La memoria corta di Berlusconi di Bernard Comment da L'Unità del 16/3/02
http://www.democrazialegalita.it/Ras...a020316_p1.htm
L’Italia è l'ospite d'onore del prossimo Salone del Libro di Parigi. Da nove mesi a questa parte, il governo di Silvio Berlusconi moltiplica i segnali di una pericolosa deriva antidemocratica e di un ostentato disprezzo della cultura.
Ebbene, va detto e precisato ai nostri amici scrittori italiani inseriti nella lista ufficiale dei 61 autori invitati, che la loro presenza sarà coperta solo per il 50% dall'Italia, in particolare dal sottosegretariato ai Beni culturali di Vittorio Sgarbi e dal ministero degli Affari esteri di Silvio Berlusconi.
Di fronte a questa realtà, alcuni autori hanno immediatamente scelto la strada del rifiuto o hanno preferito venire a loro spese.Catherine Tasca (ministro della Cultura del governo Jospin, n.d.t.) ha dichiarato che non desiderava venirsi a trovare accanto a Berlusconi nel corso dell'inaugurazione.
Quest'ultimo ha reagito sdegnosamente, facendo sapere di non essere a conoscenza dell'esistenza della Signora Tasca. Una persona che, come lui, non ha mai potuto dare vere e proprie spiegazioni sull'origine della sua fortuna è necessariamente un po' in difficoltà con la memoria: gli sarà quindi senza dubbio sfuggito di aver ufficialmente incontrato Catherine Tasca all'epoca del lancio di «La Cinq».
Il Signor Berlusconi ha quindi una memoria debole. Noi invece abbiamo buona memoria. Ricordiamo che è stato condannato per falsa testimonianza a proposito della sua iscrizione alla Loggia P2 (reato prescritto da un'amnistia del 1989); che è stato condannato in prima istanza a due anni e nove mesi di reclusione per tangenti alla Guardia di Finanza, prima di beneficiare in una prescrizione in appello; che fu condannato a due anni e quattro mesi di prigione per finanziamento illegale di partito politico, prima di beneficiare di una prescrizione in appello e poi in cassazione; che fu condannato a un anno e quattro mesi di prigione per falso in bilancio prima di beneficiare di una prescrizione del reato in appello.
Egli è ancora coinvolto in diversi processi attualmente in fase di appello o ancora in corso in Italia, ed è accusato di frode fiscale in Spagna. Aggiungerei che il Signor Berlusconi non ha mai intentato causa agli autori del libro «L'odore dei soldi», Elio Veltri e Marco Travaglio: un documento con affermazioni schiaccianti, in cui il fantasma della mafia è onnipresente…
Berlusconi ha fatto sapere che non sarà presente all'inaugurazione del Salone del libro, in quanto occupato altrove. Allora, si volta pagina? No, dato che il suo sostituto sarà Vittorio Sgarbi. Anche qui ricordiamo che Vittorio Sgarbi, autore di alcune clamorose dichiarazioni durante questi ultimi mesi (tra cui «l'arte escremenziale» a proposito di un centro di arte contemporanea…), fu condannato nel 1996 a sei mesi e dieci giorni di reclusione per truffa aggravata e produzione di documenti falsi.
Del resto, egli ha accumulato tante condanne per diffamazione, in particolare contro magistrati (ha dato dell'assassino al giudice Di Pietro e al pool Mani Pulite di Milano), che deve la sua attuale libertà unicamente all'immunità parlamentare di cui gode. Il Signor Eyrolles, lo zelante Presidente del Sindacato nazionale dell'editoria (SNE) esprimerà anche a lui il «suo spirito di amicizia e di complicità»?
Per quanto riguarda l'idea secondo cui non bisogna confondere i libri e la politica, si tratta di una vera e propria idiozia che la storia ha spesso smentito. Il potere simbolico in gioco nell'editoria allontana immediatamente qualsiasi forma di innocenza. Non vi è quindi il rischio che alcuni degli autori invitati diventino veri e propri alibi? Durante la conferenza di presentazione, Sgarbi non si è fatto sfuggire l'occasione per parlare di «lista di sinistra» come prova di apertura di spirito.
L'Italia sta dando lo spettacolo di un deterioramento della democrazia ad opera dell'affarismo. In nove mesi di esercizio del potere il governo Berlusconi ha posto come priorità la difesa della situazione del suo "padrone" in un conflitto di interessi che è andato via via aggravandosi.
Già proprietario delle tre principali reti televisive private, Berlusconi, da perfetto Tartufo, ha annunciato la sua intenzione di privatizzare due delle tre reti pubbliche della Rai, ma a condizione che i loro conti siano risanati, cosa alla quale lui stesso fa ostruzione........
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