Pittore ti voglio parlare
mentre dipingi un altare.
Io sono un povero negro
e d’una cosa ti prego.
Pur se la Vergine è bianca
fammi gli angioletti negri.
Questi i primi versi della dolciastra canzonetta degli anni '60 portata al successo da un giovane Fausto Leali.
Per inciso, uno degli autori della musica di "Angelitos Negros" si chiamava... Blanco, A. Eloy Blanco, e l'altro aveva un nome altrettanto improbabile: Manoel Alvarez Maciste.
Mi è venuta in mente osservando lo strano reperto che mi ritrovo in mano e che vi mostro qui sotto.
E' un ritaglio di forma rotonda di un particolare (probabilmente di una tela di un grande quadro a olio da chiesa) di epoca forse seicentesca, che raffigura un angelo con le ali nere, o forse un angelo ribelle, un diavolo quindi.
Non ha i classici attributi satanici, quelli che derivano dal Gran Dio Pan: corna, zoccoli e coda biforcuta.
Ma le ali nere, quella strana postura delle mani e una espressione indefinibile del volto, nè buona nè malvagia mi farebbero più propendere ad una interpretazione poco "angelica".
Ma non ne sono del tutto convinto: è un po' come in questo famoso "tondo" di Escher dove diavoli neri e angeli bianchi si incastrano perfettamente nella tassellatura del piano.
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Allora, angelo o diavolo?





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erano i Death in June)
