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Discussione: Una domanda

  1. #1
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    Predefinito Una domanda

    Scusate la mia ignoranza, ma molto spesso ho visto che vengono spesso citati i bei articoli del giornalista Massimo Fini.
    Quali sono gli orientamenti politici di Massimo Fini?
    Lo possiamo considerare "uno di destra" o semplicemente è un'antiamericano?
    A noi!!!

  2. #2
    Fiamma Rossa
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    Predefinito

    Certamente non è uno di voi.

  3. #3
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    In origine postato da Rebel
    Certamente non è uno di voi.
    sara un comunista come te

  4. #4
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    Predefinito Re: Una domanda

    In origine postato da ITALIANO
    Scusate la mia ignoranza, ma molto spesso ho visto che vengono spesso citati i bei articoli del giornalista Massimo Fini.
    Quali sono gli orientamenti politici di Massimo Fini?
    Lo possiamo considerare "uno di destra" o semplicemente è un'antiamericano?
    A noi!!!
    Massimo Fini è un intellettuale fuori dagli schemi tradizionali.
    Non è nè di destra nè di sinistra (dove per destra e sinistra intendiamo gli attuali schieramenti politici, centro-destra e centro-sinistra).
    E' sicuramente molto vicino alla nostra area politica in quanto a idee, ma non ha tessere nè particolari simpatie per i partiti dell'area. Una volta si è sbilanciato a dire che considera molto interessanti la gran parte delle posizioni della Fiamma Tricolore, ma anche quelle di Forza Nuova (il Fronte non era da lui citato), e auspicava una sostanziale unità di queste forze antagoniste.
    Anti-conformista (nonostante dirigesse la rubrica "il conformista" nel giornale "il borghese"), è una delle ppoche voci fuori dal coro che riesce incredibilmente a trovare spazio nei quotidiani cosiddetti "democratici": il gazzettino, il corriere della sera, etc...
    E' un acerrimo nemico della globalizzazione e un convinto terzomondista.
    Molto critico nei confronti della politica estera americana e israeliana.

    Comunque se lo accusi di essere fascista ti spacca la faccia...

    Odia (questo sì) Berlusconi, ma è capace anche di essere imparziale e obiettivo, a volte è riuscito a difenderlo.
    Convinto sostenitore della giustizia, mal digerisce le accuse di Berlusca nei confronti della magistratura.

    Cos'altro ti posso dire di lui?!

    Ah, già! Ha scritto molto contro la finanziarizzazione della società, nella vita comune come nel calcio...
    Ti consiglio un libro in particolare di Fini: "Manifesto dell'antimodernismo" (se non ricordo male, si dovrebbe chiamare così...).

    Saluti da Padova.
    CESARO - M.S.I. Padova

  5. #5
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito Re: Una domanda

    In origine postato da ITALIANO
    Scusate la mia ignoranza, ma molto spesso ho visto che vengono spesso citati i bei articoli del giornalista Massimo Fini.
    Quali sono gli orientamenti politici di Massimo Fini?
    Lo possiamo considerare "uno di destra" o semplicemente è un'antiamericano?
    A noi!!!
    Non credo sia una camerata, per un semplice motivo: lo direbbe, o lo farebbe capire.
    Non ha una collocazione politica precisa. Neanch'io, sinceramente, ho mai capito da dove nasca il suo antiamericanismo.
    Mi sembra sia agnostico ed anticlericale.

  6. #6
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Una domanda

    In origine postato da cesaro
    Molto critico nei confronti della politica estera americana e israeliana.
    Caro cesaro, conosci qualche articolo di M. Fini sulla politica estera israeliana? Sarei curioso di sapere la sua posizione in proposito. Non lo leggo tantissimo, ma di tale questione l'ho sentito parlare raramente e vagamente. Grazie.

