Milano, islamici "all'assalto" della troupe di Telepadania
MILANO - Avvio turbolento per l'attività "religiosa" della nuova moschea concessa ai musulmani in una palestra comunale a Milano. A far ribollire il sangue dei fedeli di Maometto è bastata la presenza sul posto di una troupe di Telepadania, accolta con insulti, minacce più o meno velate e qualche spintone.
Nella sfortunata zona di via Padova, che ha subito per tanti anni la pesante "coabitazione" con il famigerato Centro sociale Leoncavallo, è arrivata una nuova iattura: per volontà del sindaco Albertini, che ha ceduto alle ecumeniche pressioni del suo vice (il senatore di An Riccardo De Corato), Palazzo Marino ha consentito agli islamici l'uso di una palestra comunale nella struttura del Campo Fossati, in via Cambini.
Un'operazione condotta alla chetichella, soprattutto in considerazione del periodo elettorale, che tuttavia è già stata denunciata dal capogruppo leghista in Consiglio regionale Davide Boni. «Sono mesi - aveva dichiarato l'altro giorno l'esponente del Carroccio - che gli abitanti onesti e civili della zona di viale Padova invocano maggiore attenzione da parte del Comune, stufi di convivere con una situazione di degrado e paura e chiudersi in casa per timore delle scorribande della criminalità extracomunitaria. La risposta di Albertini, De Corato e di coloro che dicono di lavorare per una Milano più sicura sarebbe quindi il regalo di una nuova moschea?».
La desolante conferma è arrivata nel pomeriggio di ieri (che come ogni venerdì era giorno di preghiera per i maomettani) grazie al sopralluogo della troupe di Telepadania. La giornalista Giulia Macchi (accompagnata da un operatore, da Max Bastoni e dalla responsabile del comitato dei residenti nel quartiere)
ha potuto documentare la presenza dei musulmani e la loro arroganza di padroni a casa nostra.
Appena identificata come giornalista di Telepadania, attorno a Giulia Macchi si è immediatamente formato un capannello minaccioso da cui sono partiti epiteti, "avvertimenti" e qualche spinta. «E' meglio che ve ne andiate, perchè se ci fosse qualche testa calda...», ha ammonito uno dei responsabili della nuova moschea. In realtà di esagitati se ne è visto più di uno, e l'imam o chi per lui ha avuto il suo daffare per tenerli fermi e impedire che il battibecco degenerasse in rissa. A parte qualche manata nessuno è passato alle vie di fatto, ma gli islamici non hanno risparmiato gli insulti: «stupidi«, «ignoranti» e l'immancabile «razzisti». Alla fine sono intervenute le forze dell'ordine, chiamate dagli stessi maomettani che hanno persino annunciato una denuncia, non si capisce bene per quale imputazione, contro la troupe di Telepadania. I seguaci della religione inventata da Maometto si appellano alla legge solo quando fa comodo a loro: gli abitanti di viale Padova (e di tante altre zone invase da immigrati) ne sapevano già qualcosa e ora, grazie alla coppia Albertini-De Corato, rischiano di averne nuove e più assillanti dimostrazioni.
[La Padania19/06/2004]




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Ciao ciao Ombretta
