Europa, Gawronski supera la Zanicchi La Corte d’Appello: contati male i voti
MILANO - «Ha fatto bene a dirmelo perché stavo partendo per Bruxelles. Adesso me ne starò a casa». Che donna, Iva Zanicchi: la botta è dura ma lei non fa una piega, «sono sempre stata molto serena: se le cose stanno così, come si dice?, mi rimetto ai risultati...». E sì che si stava preparando, all’ Espresso («Ok, il seggio è giusto») aveva appena spiegato che quest’estate avrebbe imparato l’inglese per poi passare i prossimi due anni a studiare la politica internazionale. E invece niente, in qualche sezione o ufficio elettorale hanno sbagliato a far di conto: al Parlamento Europeo non andrà lei ma l’eurodeputato uscente Jas Gawronski, che nella lista di Forza Italia, in base ai dati del ministero dell’Interno, era in svantaggio di 152 voti e adesso invece la precede di 146. «Certo che mi pare strano, così d’improvviso... Non ne sapevo nulla, ma che razza di procedura è?». La solita, in realtà, solo che stavolta l’ufficio elettorale presso la Corte d’Appello di Milano ha capito subito che qualcosa non funzionava. Un lavoraccio: il presidente Domenico Urbano, i giudici Luigi De Ruggiero e Roberto Bichi, un cancelliere, quattro segretari e una dozzina di dipendenti comunali si sono messi eroicamente a rivedere i riepiloghi dei nove milioni di voti espressi nelle 24 province e 4 regioni (Lombardia, Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta) della circoscrizione Nord-Ovest. E hanno visto che le somme non corrispondevano, anche dopo aver recuperato dei voti dimenticati nelle province di Pavia (22 sezioni) e Alessandria (10) continuavano a ballarne 15 mila. Scoperto un altro errore (di addizione) a Genova, restano ancora mille voti di scarto rispetto ai dati del Viminale: su disguidi e farraginosità del sistema, il presidente della Corte d’Appello di Milano ha già chiesto una relazione scritta da trasmettere a Roma.
Ma intanto il conteggio del Nord-Ovest è finito: secondo la legge, la Corte d’Appello di Milano ha «trasmesso» alla Cassazione i dati ufficiali. «Trasmesso» si fa per dire: nella realtà, significa che un messo, portando con sé un plico di venti chili, ha preso un treno per Roma in seconda classe (deve anticipare le spese e la prima non gliela rimborsano) e un autobus fino al Palazzaccio. Comunque sia, le preferenze si sono ridotte e il primo eletto di Forza Italia, Berlusconi, al Nord-Ovest è sceso da 741.624 a 719.210 voti. Nella lista passano i primi cinque, la Zanicchi era sesta e Gawronski settimo, ma il sesto posto vale la poltrona perché il premier dovrà rinunciare per incompatibilità. Anche i loro dati sono calati e la Zanicchi ha avuto la peggio: secondo il ministero aveva 35.325 preferenze contro le 35.173 di Gawronski, nel conteggio definitivo della Corte d’Appello ne ha 34.387 contro le 34.533 del compagno di lista.
E pensare che pure il giornalista Gawronski, già europarlamentare per quattro mandati, si era organizzato altrimenti, alla Rai veniva data per certa la conduzione di «Batti e Ribatti» come successore di Pierluigi Battista. Del resto non aveva fatto un dramma della sconfitta, rinunciando tra l’altro a presentare ricorso, nonostante si fosse scoperto che in almeno una sezione di Milano ha perduto metà delle preferenze solo perché gli elettori si sono sbagliati a scriverne il cognome. Neanche la Zanicchi, a caldo, dice di pensare a un ricorso. E adesso? Pure Gawronski è sorpreso, «Bondi mi ha chiamato per preavvertirmi, ma aspettavo di vedere i dati definitivi... Io continuerò a occuparmi soprattutto dei rapporti con i Paesi nuovi entrati, Polonia in testa. Ma mi spiace per la Zanicchi, in questa fase di incertezza abbiamo avuto un rapporto indiretto ottimo, sarebbe stata una brava parlamentare, non occorre essere politici professionisti».
Chissà che sarebbe successo, fossero stati «professionisti». E invece sorte e burocrazia hanno giocato con due persone per bene, la Zanicchi che sospira «mi rimetto ai risultati» e Gawronski che conclude: «È imbarazzante, lunedì si riuniscono tutti gli europarlamentari e a Bruxelles mi hanno spiegato che l’Italia è l’unico Paese del quale vengono invitati anche i primi dei non eletti perché è sempre così, tanto cambiano. Mi spiace davvero, per la Zanicchi. Sarebbe bello che ci andassimo tutti e due».
Luigi Ferrarella
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Gawronski invece, la media si alza, e' fuori quota...
