Che stile Moncalvo, che classe... che faccia da ****
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LETTERA DI MONCALVO A LA PADANIA DI OGGI
GIGI MONCALVO - Milano
Carissimo Umberto, mi viene riferito il contenuto di un articolo firmato dal mio successore alla direzione de "la Padania", l'architetto e pubblicista Giuseppe Leoni: si tratta di un fondo esplicitamente contro di me, articolo del quale tu sei ovviamente del tutto estraneo.
Desidero rammentare a Te e ai lettori, essendo questa lettera destinata alla pubblicazione, senza tagli né censure, secondo quanto prescrive la legge sulla stampa, alcune... stranezze. L'arch. Leoni infatti, in qualità di presidente del Cda dell'Editoriale Nord - cioè di editore de "la Padania" - è colui che due anni fa firmò la mia lettera di assunzione e che nei 24 mesi della mia direzione non solo non mi ha mai mosso un rilievo critico ma ha avuto frequenti attestazioni di favore, tanto che nei verbali del Cda ha lasciato tracce nero su bianco di una incondizionata stima per il mio lavoro e i risultati conseguiti.
L'architetto è anche la stessa persona che appena venti giorni fa, al momento del mio commiato, diffuse alle agenzie e pubblicò sul giornale un comunicato in cui mi esprimeva gratitudine e si complimentava per quello che avevo fatto al giornale. E, non ultimo, l'architetto è anche colui che nei due anni della mia direzione ha scritto ogni domenica un predicozzo i cui contenuti tu, caro Umberto Bossi, hai sempre mal soppportato e che veniva pubblicato solo per la mia nota generosità (e sai quante discussioni ci furono tra noi per indurti a tollerare quell'articolo).
Credo che se l'arch. Leoni - cui metto a disposizione la ventina di lettere ed e-mail di ringraziamento ricevuti dai redattori del giornale dopo la mia partenza (a dimostrazione di quanto fossi inviso a tutti loro...) - se non avesse condiviso il tipo di giornale che facevo, si sarebbe ben guardato dall'ambire a scriverci ogni settimana, per di più in prima pagina.
Non riesco quindi a spiegarmi questo strano caso di sdoppiamento della personalità. E nemmeno il fatto che l'architetto, sempre così restìo a scrivere (a parte il domenicale predicozzo) sia stato colto all'improvviso da una sorta di trisettimanale "libidine da fondo". A meno che non ci sia qualche manina che scrive certe sciocchezze e gliele fa firmare. Che si tratti del neonazista antisemita che io feci allontanare dal giornale e che ha trovato usbergo in un facilmente identificabile ufficio pubblico? Speriamo che Bossi torni al più presto e che certi dilettanti non distruggano il suo giornale prima che sia troppo tardi.
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RISPOSTA DI LEONI
In certi momenti sono solito rispondere con la frase del Vangelo: «Lasciate che i morti seppelliscano i morti».
Giuseppe Leoni




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