Il documento approvato oggi dalla consulta del partito
Indicazioni per la verifica, ma anche critiche a Tremonti
An, cinque punti per la ripresa
"Conti pubblici deteriorati"
"Stime errate. Serve una manovra permanente da 5 miliardi"
ROMA - Grandi opere infrastrutturali, un pacchetto per il Sud, misure per la competitività, riforma fiscale con riduzione di 4 miliardi per Irap e 8 miliardi per Irpef, e misure per compensare le imprese per lo spostamento del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione. Sono questi i cinque punti per rilanciare l'economia proposti da Alleanza nazionale. Il documento, di tredici pagine, dal titolo Politica economica, sviuppo ed equilibrio finanziario. Alcune riflessioni sul Dpef 2005-2008, è stato approvato oggi dalla consulta di An, riunita a Palazzo Chigi. Cinque punti tecnici ma anche una premessa, che si traduce in una critica pesante sui conti pubblici nei confronti della politica del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Si osserva, intanto, che "negli ultimi mesi i conti pubblici (deficit e debito) stanno progressivamente deteriorandosi e, in assenza di misure strutturali, sono destinati a uscire dai parametri europei e/o di sostenibilità". E che "proseguire in una politica di
bilancio che si limiti ad affrontare le difficoltà con tagli e misure finanziarie aspettando la ripresa è una strategia ormai inadeguata". Serve una "svolta" per uscire "dalla trappola della bassa crescita", una "vera e propria scossa per riavviare da subito un processo di crescita sostenibile".
Il peggioramento del deficit per il 2004 è legato, si legge nel documento, anche "al non realizzarsi pienamente delle stime sui provvedimenti di entrate straordinarie (condono edilizio e concordato preventivo) e da una eccessiva dinamica della spesa per acquisti di beni e servizi della pubblica amministrazione (aumentata dell'8,6 per cento del 2003 contro l'1,7 per cento del 2002), che si è determinata anche a seguito dell'operazione di blocco della Consip e dell'intero programma di razionalizzazione degli acquisti".
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La previsione è che per rispettare il programma di stabilità, "guardando soltanto i parametri di finanza pubblica, occorrerebbe un aggiustamento permanente intorno ai 5 miliardi di euro". Alleanza nazionale propone "un triangolo di politica economica, basato su meno spesa corrente, meno tasse, più investimenti in infrastrutture, ricerca ed innovazione". Ma vediamo nel dettaglio quali sono i punti principali.
Infrastrutture. Occorre individuare tra i programmi già definiti una lista di specifici interventi (strade, autostrade, ferrovie, porti, aeroporti, piastre logistiche, sistemi idrici) che, sulla base di un rigoroso monitoraggio degli investimenti pubblici siano portati a rapida cantierizzazione garantendo tempi di relaizzazione e copertura finanziaria.
Fisco. Viene proposta una riduzione Irap concentrata sul fronte salari e sulle Pmi al fine di farne anche uno strumento di maggiore competitività e di maggiore impulso alla ripresa dello sviluppo, nonché piena deducibilità delle spese sostenute per la ricerca, formazione e innovazione tecnologica. Per quanto riguarda l'Irpef, An propone la riduzione delle aliquote al fine di disincentivare l'evasione, ridurre il carico fiscale sui redditi medi ponendo al centro al famiglia, in particolare quella monoreddito, come soggetto di riferimento dei carichi fiscali soprattutto in funzione dei figli, degli anziani e dei disabili. In questa fase, An propone di mantenere l'attuale aliquota massima sui redditi più elevati.
Energia. Definire il master plan dell'energia che valorizzi la diversificazione delle fonti con forti incrementi di quelle rinnovabili e della cogenerazione diffusa. Occorre realizzare la costruzione di nuove centrali elettriche e l'approntamento di organiche reti finalizzate a ridurre rapidamente la dipendenza dall'estero, il rischio black out ed il costo per kilovattora che penalizza pesantemente la competitività del nostro sistema produttivo e fa pagare alle famiglie italiane una bolletta fra le più costose d'Europa. Infine, in materia di energia, An propone di accelerare i processi di liberalizzazione per garantire condizioni di reale concorrenza e ridefinire a tal fine il ruolo delle Authority.
Politica industriale e imprese. Definire un programma di intervento volto a consolidare il tessuto produttivo esistente e sviluppare i settori innovativi. Perseguire una più stretta integrazione dei servizi al fine di aumentare la produttività totale dei fattori. Consolidare e sviluppare le medie aziende fornendo loro la necessaria assistenza nei processi di internazionalizzazione. Accrescere la governance sulle aziende pubbliche affinché contribuiscano alla crescita complessiva del Paese.
Innovazione e ricerca. Definizione di strumenti e di risorse per l'innovazione tecnologica, per la ricerca e per la formazione. Agevolazioni e incentivi mirati a realizzare aggregazioni aziendali e capitalizzazione delle imprese; investimenti in beni strumentali innovativi e con rimodulazione e flessibilità delle quote di ammortamento; tutela della proprietà intellettuale dei brevetti e lotta alla contraffazione. Infine, occorre agevolare l'innovazione e la internazionalizzazione dei distretti industriali e dei settori del made in Italy.
Formazione. Costituzione di una rete di centri di eccellenza sulla base dei risultati ottenuti e dei vari progetti di ricerca anche inseriti nell'ambiente internazionale nelle diverse università. Riforma per obiettivi mirati del Cnr e del sistema degli Epr; integrazione di tutta la rete di formazione professionale sia a livello di facoltà tecnico-scientifiche che a livello degli istituti tecnici della scuola secondaria, nonché parte della formazione sul posto di lavoro; istituzione dei maestri del lavoro per favorire il trasferimento professinale dagli anziani a i giovani e anche il trasferimento di azienda che potrà riguardare prevalentemente artigiani e commercianti ma anche altre forme di attività lavorativa e professionale.
Tfr. Definizione di misure che consentano alle imprese di sostituire con il ricorso al credito lo spostamento del tfr nei fondi pensione. Si suggerisce di valutare la proposta di usare lo strumento della cessione del credito per l'utlizzo del tfr dei fondi pensione che consentirebbe di non provocare nessuna penalizzazione per le imprese rispetto alla attuale situazione.
Nel documento, infine, An ritiene che la strategia di rilancio dello sviluppo, che dovrà costituire l'impalcatura del Dpef, vada "realizzata in un contesto di costruttivo confronto con le parti sociali, i soggetti della vita economica e con gli enti locali". Il dialogo sociale è "il metodo con il quale è possibile realizzare intorno agli obiettivi dichiarati quel consenso che rafforza la perseguibilità degli stessi".
(30 giugno 2004)
ora che ve lo dicono i vs. forse ci crederete : quando vi si diceva che Tremonti creava voragini e faceva barbatrucchi si rispondeva che erano in ordine.
Dal buco virtuale (quello dell' Ulivo) a quello reale ( di Tramonti)......... ora il fenomeno non va in televisione per spiegare perchè rischiamo l'early warning e un declassamento del debito ............. mentre altri, invece, avevano fatto sì che migliorasse il rating?





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