Dopo ben 9 mesi, la commissione d'inchiesta istituita dal ministero per le Attività Produttive ha concluso l'indagine sul black-out elettrico del 28 settembre 2003.
Le conclusioni della Commissione, sin troppo prevedibili, sono state che il black-out poteva essere evitato e che le maggiori responsabilità di quanto avvenuto possono essere individuate nel mancato alleggerimento automatico del carico; per non dire, poi, delle incredibili disfunsioni, attribuibili al GRTN, nella fase di riaccensione. Insomma, un brutto risveglio per il Governo delle "tre i".
Caduti quindi gli alibi dietro i quali si è sino ad oggi nascosto il Ministro Marzano, sarebbe ora che qualcuno avesse la decenza di spiegare quanto segue:
1) Come e perché il Ministro si è sempre e soltanto accalorato per chiedere, nonostante fosse noto a tutti che la notte del black-out l'Italia disponeva di risorse di energia inutilizzate (centrali spente), la costruzione di nuove centrali?
2) Come e perché nessuno ha mai risposto, in termini di responsabilità grave, della scelta di spegnere gl'impianti italiani, utilizzando quote elevate di energia provenienti dall'estero, in assenza di un sistema di protezione adeguato?
3) Come e perché, laddove il sistema di protezione sia invece da ritenere adeguato, nessuno ha ancora preso provvedimenti nei confronti dell'attuale gestione del GRTN?
Sicuramente, il Ministro Marzano, al pari del suo ex-collega Tremonti, continuerà a negare l'evidenza e continuerà a sostenere la necessità di costruire nuove centrali senza dare risposte riguardo al black-out del settembre scorso.
Fortunatamente, però, oggi abbiamo una speranza in più: caduto l'infallibile quanto intoccabile Tremonti ... a quando il dimissionamento del Ministro Marzano?




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