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Notiziario del Campo Antimperialista .... 1 luglio 2004
itacampo@antiimperialista.org
IL CAMPO ANTIMPERIALISTA 2004 , ASSISI, 2-6 AGOSTO
Programma dei Forum e delle tavole rotonde, clicca: http://www.antiimperialista.org/view...5883&keyword=+
==Tariffario pernottamenti e pasti
==tutta la settimana: da domenica 1 agosto (sera) – sabato 7 agosto (mattina)
==Pensione completa: Albergo: € 250 - Roulotte/Camper (propri): € 190 - Tenda: € 150
==Senza pasti, minori 26 anni – Tenda per l’intera settimana: € 50
==Nel campo funziona un bar autogestito che serve anche panini
Per prenotazioni: reception@antiimperialista.org
Per informazioni: 347.9510036
INIZIATIVE
Sabato 3 luglio, alle ore 17,00, davanti al carcere di Spoleto (localita’ Maiano), tutti alla manifestazione per la Liberta’ di Paolo Dorigo
Sabato 17 e Domenica 18 luglio, Porto San Giorgio (AP). A pugno chiuso! festa e convegno antimperialista. Informazioni: lupo_osimo@hotmail.com
Oslo: si è svolta il 26 giugno una manifestazione per chiedere il ritiro delle truppe norvegesi dall’Iraq
Istanbul: piu’ di 50mila persone hanno manifestato contro il vertice dela NATO allargata. Presente anche un contingente del Campo.
Mosca: si e’ svolta il 28 giugno una manifestazione per protestare contro il processo-farsa contro Slobodan Milosevic
Mumbay: si e’ svolta il 28 giugno una manifestazione di solidarieta’ col popolo iracheno e contro la sceneggiata del trasferimento dei poteri al “Governo ad Interim”
Questo Notiziario contiene:
1. SE BUSH E’ IL GIUDICE, SADDAM E’ LEGITTIMO PRESIDENTE
2. PARAPOTI: CIAMPI DOVREBBE TACERE (PER DECENZA)
3. OSTAGGI E RISCATTI. UN’ALTRO SPICCHIO DI VERITA’
4. RESISTENZA E’ SPERANZA. APPELLO PER IL CAMPO 2004
5. PRIME ORGANIZZAZIONI FIRMATARIE DELL’APPELLO DEL CAMPO
1. SE BUSH E’ IL GIUDICE, SADDAM E’ LEGITTOMO PRESIDENTE
E’ disgustoso come tutti i media italiani presentano il passaggio di consegne avvenuto a Bagdad. La sceneggiata del trasferimento dei poteri dalle mani del Proconsole americano P. Bremen a quelle dei suoi passacarte iracheni (tutti da tempo nel libro paga della CIA), e’ presentata come la prova lampante che il popolo dell’Iraq ha riconquistato la sua sovranita’. La liberta’ pero’ non si ottiene come la Grazia, e Bush non e’ il Dio misericordioso. Fino a quando piu’ di duecentomila mercenari (regolari o irregolari) restaranno in Iraq, legittimati solo da un atto unilaterale d’imperio, non solo quel popolo non sara’ libero, chiunque sia al governo e’ un Quisling, un fantoccio, un manutengolo degli occupanti. Viceversa la Resistenza, per quanto possa risultare brutta agli occhi del PTPC (Partito Trasversle Politicamente Corretto), non e’ soltanto legittima, essa ha il pieno diritto di vincere e cacciare gli invasori. Ma al disgusto non c’e’ limite. Anche la consegna di Saddam Hussein al fittizio Governo ad Interim presieduto dalla spia americana Allawi, viene strombazzata come l’evento-simbolo del risorto Stato di Diritto iracheno. Se non andiamo sbagliati (ministro Martino, se c’e’ batta un colpo!) e’ di Diritto quello Stato in cui gli stessi che amministrano la legge si sottopongono ad essa. Che abbiamo invece? Che Bush l’aggressore incarica il Proconsole Bremen, che Bremen trasferisce i suoi poteri ad Allawi, che quest’utimo sceglie come Presidente del Tribunale che giudichera’ Saddam (non come Procuratore, si badi! come Presidente dei giudicanti), un certo Salem Chalabi, nipote del golpista e