Un militante iracheno racconta al Sunday Times le ultime ore di vita dell'ostaggio italiano. "Sapeva che lo avremmo ammazzato"
"Così abbiamo ucciso Quattrocchi"
parla il "cameraman" dell'omicidio
"Per la liberazione degli altri pagati 4 milioni di dollari"


Cupertino, Agliana e Stefio a San Giovanni Rotondo

LONDRA - "Sono stato io a riprendere la scena della morte di Fabrizio Quattrocchi": così Abu Yussuf, ventisettenne laureato, esperto di computer, che parla correntemente francese ed italiano, ha iniziato il suo terrificante racconto dell'uccisione del nostro connazionale, rapito insieme ad Umberto Cupertino, Salvatore Stefio e Maurizio Agliana il 13 aprile, e la cui morte è stata annunciata da al Jazeera il 14 aprile. Ed è sempre lui a sostenere che per la liberazione degli altri tre italiani prigionieri è stato pagato un riscatto di 4 milioni di dollari.

In un'intervista pubblicata oggi dal "Sunday Times" Yussuf racconta che i sequestrati sostenevano di lavorare come guardie del corpo per alcune persone ma "dai documenti e da quanto emergeva dai loro computer abbiamo scoperto che il loro lavoro era molto di più di quanto sostenevano e che avevano anche lavorato e si erano addestrati con gli israeliani".

Yussuf descrive poi come Quattrocchi, per il fatto di aver lavorato in passato anche in Bosnia e in Nigeria dove "i musulmani avevano sofferto", fosse stato separato dagli altri e portato in un luogo diverso. L'uomo racconta di come Quattrocchi si sia reso conto che lo portavano a morire quando fu diviso dagli altri tre ostaggi. "Tu che parli italiano - disse a Yussuf - concedimi per favore l'ultimo desiderio, toglimi la benda e fammi morire come un italiano".

Una richiesta che non gli fu concessa dal capo del gruppo: Quattrocchi fu ucciso "con la sua pistola ma con una pallottola irachena", e subito dopo lo sparo i suoi assassini gridarono "Allah Akbar" (Dio è Grande).
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Quanto ai soldi Yussuf sostiene che per la liberazione dei tre ostaggi superstiti è stato pagato un riscatto di 4 milioni di dollari mentre un membro della banda sarebbe scappato con i 200 mila dollari pattuiti per la restituzione del corpo di Fabrizio Quattrocchi.


(27 giugno 2004)