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Sì ricordo che hai già scritto queste BOJAte. Hai persino scritto che le ultime opere comuni erano precedenti alla discesa in campo,......e solo quando sei stato sbugiardato.......hai tirato fuori "il contratto". Non si scrivono libri a quattro mani, per ANNI e ANNI solo per contratto. I contratti si risolvono, le amicizie profonde resistono anche alle orlandate.
Saluti liberali
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Citazione:
In origine postato da Manuel
Indagano su Piersilvio e Marina solo perchè sono figli di Berlusconi senza alcun straccio di prova preliminare che giustificherebbe un'apertura di indagine, ...........
Complimenti.
Manco Ghedini s'è dimostrato informato come TE.......:K
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Citazione:
In origine postato da Pieffebi
Sì ricordo che hai già scritto queste BOJAte. Hai persino scritto che le ultime opere comuni erano precedenti alla discesa in campo,......e solo quando sei stato sbugiardato.......hai tirato fuori "il contratto". Non si scrivono libri a quattro mani, per ANNI e ANNI solo per contratto. I contratti si risolvono, le amicizie profonde resistono anche alle orlandate.
Saluti liberali
Già già; solo che DAVVERO non si hanno notizie di frequentazioni amicali.
Mentre, sai, c'era proprio Orlando a cena insieme all'Indro nel "loro" solito ristorante quando il Montanelli si ritrovò la lettera di minacce sotto il piatto.
Sai; è successo DOPO che il Cavaliere l'attaccò dandogli del bugiardo, dell'invidioso e dell'ingrato.
Per la precisione; non si hanno NEANCHE notizie di un trafiletto sdegnato o di "amicale solidarietà" da parte del Cervi sul giornale fondato dal suo amico Indro.
A bien tot...
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ritorniamo al tema...
" il Giornale del 08/07/2004
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Copione stravisto
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E inquietante, a voler essere eufemistici, l'iscrizione nel registro degli indagati di Marina e Piersilvio Berlusconi: ritenuti entrambi coinvolti in fatti che risalgono ad anni lontani, quando erano - lo ha osservato l'avvocato Nicola Ghedini - studenti universitari sui vent'anni. Anche i più volonterosi e i generosi nell'accreditare l'imparzialità della magistratura e nell'astenersi da sospetti devono, di fronte ad un'iniziativa come questa, cedere a uno sconforto molto vicino all'indignazione. Sembra davvero che questi uomini in toga - almeno alcuni - e sospetti se li vadano a cercare con uno zelo impermeabile alle ragioni del buonsenso e alle regole di urlo Stato di diritto: dove non si può tollerare che le colpe dei padri - sempre che di colpe si tratti - ricadano sui figli, e che in mancanza del bersaglio grosso al quale si mira vengano colpiti dei bersagli minori ma anch'essi appariscenti perché con il bersaglio grosso hanno un legame di sangue. Mi pare che delle possibili imputazioni per cui Marina e Piersilvio dovrebbero rispondere sia incluso il riciclaggio. Il riciclaggio c'è, sono d'accordo, e risulta di tutta evidenza in questo ennesimo episodio. È il riciclaggio di un copione già visto e stravisto, l'ennesimo capitolo dell'interminabile feuilleton giudiziario di Silvio Berlusconi. È il riciclaggio della giustizia come strumento di lotta politica, è il ritorno di una tecnica - quella dell'iscrizione nel registro degli indagati - che sotto le apparenze garantiste si è trasformata in una graticola processuale e mediatica sulla quale viene tormentato per anni e per lustri chi abbia la sventura di finirci. Non si tratta solo di Berlusconi, basta pensare ad Andreotti. Questa volta la sceneggiata si arricchisce d'altri personaggi, appunto i figli del Cavaliere. Che a quanto pare erano già dei tipi loschi negli anni dell'adolescenza, e meno male solo i due maggiori sono incappati nelle maglie della legge. Gli altri che, loro, erano all'epoca bambini, ne sono usciti per questo indenni. Ma non si sa mai, ad maiora.
Chi ha avviato questa azione e questa incriminazione - o preannuncio di incriminazione - si affretterà senza dubbio ad affermare che proprio in questo momento, e salvaguardando è ovvio, tutti gli articoli e i commi di tutti i possibili codici, era indispensabile che i rigori del giure si abbattessero su Marina e Piersilvio. Si giurerà che le coincidenze cui va subito il pensiero - ossia la sintonia del nuovo atto giudiziario con un momento di particolare difficoltà propagandistica per Silvio Berlusconi - sono soltanto casuali, e che la loro sottolineatura è dovuta alla malizia di oppositori allergici alla sacralità della legge.