sperimentato agente americano Ahmed Chalabi. Non c’e’ Stato di Diritto in un paese occupato militarmente e in cui gli americani, dopo aver violato con l’aggressione le leggi e le convenzioni internazionali, impongono istituzioni e scelgono unilaterlamente chi debba occuparle. Non c’e’ legalita’ democratica e Stato di Diritto ove un Tribunale, invece di essere imparziale, e’ una cricca di nemici dichiarati di Saddam i quali hanno addirittura affermato di volerlo condannare a morte. Della pagliacciata della transizione democratica questo processo e’ quindi la quint’essenza. Anche un mediocre avvocato d’Ufficio, nella piu’ banana delle repubbliche, chiederebbe e otterrebbe la ricusazione del giudice Chalabi (o no, Ministro Castelli?). Ma l’Iraq non e’ la repubblica della banane, e’ messa peggio, e’ ora un protettorato americano e il diritto che si applica e’ quello colonialistico, lo spazio giuridico e’ quello imperiale. Viceversa e’ giusto affermare che la Resistenza, nonostante i suoi limiti, e’ mille volte piu’ democratica degli americani, e che nella commedia in cui Bush si atteggia a giudice Saddam ha il pieno diritto di fregiarsi del titolo di Presidente della repubblica irachena. I carcerieri di Guantanamo, i torturatori di Abu Ghraib, non hanno diritto di privare chicchessia della sua liberta’, nemmeno Saddam Hussein.
2. PARAPOTI: CIAMPI DOVREBBE TACERE (PER DECENZA)
Siamo stati (quasi) tutti dalla parte dei cittadini di Montecorvino e della loro esemplare lotta contro la discarica. Quando la legge e’ ilegale si ha il diritto di disobbedire al legislatore e quando i politicanti mentono si ha il dovere di autorganizzarsi per far valere i propri diritti e i propri bisogni. Tra quelli che si sono schierati contro, uno che si e’ scordato da un pezzo cosa significhino Giustizia e Liberta’. Parliamo del Presidente Ciampi, che invece di tacere se l’e’ presa col “particolarismo egoistico” dei cittadini autorganizzati. Ciampi non ha titolo per dare lezioni di universalismo, Lui che ha controfirmato leggi come quella sul falso in bilancio, il conflitto di interessi ecc. ecc. Che sono dei veri monumenti non al “particolarismo” di questa o quella comunita’, ma agli interessi specifici e personali di Sua Emittenza Silvio Berlusconi. Un altro che poteva stare zitto e’ stato Bassolino, che ha dichiarato, a proposito della lotta contro la discarica di Parapoti: “In queste cose ci sono sempre sia persone per bene e in buonafede sia delinquenti”. Questa gravissima affermazione fa seguito e avalla la repressione annunciata (81 denunciati per il blocco dei treni) e quel che e’ peggio ancora, avvalora la squallida denigrazione messa in atto dai media contro i cittadini di Montecorvino. Tutti i media, ovviamente imbeccati da chi di dovere, hanno dato ampio risalto alla notizia per cui tra i dimostranti ci sarebbero stati “sette pregiudicati”. Dagli all’untore! Come se qualcuno che fosse stato condannato da un tribunale non possa e non debba partecipare ad una lotta popolare (come se potesse solo candidarsi in Forza Italia o UDC). Come se a chi fosse stato in prigione debbano essere comminati, oltre alle pene ordinarie, l’ostracismoe la morte civile. Ed e’ inquietante che questa paranoica mentalita’ sbirresca venga propinata dai media come ... Notizia ordinaria. Tanto piu’ in un paese in cui la percentuale di inquisiti e pregiudicati tra le classi dominanti e nello stesso Parlamento e’ decisamente piu’ alta che tra i cittadini comuni. Da quale pulpito?