  7. #7
    M.S.I. Padova
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    Predefinito Re: Re: Re: Una domanda

    In origine postato da Ludovico
    Caro cesaro, conosci qualche articolo di M. Fini sulla politica estera israeliana? Sarei curioso di sapere la sua posizione in proposito. Non lo leggo tantissimo, ma di tale questione l'ho sentito parlare raramente e vagamente. Grazie.
    Ecco qui qualcosina: su Israele, cmq, non ho mai letto articoli ben specifici, ma critiche pesanti in alcuni articoli argomenti correlati.

    Dal resto del Carlino del 07/04/02

    La Jugoslavia non aveva un problema diverso da quello che ha oggi Israele. Ventimila uomini in armi stazionavano in Kosovo e facevano ampio uso del terrorismo. La Serbia di Milosevic aveva qualche ragione in più rispetto all'Israele di Sharon, perché il Kosovo era terra storicamente serba, mentre i territori occupati palestinesi sono, appunto, occupati...

    Fosse comuni riempite di civili morti ammazzati. Rastrellamenti a tappeto che somigliano tanto a una "pulizia etnica". Case rase al suolo, diritti fondamentali aboliti, stampa fatta girare al largo.

    Quel che sta accadendo in Palestina mi fa orrore, come a tutti, ma non mi stupisce e nemmeno mi scandalizza. Quando uno Stato è costretto ad affrontare un indipendentismo che fa del terrorismo la sua arma, la risposta non può essere molto diversa da quella che sta dando Sharon.

    Rivolgendosi polemicamente ai pacifisti di sinistra Piero Ostellino, sul Corriere della Sera, chiede "perché un carro armato con la stella di Davide sia un criminale e il terrorista una vittima". Giusto. Per parte mia non considero moralmente riprovevoli né gli uni né gli altri: è la guerra di guerriglia, l'abbiamo accettata quando la facevano i partigiani, dobbiamo accettarla ora insieme alla legittimità della sua repressione.

    Ma oltre a quella di Ostellino si pone un'altra domanda. Che ci fa Slobodan Milosevic all'Aja? La Jugoslavia non aveva un problema diverso da quello che ha oggi Israele. Ventimila uomini in armi stazionavano in Kosovo e, come tutti gli indipendentisti, costretti ad affrontare eserciti regolari molto più forti, facevano ampio uso del terrorismo. Per la verità la Serbia di Milosevic aveva qualche ragione in più rispetto all'Israele di Sharon, perché il Kosovo era terra storicamente serba, mentre i territori occupati palestinesi sono, appunto, occupati, anche se poi il terrorismo va a colpire nel cuore dello Stato ebraico. In un anno e mezzo di guerra all'indipendentismo kosovaro le forze paramilitari serbe fecero, in due distinti eccidi, 205 vittime civili (duecentocinque) che gettarono in fosse comuni.


