Ogni giorno che passa, vedo un po' tutti sempre più faziosi, sempre più propensi a insultare o ridicolizzare le faziosità altrui.
Rispettare le opinioni, anche se ci appaiono sciocche, dei nostri interlocutori mi sembra un dovere per ciascuno di noi.
Soprattutto sono convinto che i nostri politici ci vogliono così, e si capisce dalle loro argomentazioni soprattutto durante le campagne elettorali; argomentazioni più propense ad aizzare i propri elettori piuttosto che aumentarne il numero.
Questo mi fa pensare che, aldilà di dichiarazioni varie, i politici preferiscono che il potenziale elettore voti lo schieramento avversario piuttosto che non voti; il disertore delle urne è più pericoloso e soprattutto non è controllabile.
Quindi si capisce l'interesse nel farci litigare, e ciò che mi dispiace talvolta anche con un pizzico di odio, come una sorta di guerra tra "poveri", ma purché ci manteniamo vivi e attivi in due fazioni distinte e separate (più separate che distinte).
Secondo me in fondo vogliamo tutti le stesse cose; ci differenziamo spiccatamente solo quando ragioniamo per partito preso, e questo vuol dire che siamo caduti nella rete.
Detto questo mi chiedo che gusto ci si provi nel difendere, a volte anche sfacciatamente, tutto (o quasi) ciò che questi esimi signori dicono e fanno, stando al gioco di chi vuole muoverci come numeri e/o si accorda per farlo meglio.




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