Le due ipotesi si differenziano solo oltre gli ottanta mila euro
Il Tesoro offre sgravi fiscali del 7-8% Alleanza Nazionale del 3%
Fini o Tremonti, superpremio
a favore dei redditi medio-alti
di ROBERTO MANIA
Gianfranco Fini
ROMA - Dall'esito della battaglia sulla riduzione delle tasse dipende probabilmente il futuro della Casa delle libertà. Ma è una battaglia politica, fatta di slogan efficaci, e non di contenuti. Gli effetti concreti appaiono, per ora, di poca, se non di trascurabile, sostanza.
Infatti se si mettono a confronto i piani di riduzione delle tasse dei due schieramenti contendenti (da una parte il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, con il supporto decisivo del premier, Silvio Berlusconi; e dall'altra Alleanza nazionale, il partito del vicepremier Gianfranco Fini) si ricava l'idea che per la stragrande maggioranza dei contribuenti non dovrebbe cambiare nulla se dovesse vincere l'uno o l'altro partito.
D'altra parte quasi il 99 per cento degli italiani che paga l'Irpef si situa nelle fasce di reddito fino a 80 mila euro l'anno. E per tutti questi le due proposte in campo generano i medesimi risparmi in termini di minor prelievo fiscale.
La vera e, va detto, marcata differenza tra Tremonti e Fini arriva solo per coloro che si situano ad un livello di reddito superiore ai 100.000 euro: meno dell'1 per cento del totale dei contribuenti. E' bene sapere, infatti, che sono meno di 150 mila i contribuenti supericchi che dichiarano oltre 100.000 euro di reddito. Soglia che viene oltrepassata di poco da coloro che dichiarano tra i 70.000 e i 100.000 euro.
I conti, e le relative elaborazioni, li ha fatti l'ufficio studi della Cgia (l'associazione degli artigiani) di Mestre. Sulla base, ovviamente, dei due progetti come sono stati finora illustrati.
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Tremonti ipotizza quattro aliquote (23 per cento fino a 32.600 euro; 33 per cento da 32.600 a 80.000; 37 per cento da 80 mila fino a un milione; 43 per cento oltre il milione); Fini, invece, ne ha indicate tre (23 per cento fino a 32.600 euro; 33 per cento da 32.600 a 70.000 euro; 45 per cento oltre 70.000). Tra le due proposte si deve anche tener presente che Tremonti e Berlusconi immaginano di aumentare la no tax area da 7.500 euro a 8.000, e ciò riguarda solo i lavoratori dipendenti e i pensionati; mentre il piano di Alleanza nazionale punta ad elevare le detrazioni per i familiari a carico.
In sostanza la prima ipotesi è destinata a favorire i singoli contribuenti senza carichi di famiglia; la seconda distribuirà lo sconto fiscale in rapporto al numero dei componenti il nucleo familiare indipendentemente dal tipo di reddito dichiarato.
Fino a 70.000 euro, dunque, gli effetti delle due proposte sono sostanzialmente identici. In entrambe le ipotesi il risparmio fiscale di chi guadagna fino a 25 mila euro arriva al 2% massimo del reddito. Il premio per chi ha 30.000 euro sarà in termini assoluti di 890,24 euro, pari a circa il 3% del reddito. Anche nella fascia compresa tra 40.000 e 70.000 le due ipotesi determinano gli stessi effetti ma con risparmi maggiori rispetto alle fasce più deboli: il 4-5% in più.
Un cambiamento comincia a segnalarsi a quota 80.000. Da questo livello in poi, il "premio" di Tremonti si fa più consistente. A quota 100.000 diventa in termini assoluti di oltre 6.000 euro e di oltre il 6 sul reddito in percentuale; mentre da Fini arrivano solo 3.372 euro, pari al 3,3 per cento.
Percentuale e valore assoluto che si mantiene costante seguendo il meccanismo del piano del partito di Via della Scrofa fino a un milione e 400 mila euro. Si muove diversamente lo schema Tremonti-Berlusconi. Qui sta davvero la differenza, che risiede nello sgravio fiscale ai ricchi piuttosto che nel trattamento favorevole per le fasce medio-basse.
Così (nell'ipotesi Tremonti) per chi guadagna un milione di euro l'anno, le tasse caleranno di 78 mila e passa euro, sfiorando poi i 90.000 euro per i ricchi da un milione e 400 mila di Irpef all'anno. Resta in buona parte aperto il capitolo relativo alle modalità per coprire le perdite di gettito. A via Venti Settembre si sono messi nel mirino gli incentivi alle imprese, da Alleanza nazionale ancora non si sa.
(2 luglio 2004)




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