    ************************************************** **


    Medio Oriente, la democrazia a mano armata fa paura – Massimo Fini
    In questo momento le democrazie mi fanno più paura delle dittature. Ehud Olmert, vice premier del democratico Israele, ha dichiarato, riprendendo tra l’altro un concetto già espresso dal consigliere di Sharon, Ranaan Gissim, al nostro Lorenzo Bianchi, che fra le opzioni possibili c’è anche l’omicidio di Arafat. Prima della guerra all’Iraq i democraticissimi Stati Uniti avevano ipotizzato per risolvere ‘il problema Saddam’ di assassinarlo. Sono delle novità inquietanti. Finora mai nessuno, nemmeno le dittature più sanguinarie, aveva teorizzato ufficialmente e pubblicamentre l’assassinio di un capo di governo straniero. Queste cose, forse, si facevano di nascosto, o si tentava di farle, ma non si dicevano. C’erano le guerre e, naturalmente, la possibilità di uccidere i capi dei nemici, ma l’uccisione di capi di governo a freddo, fuori da una situazione formale di guerra, non era legalmente contemplata. Questo per conservare un minimo di decenza e di iure nei rapporti internazionali e non precipitare nella più assoluta barbarie. L’assassinio politico appartiene alla cultura del terrorismo non a quella del rapporto fra Stati sovrani.
    Più in generale spaventa l’aggressività delle democrazie occidentali che oggi, con gli Stati Uniti alla loro testa, dominano, economicamente e militarmente, il mondo. Non mi pare che usino la loro forza con la dovuta prudenza. La pretesa, per esempio, di portare la democrazia ovunque, con le buone o con le cattive, è di una violenza, concettuale e pratica, inaudita. Come di una violenza inaudita è il progetto portato avanti da alcuni ambienti democratici internazionali (in Italia ne è vessillifera la radicale Emma Bonino, una delle principali responsabili, come commissario Ue, della guerra alla Jugoslavia) di trasformare l’Onu in una ‘Community of Democracies’ da cui espellere, molto democraticamente, tutti gli altri Stati, che sono la stragrande maggioranza.
    E’ curiosa la parabola della democrazia liberale. Essa si afferma, come ci spiega Giovanni Sartori in un libro scritto in epoche più tranquille, sulla base del «principio che la differenziazione e non l’uniformità costituisce il lievito e il più vitale alimento degli Stati». Ma oggi la democrazia liberale non concepisce più niente al di fuori di se stessa, tutto pretende di omologare a sé. La democrazia liberale, che nasce dalla pianta di un sano empirismo anglosassone, è diventata un’ideologia radicale. E’ diventata totalitaria. E fa paura.
    CESARO - M.S.I. Padova

  8. #8
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito

    Ti ringrazio cesaro.
    Tuttavia, mi sembra che Fini non sia poi tanto "critico" nei confronti della politica estera israeliana.

  9. #9
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Una domanda

    In origine postato da cesaro
    Massimo Fini è un intellettuale fuori dagli schemi tradizionali.
    Non è nè di destra nè di sinistra (dove per destra e sinistra intendiamo gli attuali schieramenti politici, centro-destra e centro-sinistra).
    E' sicuramente molto vicino alla nostra area politica in quanto a idee, ma non ha tessere nè particolari simpatie per i partiti dell'area. Una volta si è sbilanciato a dire che considera molto interessanti la gran parte delle posizioni della Fiamma Tricolore, ma anche quelle di Forza Nuova (il Fronte non era da lui citato), e auspicava una sostanziale unità di queste forze antagoniste.
    Anti-conformista (nonostante dirigesse la rubrica "il conformista" nel giornale "il borghese"), è una delle ppoche voci fuori dal coro che riesce incredibilmente a trovare spazio nei quotidiani cosiddetti "democratici": il gazzettino, il corriere della sera, etc...
    E' un acerrimo nemico della globalizzazione e un convinto terzomondista.
    Molto critico nei confronti della politica estera americana e israeliana.

    Comunque se lo accusi di essere fascista ti spacca la faccia...

    Odia (questo sì) Berlusconi, ma è capace anche di essere imparziale e obiettivo, a volte è riuscito a difenderlo.
    Convinto sostenitore della giustizia, mal digerisce le accuse di Berlusca nei confronti della magistratura.

    Cos'altro ti posso dire di lui?!

    Ah, già! Ha scritto molto contro la finanziarizzazione della società, nella vita comune come nel calcio...
    Ti consiglio un libro in particolare di Fini: "Manifesto dell'antimodernismo" (se non ricordo male, si dovrebbe chiamare così...).

    Saluti da Padova.

    condivo il tuo giudizio su Massimo Fini, comunque non è assolutamente inquadrato in partiti ...diciamo che è un indipendente filotradizionalista e antimodernista....una delle poche menti libere del giornalismo italiano...

  10. #10
    email non funzionante
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    Predefinito ...

    Ho ascoltato più volte Massimo Fini e devo dire che si è sempre contraddistinto per la sua vena antimaterialista in forte antitesi con gli economicisti sia di stampo liberalcapitalista che mordecaista .

 

 
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