IN MOVIMENTO - 4 LUGLIO 2004

Tremontoni
di Stefano Olivieri


La vera notizia secondo me non sono le dimissioni del ministro delle finanze. Erano nell’aria da tempo e Berlusconi non ha potuto evitarle, anche se di fatto sconfessano tre anni di quella politica economica che dovrebbe – diciamo deve perché il governo è ancora formalmente in piedi – tradurre il credo berlusconiano in benessere per tutti i cittadini del nostro paese. Così non è stato e non è solo per colpa delle twin towers, o del buco lasciato dal governo dell’Ulivo (così grande, che Tremonti poi non è stato mai costretto a riempirlo malgrado i continui annunci).

La vera notizia, ghiotta e succulenta per gli amanti della satira di costume, è che Berlusconi ha scelto l’interim. Cioè oltre alla presidenza del consiglio – così come già fece in passato per gli esteri, e fu un interim lunghissimo – da domani in poi si assumerà in prima persona la gestione completa dell’economia del paese. Cosa non proprio di buon gusto da parte di un uomo che deve ancora essere giudicato per l’ipotesi di reato di corruzione, ma che rientra nel novero delle poche, pochissime scelte che il premier aveva a disposizione : prima di tutto il materiale umano a disposizione nella compagine governativa è quello che è, e spostare la Moratti o Martino dai loro ministeri (oltremodo chiacchierati, per ragioni diverse) al superministero dell’economia avrebbe significato dare inizio ad un giro di poltrone sconcio e irriguardoso per gli elettori. E poi non c’era manco il tempo, l’Ecofin è già il 5 di luglio. C’era, è vero, la carta Monti (che andando al ministero avrebbe lasciato la poltrona a Bruxelles ancora calda per il suo quasi omonimo), ma l’interessato si è mostrato freddino e poi il commissario europeo non è persona che si conquista con un sorriso, fosse pure quello rifatto del premier. Inoltre è troppo vicino a Prodi e la cosa davvero non va bene, si cadrebbe dalla padella nella brace.

Così ci pensa lui, Tremontoni, il presidente operaio, ambasciatore, factotum dell’Italia. Perché ha la pretesa di mettere il naso dovunque, pensando di avere il tocco di re Mida : Solo che in economia non basta esternare, fare sorrisi, raccontare barzellette o fare le corna nella foto di gruppo. Dal sito della Camera si apprende che il premier ha due lauree, una in giurisprudenza e l’altra in ingegneria. Due fior di diplomi, che per altro non ci risulta che gli siano serviti per la carriera. O forse sì, visto che le aule processuali, finchè non ha potuto evitarle per decreto, le ha dovute frequentare abbastanza spesso, e anche con l’edilizia si è dato piuttosto da fare, nella sua prima fase “palazzinara”.

Ma l’economia, quella dei grandi sistemi economici, è un’altra cosa, signori. Berlusconi va a Bruxelles con al sua borsa di carte truccate e dovrà convincere tutti che i nostri conti sono a posto. Ma dico, ve lo immaginate ? Quando cominceranno a fargli qualche domanda appena appena un po’ tecnica, che cosa pensate che risponderà ? Che sono un branco di comunisti pronti al complotto ? Prenoto fin d’ora, a chi avesse occasione di riprendere dal vivo tutto il gustoso futuro evento di Bruxelles, cento copie della registrazione audiovideo. Andrebbero a ruba e il loro prezzo crescerebbe di ora in ora nei prossimi mesi.

L’unica nosta stonata sarà che a farne le spese sarà tutto il paese, come al solito. Scatterà l’early warning malgrado i rimbrotti del nostro premier, che certo non mancherà di ricordare – ad esempio a Francia e Germania – come durante il suo semestre europeo abbia usato guanto di velluto nei confronti dei trasgressori del patto di stabilità. Ma in quell’occasione, l’anno scorso, dei due pesi e due misure adottate da Berlusconi e Tremonti si risentirono molti ministri, i cui paesi avevano fatto i salti mortali per restare virtuosi. E tra i più esagitati nella rivolta c’era il Portogallo, proprio quello che con Barroso ha appena conquistato la presidenza della commissione europea.

Sul serio ragazzi, questa performance di Tremontoni non voglio perderla davvero.