Tuttavia, poiché non siamo nati ieri e le urgenze sopravvenute di colpo in itinerari processuali di immane lunghezza e lentezza continuano a sembrarci singolari, diciamo che la magistratura ha a nostro avviso fatto la cosa sbagliata nel momento sbagliato.
Berlusconi può essere da chiunque criticato e dagli avversari politici incalzato per mille motivi: non può invece - se non con un uso piuttosto spregiudicato della legge - essere raggiunto tramite i figli. Oltretutto la faccenda di cui si discute - l'acquisto di diritti cinematografici, pensate un po' - non è di quelle che evocano dritto dritto il Codice penale, semmai le contrattazioni aziendali. Ci vuole molta buona o cattiva volontà per trasferirla dall'ambito degli affari a quella dei reati. Comunque stiano le cose, ci si rivolga al Cavaliere o a chi poi gli è succeduto nella gestione delle aziende dalle quali si è distaccato. Marina e Piersilvio, dirigenti di fresca data e di fresca età, non c'entrano, direbbe chiunque. Ma non sono unicamente dei dirigenti, sono figli, sapete di chi. Allora peggio per loro. "
Saluti liberali
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Citazione:
In origine postato da Pieffebi
:-00F
Tks tks; secondo me non ce la fai a superarlo...
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Ghedini protesta fuga di notizia.
Ma solo lui sapeva
E il Tg1, per non sbagliare, censura fino a tarda notte
MILANO Eravamo a fine maggio. La notizia di una svolta nelle indagini Mediaset e dell’iscrizione al registro degli indagati dei figli di Silvio Berlusconi, Marina e Piersilvio, è arrivata all’orecchio dell’avvocato Niccolò Ghedini, legale di famiglia del premier, che è piombato a Milano, ha chiesto e ottenuto conferma delle indiscrezioni ed è tornato a casa con la certezza che Marina Berlusconi era indagata per riciclaggio e ricettazione. Dopo le elezioni europee, sempre Ghedini, è stato ufficialmente informato delle indagini a carico di Piersilvio. Naturalmente è del tutto legittimo che un avvocato neghi perfino l’evidenza se ritiene che una conferma possa danneggiare i suoi assistiti. Ghedini infatti ieri ha sostenuto: «Non ne sappiamo nulla, non abbiamo notizia ufficiale e non abbiamo motivo di ritenere che ci sia un'inchiesta». È incomprensibile invece che l’avvocato scarichi, presumibilmente sulla procura, la responsabilità di una fuga di notizie che solo lui (oltre ovviamente ai magistrati e agli indagati) conosceva. «Trovo incredibile - ha detto l’onorevole avvocato - che una notizia così esca in un momento di tensione politica quasi a voler accentuare le tensioni. Per questo ritengo che sia una notizia strumentale». L’indiscrezione, come molti giornali hanno scritto, è uscita da ambienti parlamentari. La procura non ha confermato nulla alla stampa e anzi, i magistrati che seguono le indagini erano visibilmente infastiditi della sua diffusione. Un gioco delle parti? Normalmente per trovare il responsabile di un atto, si cerca il movente, ci si chiede a chi giova e sicuramente la procura milanese non aveva nessun interesse a diffondere notizie che possono danneggiare le indagini in corso. Non si può dire la stessa cosa degli indagati, dei loro avvocati e degli ambienti a loro vicini che invece si stanno facendo in quattro per ostacolare questa inchiesta.
Il tg1 in compenso ha accuratamente evitato sia la fuga di notizie sia il dovere di informare. Come rileva una nota del Cdr della testata ammiraglia della Rai, «la notizia è uscita alle 20.20 ed stata data soltanto nell'edizione della notte: e prima?».
s.r.
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Citazione:
In origine postato da Pieffebi
Questa sua risposta conferma il commento di Cervi.
Saluti liberali
Caso autostrade corruzione per la Colli
Appalti truccati: un affare da 330 milioni intorno
alla Milano-Mare. E' terremoto in Forza Italia
CLIIIIIKKK
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Beh tutti conoscono Marcellino Gavio nell'Alessandrino, e conoscono il gruppo Itinera/Codelfa/Grassetto........ e a chi è strettamente legato. L'impresa fu a suo tempo fondata da Romita senior, nel dopoguerra. Forse a Milano sono distratti o strabici.
Derthona caput mundi.
Shalom
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Citazione:
In origine postato da Pieffebi
Beh tutti conoscono Marcellino Gavio nell'Alessandrino, e conoscono il gruppo Itinera/Codelfa/Grassetto........ e a chi è strettamente legato.
Derthona caput mundi.
Shalom
Si, vabbe' ma con tutti questi "ostaggi"; non ti sembra il caso di far intervenire la Croce Rossa (:D ) o Emergency?