3. OSTAGGI E RISCATTI. UN’ALTRO SPICCHIO DI VERITA’
Blitz? Ma quale blitz? E’ stata una messinscena. Per liberare i tre italiani il governo italiano, in barba a tutte le sue dichiarazioni da “fronte della fermezza” ha pagato un ingente riscatto (9milioni di euro?). A dirlo non sono solo esponenti della Resistenza irachena, noi, Gino Strada. A dirlo e’ adesso anche il Sunday Times. I giornali italiani hanno tentato di tenere nascoste le affermazioni del giornale inglese, ma alla fine sono stati obbligati a riportarle, cercando pero’ di salvare capra e cavoli, nell’intento di proteggere Berlusconi dall’accusa di essere ... uno dei finanziatori del “terrorismo” iracheno (altro che i nostri Dieci Euro!). Non si parla infatti di riscatto pagato ai guerriglieri ma.... “di una forte somma per corrompere uno dei carcerieri che avrebbe cosi consentito agli americani di fare il...blitz”. Insomma, la verita’ sta venendo a galla, seppure in modo contorto. E’ che in questa vicenda, non appena i gueriglieri comunicarono durante la manifestazione romana del 29 aprile che avrebbero consegnato i tre italiani catturati, svariati sono stati i tentativi di depistaggio, le interferenze per sabotare la missione della delegazione capeggiata da Gino Strada. L’ultimo in ordine di tempo ha dell’incredibile. ANSA e ADNKRONOS battono il 17 giugno, a piu’ riprese, due dispacci pressoche’ identici. Un signore dal nome Safaa al-Ujaily, accreditatosi come alto esponente dell’Alleanza Patriottica Irachena (API) nonche’ personale portavoce di Jabbar al-Kubaisy avrebbe convocato una confereenza stampa urgente per comunicare cose importanti proprio riguardo alla vicenda degli italiani. Il signor al-Ujaily avrebbe tra l’altro affermato che l’Alleanza patriottica non ha mai contattato il Campo antimperialista per comunicare la disponibilita’ dei guerriglieri a consegnare i tre italiani senza condizioni ma ad una delegazione antiguerra; che l’API non ha alcun contatto con gli antimperialisti italiani; che l’API e’ in buoni rapporti con la Croce Rossa italiana; che non e’ vero che e’ stato pagato un riscatto. Infine: che l’API e’ contro ogni forma di violenza.
In verita’ Safaa al-Ujaily non c’entra niente, ne’ con l’API ne’ con Kubaisy. Ecco infatti cosa ci ha scritto Kubaisy dopo essere stato informato di questa nuova bufala:
Cari amici
1- Safaa al-Ujaily non fa parte dell’Alleanza Patriottica ma della Assemblea dei Patrioti Iracheni (GPA). Comeminimo c’e’ stato quindi un errore di traduzione dall’arabo all’italiano. Personalmente avevo incontrato questo signore solo due volte, nel tentativo di formare un fronte unito. Ho quindi chiesto direttamente a lui come fossero andate le cose. Egli mi ha assicurato di aver fatto la conferenza stampa a nome del suo gruppo negando sia di aver accennato all’API che di parlare a mio nome.
2- Safaa mi ha inoltre detto che in effetti essi hanno rapporti con la Croce Rossa italiana dato che sono stati riforniti di medicinali, portati poi a Kuffa e Najaf durante le battaglie che erano in corso (anche a Falluja? Ndr)
3- Quando i giornalisti gli hanno chiesto se mi conoscesse ha solo risposto solo che era pronto a lavorare con noi contro l’occupazione
4- Come API non abbiamo mai avuto contatti con la Croce Rossa italiana. E tutti dovrebbero stare certi che continueremo, assieme al nostro popolo, la lotta contro l’occupazione e l’imperialismo e che non avremo dunque alcun contatto con qualunque organizzazione legata agli occupanti.
