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Discussione: E Israele ringrazia.

  1. #1
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    Predefinito E Israele ringrazia.

    La corte internazionale dell'Aja ha letto la sua sentenza! Pollice verso per Israele. Smantellare la barriera di sicurezza perche' contraria al diritto internazionale e perche', secondo i giudici dell'ONU, non e' un deterrente del terrorismo.
    E Israele ringrazia.
    Da quando c'e' la barriera il terrorismo e' a crescita zero, e' diminuito del 90% non perche' non ci siano piu' terroristi ma perche' non passano piu'. La barriera salva le vite degli israeliani, dunque vi siete sbagliati signori giudici!
    Mentre voi della Corte leggevate il vostro responso in Israele si piangevano i morti innocenti, i bambini bruciati vivi, le famiglie distrutte e in alcuni casi scomparse del tutto. Mentre leggevate la vostra iniqua sentenza, signori giudici, Israele capiva una volta di piu' di essere l'unico paese al mondo di cui non si vuole riconoscere il diritto all'esistenza.
    E Israele ringrazia.

    I giudici dell'ONU, sprezzantemente, non hanno tenuto conto dei dati che si possono leggere sul sito del Governo di Israele, dati chiari e lampanti.
    Negli undici mesi trascorsi dalla costruzione del primo segmento di barriera all'inizio del mese di agosto 2003, fino alla fine di giugno 2004, i gruppi terroristici che fanno base in Samaria (Cisgiordania settentrionale) sono riusciti a realizzare solo tre attentati mortali all'interno di Israele. Tutti e tre questi attentati sono stati realizzati nella prima metà del 2003, causando 26 morti e 76 feriti o mutilati. (In due casi, i terroristi erano penetrati in Israele dalla Cisgiordania settentrionale attraverso punti in cui la barriera non era ancora completata; nel terzo caso, una donna terrorista era entrata attraverso il passaggio di Barta'a, utilizzando un passaporto giordano).
    Per contro, durante i 34 mesi precedenti, dallo scoppio delle violenze palestinesi nel settembre 2000 fino all'inizio della costruzione della barriera difensiva verso la fine di luglio 2003, i gruppi terroristici con base in Samaria avevano realizzato 73 attacchi mortali (attentati suicidi, sparatorie, auto-bomba) all¹interno di Israele, provocando 293 morti e 1950 feriti o mutilati.
    Di questi 73 attentati, 32 (per un totale di 45 morti e 723 feriti o mutilati) erano stati realizzati dopo l'inizio dell'Operazione Scudo Difensivo (31 marzo 2003) con la quale le Forze di Difesa israeliane erano state rischierate in tutta la Cisgiordania per la prima volta dopo i ritiri del 1994-1999.
    Il confronto fra i dati sopra citati mostra dunque un calo di poco più del 90% nel numero di attentati nella parte di Israele protetta dalla barriera: da una media di 26 attentati all'anno prima della barriera, a una media di tre attentati all'anno dopo la barriera. A questo calo, corrisponde una diminuzione di più del 70% nel numero di israeliani uccisi negli attentati: da una media di 103 all'anno prima della barriera a una media di 28 dopo la costruzione della barriera. Analogamente, il numero di feriti e mutilati è diminuito di più dell'85%: da una media di 688 all'anno prima della barriera a una media di 83 dopo la barriera.
    Quindi, alla luce di questi dati statici, possiamo tranquillamente affermare che i giudici della Corte dell Aja non riconoscono a Israele nemmeno il diritto alla difesa.
    E Israele ringrazia!

    Quando si e' aperto il processo il gruppo israeliano Zaka, con l'aiuto degli Evangelici, ha portato davanti al tribunale dell'Aja l'ultimo autobus esploso, un ammasso di lamiere contorte dentro le quali erano rimaste imprigionate e bruciate vive decine di vittime innocenti. Lo avranno visto i giudici? Lo avranno guardato bene? Avranno pensato ai loro figli vivi mentre i bambini degli israeliani contro i quali avrebbero legiferato erano morti assassinati da bombe umane?
    Avete pensato a questo signori giudici? Credo di no e per questo, per questa vostra mancanza di umanita'
    Israele ringrazia.

