ROMA Un boato fatto di irreprimibili “bu-bu-bu-bu...” si è levato come un tempestoso muggito, invano contrastato da qualche applauso, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium, mercoledì alle 21,15, quando Enrico Lucherini che conduceva la serata celebrativa dei 100 anni della Titanus, ha pronunciato, evidentemente fidando troppo nella propria disinvoltura mondana, quella frase improvvida:“E qui in sala ci sono due amici appassionati di cinema, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e... ”Il resto della frase-“e Goffredo Lombardo…”- si è perso nell’infastidito sbuffare spontaneo (no,non era un complotto) di un pubblico ultraselezionato di invitati: quasi il Gotha del mondo del cinema e del teatro, arricchito dalla insolita presenza di due prelati, Monsignor Enrique Planes ed il Cardinal Poupard., ( Evocativa,questa, di anni remoti in cui non c’era celebrazione senza porpora, ma si poteva comunque sospirare “Non vogliamo morire democristiani”). I due porporati si sono ritrovati, non si sa quanto sorpresi, a sedere tra Goffredo e Guido Lombardo, padre e figlio della dinastia Titanus, ( collegata con la Medusa berlusconiana per la distribuzione), e “l’appassionato di cinema” citato da Lucherini.
Dal canto suo, il Presidente del Consiglio così rumorosamente contestato non ha mosso un muscolo, se non quello- o quelli – che,specie negli ultimi tempi, gli proiettano in avanti la mascella sinistra, dandogli un look minaccioso e anche questo evocativo: ma di anni ancora più remoti, e più tristi.
Accanto a lui un massiccio body guard, stringendo al petto una pesante e misteriosa cartella nera, lanciava in giro occhiate truci e vogliose,(quando lo sguardo gli cadeva per esempio su una Valeria Marini, di nuovo accompagnata da Vittorio Cecchi Gori). Dopo la proiezione del dvd “Un secolo di cinema e televisione”, realizzato brillantemente da Enrico Lucherini e dal giovane regista Nunzio Bertolami, selezionando immagini di quattrocento film e produzioni televisive della Titanus nell’arco di cent’anni, Silvio Berlusconi s’è trattenuto ancora nella hall dell’Auditorium, circondato dalla barriera delle sue guardie del corpo,che lasciavano filtrare soltanto fans attempati e di sicura fede-Gianni Letta osservava da lontano con discrezione-e qualche starlett a caccia di foto.
Difficile stabilire quanti dei volti noti tra gli oltre mille invitati siano andati a rendergli omaggio. In sala c’erano, seduti l’uno accanto all’altra, Roberto D’Agostino e Barbara Palombelli. E Barbara si è mossa dal suo posto ed è andata a chiacchierare con i vicini di poltrona del Presidente del Consiglio. Ma se,come recita un vecchio adagio femminista, “Le brave bambine vanno in paradiso, quelle cattive vanno dappertutto”,anche le brave giornaliste vanno,anzi devono andare, dappertutto.
Gran finale contestativo e forse ironico attorno a mezzanotte, quando, sempre circondato dai suoi custodi, il Presidente del Consiglio s’è avviato verso il corteo già rombante delle auto. (Nessuna Fiat in vista. Strano per un ex ministro degli Esteri ad interim che iniziò il suo tour nelle ambasciate italiane all’estero rampognando gli ambasciatori perché non promuovevano abbastanza, secondo lui, il made in Italy).
Le grida di “Buffone”,”Pagliaccio”, “Vattene a casa”, questa volta arrivavano da ragazzi e ragazze del popolo della notte, richiamati da qualche misterioso tam-tam all’uscita dell’Auditorium: e resta da capire se fosse ironico o mistico il grido “Grazie di esistere!”(tipico linguaggio da “Beautiful”), lanciato con voce stentorea in direzione di Berlusconi da un uomo in giubbotto di jeans,con lunghi capelli grigi abboccolati. Il quale ha poi ammonito i ragazzi:”Tutto quello che vedete l’ha fatto con le sue mani!” “No,veramente -ha replicato una ragazzina –lo ha fatto Renzo Piano”.




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