Con stima
Jabbar al-Kubaisy, portavoce dell’Alleanza Patriottica Irachena
24 giugno 2004
Se si voleva un esempio di come la stampa costruisce di sana pianta una bufala, ora l’abbiamo. Possibile che i giornalisti italiani hanno confuso l’API con il GPA (quest’ultima ha effettivamente ha un piede dentro il governo ad Interim)? Che abbiano frainteso a nome di chi parlava Safaa al-Ujaily? Possibile che si sia trattato solo di problemi legati alla traduzione? Francamente no. Pensiamo piuttosto che quella conferenza e’ stata sollecitata dagli agenti del governo italiano allo scopo di accreditare la tesi del blitz, di stampellare il governo e le sue dichiarazioni improbabili, di sbugiardare Gino Strada, e soprattutto di delegittimare Kubaisy e sputtanare il Campo. In questo caso e’ evidente che tale Safaa al-Ujaily si e’ prestato scientemente a questo gioco e allora e’ probabile che egli sia stato nell’intrigo fin dall’inizio come referente dei servizi italiani allo scopo di “lavorarsi qualcuno” e far fallire l’iniziativa di Strada. Ultima domanda: i giornalisti italiani che erano a quella conferenza stampa: dormivano o sapevano a che gioco giocavano? Delle due l’una.
4. RESISTENZA E’ SPERANZA. Appello per il Campo 2004
Per sottoscrivere questo Appello: itacampo@antiimperialista.org
L’umanità ha paura, viaggia su un treno che corre verso l’abisso. Quest’abisso è la guerra globale che viene condotta senza esclusione di colpi. Alla guida di questo treno ci sono gli Stati Uniti d’America, ovvero un gruppo di avventurieri che sognano un mondo morto e muto con un solo Dio, il dollaro; che abbia una sola bandiera, quella a stelle e striscie; che parli una sola lingua, quella dell’oppressione americana.
Questi avventurieri hanno una visione che non ammette né compromessi né mezze misure: lo “scontro di civiltà” non solo con l’islam ma con chiunque creda nella cooperazione tra i popoli e consideri la pace il più sacro dei valori. Questi avventurieri hanno dato un nome alla loro dottrina: “guerra preventiva e permanente”, la quale non solo rende manifesto il carattere guarrafondaio del regime nordamericano ma pure l’idea che gli Stati Uniti siano una nazione superiore, con una missione speciale, quella di esercitare ad ogni costo il predomino mondiale.
L’alibi su cui si regge questa dottrina è la “minaccia del terrorismo”.
Chi usa la violenza indiscriminata contro cittadini inermi e innocenti, chi considera colpevole una persona per il solo fatto di credere in un Dio diverso dal suo, può anche illudersi di andare domani in paradiso ma certo contribuisce a fare di questo mondo un’inferno senza speranza, mentre la sola speranza del mondo è la Resistenza, la lotta dei popoli per la libertà e l’autodeterminazione.
L’obbiettivo americano non è solo soggiogare le nazioni povere e oppresse ma pure sottomettere quei popoli che godono ancora di brandelli di libertà. Come provano il Patriot Act e le Liste Nere “antiterroriste” i diritti democratici più elementari sono in pericolo anche in Occidente, negli USA anzitutto. Virulente crociate razziste e scioviniste tentano di illegalizzare le forze antimperialiste e
rivoluzionarie, le organizzazioni degli immigrati e perfino mettere a tacere gli stessi movimenti per la pace.
La Resistenza antimperialista ha radici indistruttibili, è antica quanto le ambizioni imperiali nordamericane. Dove c’è oppressione lì ci sarà sempre rivolta, dove c’è dittatura vi sarà sempre lotta per la democrazia, dove c’è ingiustizia non ci sarà mai pace.
Oggi è il popolo iracheno che ha raccolto il testimone della Resistenza e che tiene fieramente testa ai criminali di guerra americani e al loro disegno paranoico di guantanamizzazione del mondo. La Resistenza irachena ha raccolto il testimone dell’Intifada palestinese, continuerà a crescere, si trasformerà, attraverso un fronte unito di tutte le forze combattenti, in guerra nazionale di liberazione. Questo Fronte, embrione di un futuro governo dell’Iraq liberato, cacciati gli invasori, potrà chiamare gli iracheni ad eleggere un’Assemblea costituente democratica che consegnerà la piena e indivisibile sovranità al popolo iracheno.
Il futuro dell’umanità dipende dalla sorti della battaglia in corso in Iraq. L’eroica città di Falluja, cacciando mercenari armati delle armi più sofisticate, indica che il popolo iracheno può vincere, come vinse quello vietnamita.