    Quattro anni fa Israele, incredulo, si era visto aggredire dalla piu' feroce e tremenda guerra di terrorismo mai vista al mondo. Migliaia di attentati, quotidianamente saltavano per aria autobus, ristoranti, bar, stazioni degli autobus. Nessuno in Israele era sicuro, chi usciva di casa non sapeva se vi sarebbe ritornato vivo, nessuno sapeva se avrebbe rivisto i figli o i genitori. I funerali, le lacrime, la disperazione scandivano la nostra vita. Ogni giorno per quattro lunghi.
    Il terrore, il panico erano i nostri sentimenti. Ogni giorno per quattro lunghi anni.
    In questo periodo Israele, difendendo il suo diritto alla vita colle unghie e coi denti e col suo valoroso esercito, e' riuscita a sgominare le organizzazioni del terrore.
    Arafat, il mandante, e' stato imprigionato a Ramallah, i capi piu' pericolosi sono stati ammazzati e arrestati. Ci siamo difesi strenuamente per la sopravvivenza e abbiamo vinto.
    Abbiamo vinto la sesta guerra per l'annientamento ma abbiamo fatto i conti senza l'oste perche' le vittorie di Israele chiamano sempre odio, odio implacabile e rabbia, rabbia feroce.
    Questa vittoria di Israele sul terrorismo palestinese non e' stata accettata dal mondo, gli e' rimasta la' come un cipollone che non va ne' su ne' giu' e ci ha fatto capire quanto il cipollone sia duro da digerire condannandoci per l'ennesima volta.
    Hanno dato un'altra vittoria ai nostri assassini, hanno voluto far vincere Arafat che infatti sta gongolando felice di non essere stato tradito dei suoi amichetti.
    Il terrorista piu' coccolato del mondo e' soddisfatto di voi, giudici dell'Aja. Non lo avete deluso. Gli avete dato nuova linfa vitale, gli avete coperto le spalle, avete giustificato e approvato i suoi crimini. Avete stretto la sua mano sporca di sangue.
    Giudici dell'Aja, avete sputato, insieme a lui, sui nostri morti.
    E Israele ringrazia.

    Deborah Fait.
    www.informazionecorretta.com

  2. #2
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    Predefinito

    da www.israele.net

    " Una faziosità esasperante

    Il parere della Corte Internazionale dell’Aja sulla barriera anti-terrorismo: alcuni commenti dalla stampa israeliana

    Scrive Ha’aretz: Il totale rigetto delle ragioni di Israele è esasperante. E’ ben difficile accettare la completa omissione del terrorismo palestinese da parte della Corte dell’Aja e il vago riferimento ad una “violenza” contro gli israeliani, i cui esecutori e mandanti sembrano del tutto anonimi. Nel suo fervore di presentare i palestinesi come vittime innocenti, la Corte ignora gli attentati suicidi e ogni altro attacco terroristico. Qui sta la grande differenza tra la decisione della Corte dell’Aja e quella dell’Alta Corte di Giustizia israeliana circa la barriera difensiva. La Corte israeliana ha riconosciuto la necessità della barriera per la sicurezza e ha accolto l’approccio del governo secondo cui la costruzione della barriera ha lo scopo di proteggere i cittadini e non di annettere territori. C’è un solo punto sul quale la Corte dell’Aja e quella di Gerusalemme concordano: le esigenze di sicurezza di Israele non devono ignorare i diritti della popolazione palestinese, e dunque non deve essere costruita una barriera che leda i diritti di movimento, di impiego e di istruzione. Israele ha degli obblighi e delle responsabilità non solo verso la sicurezza degli israeliani, ma anche verso le condizioni di vita degli abitanti dei territori. Solo in questo senso il tracciato della barriera deve essere riprogettato .

    Scrive Yediot Aharonot: Leggendo la decisione della Corte dell’Aja non restano dubbi: se i giudici della Corte internazionale fossero stati chiamati a decidere della legalità dell’esistenza di Israele, a maggioranza avrebbero deliberato che lo stato ebraico è un’entità illegale. La decisione della Corte, che non spende neanche una parola per condannare il terrorismo, è totalmente di parte. Tutta la colpa viene attribuita a Israele. Delle argomentazioni di Israele non ne viene accolta nemmeno una. Viceversa, tutte le affermazioni arabe e palestinesi, anche le più estremiste, sono state accolte e fatte proprie dalla Corte.

    Scrive Ma’ariv: Quella della Corte dell’Aja passerà alla storia come una delle decisioni più carenti e peggio concepite che siano mai state prese da un organismo legato alle Nazioni Unite. Ignorando completamente le legittime esigenze di Israele, giungendo al punto di non menzionare nemmeno la parola terrorismo , la Corte ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio quanto la sua opinione fosse predeterminata. La spudorata iniquità e la faziosità anti-israeliana inerenti alla sentenza renderanno più facile per Israele ignorarla. La decisione sarebbe stata molto più problematica per Israele se la Corte si fosse concentrata sul tracciato della barriera anziché sulla sua stessa esistenza . L’Alta Corte di Giustizia israeliana aveva già decretato che alcune sezioni della barriera sono illegali e aveva ordinato di ridisegnarne il percorso allo scopo di minimizzare il più possibile la quantità di terreni palestinesi espropriati per la costruzione. Se la Corte dell’Aja avesse prestato attenzione alla Corte israeliana e avesse sentenziato che il problema non è la barriera difensiva in se stessa ma il suo percorso, avrebbe contribuito ad accrescere la pressione sul governo israeliano affinché costruisca la barriera in corrispondenza o a ridosso della Linea Verde [la ex linea armistiziale fra Israele e Giordania dal 1949 al 1967], rafforzando l’idea sempre più radicata, benché errata, che quella linea costituisca il confine di fatto di Israele. Ma non è andata così. Ignorando ogni legittima esigenza di Israele e appiattendosi totalmente sulla posizione palestinese, la Corte dell’Aja si è giocata tutta la credibilità che poteva avere quale importante organismo di giurisprudenza internazionale , relegando se stessa nella parte dell’ennesima istituzione Onu politicamente corrotta e prezzolata.

