Dopo averne preso i voti, Bertinotti scarica i no global
Dopo alcuni giorni di assemblee infuocate nei cosiddetti centri sociali cittadini è giunta infine la decisione della segreteria di Rifondazione comunista: scaricati i Disobbedienti, promosso l'apparato di partito. La vicenda è la seguente. Nelle elezioni europee Bertinotti è riuscito primo sia nella circoscrizione del sud sia in quella delle isole. Se decideva di optare per le isole sarebbe scattato come parlamentare europeo nel sud il secondo degli eletti, quel Nichi Vendola che da sempre appartiene all'apparato partitico di Rifondazione; se invece optava per il sud, sarebbe scattato il secondo degli eletti nelle isole, cioè Nunzio D'Erme. Per il grosso pubblico costui è noto soprattutto per una sua impresa non particolarmente intellettuale: aver scaricato un vagone di letame davanti all'abitazione di Berlusconi. Ma per gli addetti alle imprese noglobal D'Erme è assai di più, è uno dei leader più popolari dei disordini e delle azioni rivoltose dei cosiddetti Disobbedienti. Perciò la sua eliminazione è stata presa come un'offesa sanguinosa e meritevole di vendetta. Il D'Erme, che era consigliere comunale di Roma, si è subito dimesso dalla carica e dal soda- lizio con Rifondazione invitando, come un vichingo, i "fratelli" di lotta a fare altrettant o. L'episodio non sarebbe neppure tanto importante, data la levatura culturale, si fa per dire, della vittima. Assume però un significato tutt'altro che trascurabile ai fini della politica di Bertinotti e della sua collocazione nell'ambito della sinistra. Egli non ha mai esitato a tessere le più ampie lodi dei sovversivi noglobal sostenendo, anche in questi giorni, che costituiscono «una ricchezza di grande valore». Ma una cosa sono le parole e un'altra i fatti. Gli eletti di Rifondazione a Strasburgo sono soltanto cinque, e sacrificare uno dei cinque posti per uno scatenato movimentista è sembrato troppo anche alla mentalità ultrasinistra di Bertinotti. Anche se pubblicamente sostiene l'opposto, è evidente che in cuor suo non pensa di potersi fidare di un individuo psicologicamente debole e imprevedibile come può essere un esponente dei sovversivi famosi per la piazza e il letame. È troppo importante la vicenda che sta giocando Rifondazione in vista di una prossima aggregazione di tutta la sinistra per poterla esporre ai colpi di testa di uno scalmanato. Tutto sommato si dovrebbe essere contenti, perché perlomeno le violenze di piazza non sono state premiate con la promozione a Strasburgo. Però non è neppure lecito essere troppo soddisfatti, in quanto è prevedibile che Bertinotti non cesserà di comportarsi nella duplice maniera sin qui attuata: cauto nelle azioni che lo riguardano, scatenato nelle sobillazioni. E purtroppo sono proprio le sobillazioni di uomini accreditati quelle che nutrono i maggiori disastri per le strade e nelle piazze, come è accaduto sia a Genova che a Napoli.
tratto da libero




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