In guerra più ancora che in pace il fattore determinante non sono le diavolerie tecnologiche, ma ciò che spinge gli uomini a combattere.
Noi dobbiamo unirci alla Resistenza del popolo iracheno per aiutare l’umanità a liberarsi dalla minaccia nordamericana.
IL FUTURO DEL MONDO DIPENDE DALLA VITTORIA DELL’IRAQ!
5. PRIME ORGANIZZAZIONI FIRMATARIE DELL’APPELLO DEL CAMPO 2004
1. Coordinamento Simon Bolivar, Venezuela
2. Movimento popolare di Base, Venezuela
3. Corrente Democratica Comunista, Iraq
4. Abna el Balad, Palestina
5. Partito Irlandese Repubblicano Socialista, Irlanda
6. Fronte Popolare di Liberazione della Palestina
7. Lega Democratca del Popolo, Sierra Leone
8. Partito Comunista Operaio e Contadino, Pakistan
9. Fronte Rivoluzionario di Liberazione del Popolo, Turchia
10. Parlamento Musulmano, Gran Bretagna
11. Fronte della Sinistra, Ungheria
12. Fronte per la Rinascita Nazionale, Ciad
13. Fronte di Liberazione di Jammu e Kashmir
14. Corrente Leninista Internazionale
15. Movimento Basco per l’Amnistia, Euskal Herria
16. Collettivo Liberta’, Messico
17. Popoli Uniti, USA
18. Lega Comunista Rivoluzionaria della Turingia, Germania
19. Lealta’ all’uomo e alla Terra, Libano
20. Movimento di Solidarieta’ Austria-Jugoslavia, Austria
21. Partito dei Musulmani di Francia
22. Movimento per la Confederazione dei Comunistii, Italia
23. LUPO, Lotta di Unita’ Proletaria di Osimo, Italia
24. Terra e Liberazione (Sicilia)
25. Consurta Comunista Sarda (Sardegna)
26. POSSE, collettivo giovanile, Perugia, Italia
27. Umbria Libera, Italia
28. Direzione 17, Italia
29. Utopia Rossa, Italia
30. Antimperialisti, Marche (Italia)
31. Fronte Patriottico della Sinistra Socialista (Polonia)
32. Umbria Rossa, Italia
33. Sinistra Democratica Popolare, Messico
34. Özgür Der, Associazione Pensiero Libero, Turchia
35. Socialismo e Liberazione, Italia
36. Dignita’ e Diritti Umani (HDR), Germania
Personalita’
- Serguei Novikov, membro del CC del RKRP-RPK, Partito Operaio Comunista Russo-Partito Russo dei Comunisti
- Yasin Malik, portavoce del Fronte di Liberazione di Jammu e Kashmir
- Ahmed Karim, portavoce della Corrente Democratyica comunista dell’Iraq
- Ghayasuddin Siddiqui, portavoce del Parlamento Musulmano della Gran Bretagna e membro del Comitato esecutivo della coalizione Stop the War
- Haissam Hussein, Lealta’ all’uomo e alla terra, Libano
- Peter Szekely, mebro del Presidium del Partito Operaio, Ungheria
- Shraga Elam, giornalista israeliano antisionista
- Gianmarco Burgdofer, Verdi di Osimo, Italia,
- Fabio Pasquinelli, PRC di Osimo, Italia
- Lars Akerhaug, portavoce internazionale della Alleanza Elettorale Rossa , e coordinatore del Comitato “Ritirare le Truppe”, Oslo, Norvegia
- Costanzo Preve, Torino, Italia
- Vainer Burani, Giuristi democratici, Italia
- Aldo Bernardini, Docente Diritto Internazionale, Teramo, Italia
- Giuseppe Pelazza, Giusristi Democratici, italia
- Jagat Toudam, portavoce di NECOHR, Coordinamento per i diritti Umani dei sette Stati del Nord Est, India




Rispondi Citando
), grazie Pietro per aver postato le info
...una volta laureato (tra alcuni giorni) provvederò a chiamare per agosto... 