    Scrive Jerusalem Post: Molte cose sono state dette e molte restano da dire sull’opinione espressa venerdì dalla Corte dell’Aja, per lo più riguardo alla competenza della Corte, alla sua capacità e alla sua ragionevolezza. Come può Israele aspettarsi giustizia da un tribunale internazionale nel quale nessun giudice israeliano ha diritto di sedere? Come può aspettarsi giustizia da un tribunale nel quale siede un giudice egiziano (che aveva già pubblicamente espresso il suo parere negativo sulla barriera prima che il tribunale si riunisse)? Come può aspettarsi giustizia da una Corte la cui competenza nella materia era stata contestata praticamente da tutti i paesi democratici rispettosi del diritto (Europa inclusa), e sostenuta invece praticamente solo da dittature? Come può aspettarsi giustizia da una Corte che accantona la questione che ha generato la necessità della barriera, cioè il terrorismo? Ma il punto non è questo. Il verdetto sarebbe scandaloso se la Corte dell’Aja fosse partita da un qualche previo standard di riconosciuta integrità. In questo caso, invece, tutti sapevano fin dall’inizio quale sarebbe stato il suo giudizio. Da tribunali farsa può venire solo una giustizia farsa . Più interessante è la questione dell’uso politico che verrà fatto di questo verdetto. Di Saeb Erekat e dei suoi epigoni sappiamo già a che velocità si sono gettati su questo documento, ultimo di una serie di risoluzioni Onu irrilevanti, faziose o interpretate in modo tendenzioso allo scopo di creare l’impressione di una causa palestinese legalmente inattaccabile. Per gli Stati Uniti, l’amministrazione Bush ha già respinto il parere della Corte dell’Aja in quanto non competente, e ha già detto che opporrà il veto al Consiglio di Sicurezza a qualunque risoluzione che scaturisse da quel parere. E il contendente Kerry è d’accordo . Resta da vedere cosa farà l’Europa.

    (Da: Ha’aretz, Yediot Aharonot, Ma’ariv, Jerusalem Post, 11.07.04)

    "

    L'Europa pensa solo, lei sì, al petrolio.


    Shalom!!!

  3. #3
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    Infatti, si parla dei fornitori degli europei. Che per il resto hanno il loro passato che parla per loro.

    Shalom

  4. #4
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    Predefinito Re: E Israele ringrazia.

    In origine postato da Misterbianco

    E Israele ringrazia.
    Così come ringraziano i palestinesi che quotidianamente vengono uccisi (sono tutti terroristi?), così come ringraziano i palestinesi a cui la casa viene distrutta, così come ringraziano i bambini palestinesi che muoiono sotto i carriarmati, così come ringrazie il popolo palestinese a cui viene negato il diritto ad avere uno Stato.

  5. #5
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    Il diritto ad avere uno Stato arabo di Palestina è stato sancito dalle Nazioni Unite fin dal 1947, con il medesimo provvedimento con il quale si stabiliva la spartizione della Palestina fra arabi ed ebrei e la nascita dello Stato di Israele. Gli arabi si guardarono bene dal fondare uno Stato arabo di Palestina in osservanza della risoluzione dell'ONU e aggredirono lo Stato d'Israele il giorno della sua nascita. Dopo la guerra di indipendenza israeliana, scatenata dall'aggressione di 5 nazioni arabe e dal filo-nazista Muftì di Gerusalemme ...le terre arabe di Palestina ben lungi dal costituirsi in uno Stato arabo Palestinese... furono confermate sotto la sovranità, la Cisgiorndania, del Regno di Transgiordania (poi Giordania) e la striscia di Gaza, della Repubblica Araba di Egitto. A ben dimostrare che per gli arabi lo Stato Palestinese è nato come obiettivo, al solo fine della distruzione di Israele, solo dopo, che a seguito l'ennesima aggressione per cacciare in mare "i sionisti", tutta la Palestina è finita sotto il controllo israeliano. Da ultimo Arafat ha rovesciato il tavolo delle trattative addosso a Clinton e Barak e scatenato una nuova ondata di terrorismo criminale, dimsotrando che la Pace e lo Stato indipendente non è un obiettivo per gli arabi palestinesi e i loro capi, superiore a quello strategico dell'annientamento di israele. Abu Mazen, che aveva preso la pace e la road map sul serio, è stato costretto a dimettersi...
    Che i palestinesi ringrazino i loro capoccia miopi e terroristi. