanto legato ai poteri forti, a stringere alleanze con Diliberto e Bertinotti al fine di ottenere sostegno al proprio governo? Perché di questo si tratta. L'attuale opposizione mira ad avere un leader in grado di confrontarsi con Berlusconi, ma non tiene conto che non ce la farà mai a far digerire Montezemolo alla massa dei bamba rossi né riuscirà a far digerire a uno come lui di avere a fianco, in un ipotetico esecutivo, un castrista quale Bertinotti nel ruolo di ministro del Lavoro.
Montezemolo è di sicuro a suo agio al tavolo di un ristorante cui siedano intellettuali di sinistra, ma non sopporterebbe di governare subendo le pressioni e i ricatti di pseudo rivoluzionari avvezzi a fare politica in piazza, fra bandiere americane e israeliane affumicate. Ecco perché, questo dei progressisti, è destinato a rimanere un sogno e soltanto un sogno: è inconcepibile un feeling autentico tra il rappresentante dei capitalisti e chi ha sempre considerato il capitalismo un nemico da abbattere. Solo una si- nistra contraddittoria e sgangherata, senza idee né ideali, può immaginare di superare simile gaffe classista. In ogni caso, è obbli- gatorio sottolineare la follia della politica italiana: qualora le visioni oniriche dell'Ulivo si traducessero in pratica, alle prossime elezioni si scontrerebbero Berlusconi e Montezemolo, cioè due gemme dell'imprenditor ia.
Ci sarebbe da ridere: un ricco per il centrodestra e un ricco per il centrosinistra. Forse siamo su Scherzi a parte. P.S.: ieri anche Libero era su Scherzi a parte. In prim a pagina , nel titolo, ha attribuito a Prodi una "pensione" di 4000 milioni di lire l'anno. Nell'articolo sottostante gliene ha attribuiti 6000 in tre anni e, nelle pagine interne, 4000 in due anni. La verità è quest'ultima. A nome del giornale, chiedo scusa ai lettori e a Prodi per il contributo di confusione che abbiamo apportato. Non se ne sentiva la necessità
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()




Rispondi Citando
