MINERVA AIRLINES VERSO IL FALLIMENTO: ALITALIA SCRIVE AI COMMISSARI ED ANNUNCIA LA REVOCA DELLA LETTERA D’INTENTI PER FAR RIAVVIARE LA COMPAGNIA – LA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA CHIEDE A CIMOLI DI RIPENSARCI
(30 GIUGNO 2004)
Speranze ridotte ad un sempre più flebile lumicino. Il drammatico termine fallimento è ormai nell’aria, una sorte che sembra segnata per Minerva Airlines, la compagnia aerea con sede operativa a Ronchi dei Legionari che ha interrotto ogni attività lo scorso ottobre. Sarà il tribunale di Catanzaro, competente in quanto il vettore ha nel capoluogo calabro la sua sede legale, a decidere, ma che l’obiettivo dei tre commissari straordinari nominati nel marzo scorso sia fallito è ormai un dato di fatto. Ieri scadeva il loro mandato ed oggi il milanese Italo Ballerio ed i romani Carlo Pandiscia e Paolo Paroletti avrebbero dovuto consegnare al ministero per le attività produttive la relazione conclusiva della loro attività. Un appuntamento che non avverrà di certo.
La doccia fredda è arrivata con un fax che Alitalia ha inviato ai tre e, per conoscenza, al direttore generale del ministero, Massimo Goti, nella serata di lunedì. In estrema sintesi la compagnia di bandiera fa sapere che ogni manifestazione d’interesse e d’intenti per far ripartire l’attività di Minerva è revocata. E senza un contratto di collaborazione con Alitalia che, tra l’altro, avrebbe dovuto fornire al vettore ronchese un certo numero di biturboelica ATR42, non si vola. La lettera, firmata da Leopoldo Conforti e Paolo Rubino, non lascia adito ad interpretazioni. Fa riferimento al fatto che l’imprenditore che avrebbe affiancato Friulia nel progetto di affitto del ramo di azienda si è ritirato, ma anche del venir meno del coinvolgimento della stessa finanziaria nell’acquisizione del denaro indispensabile per far ripartire la compagnia.
Ma Alitalia sottolinea anche come da parte degli stessi commissari sia stata evidenziata l’impossibilità di esprimere un giudizio sulla capacità tecnica e finanziaria dei soggetti che si sarebbero proposti (un’altra compagnia aerea?) per sostituire l’imprenditore che ha ritirato il suo interesse e la Friulia. E c’è di più. Nella stessa lettera Conforti e Rubino ribadiscono un no deciso alla proposta di un prestito ponte di 1,5 milioni di euro, che si sarebbero cumulati ai 900.mila euro già a carico di Alitalia per quest’operazione.
"Nella situazione così rappresentata – scrivono i due dirigenti – considerati gli ormai inesistenti margini di tempo disponibili all’amministrazione straordinaria al fine di ricercare ipotesi alternative, di nostro interesse per l’avvio dell’attività, siamo giunti alla determinazione che il progetto di riavvio non risulta per noi percorribile e revochiamo pertanto, nostro malgrado, ogni manifestazione d’interesse e d’intenti sin qui formulate". Sette mesi dia trattative e di speranze andate in fumo, 150 dipendenti per i quali potrebbero aprirsi le porte della mobilità e che da dicembre non percepiscono lo stipendio.
E nemmeno la cassa integrazione per il personale di terra, 80 persone, è ancora scattata. "Innanzitutto ciò che appare incredibile – tuona Massimo Masat della Fiom provinciale – è che la notizia ci sia arrivata dalla stampa. Ma non crediamo sia tutto perduto. Il tribunale di Catanzaro deve verificare, a questo punto, se c’è ancora qualcuno interessato alla cessione del ramo d’azienda e se ci possano essere delle alternative a quella di Alitalia. Venerdì i tre commissari saranno a Ronchi dei Legionari e dovranno incontrarci per spiegarci come sono andate le cose".
Cerca una verità anche l’assessore regionale ai trasporti, Lodovico Sonego, che ieri ha inviato una lettera al presidente di Alitalia, Giancarlo Cimoli. "Alitalia avrebbe revocato la disponibilità a stabilire un contratto di wet-lease con la gestione commissariale di Minerva – scrive Sonego - e la motivazione risiederebbe nella constatazione che la gestione commissariale non dispone del circolante necessario ad avviare la fase iniziale della ripresa del servizio e dall’indisponibilità di Alitalia a concordare accorgimenti gestionali che facilitino la soluzione della mancanza dello stesso. La revoca di Alitalia implica una svolta drammatica della vicenda che è necessario scongiurare. Sono pertanto a chiederle di voler riconsiderare le decisioni della compagnia allo scopo di consentire la ripresa del servizio".
CIAO
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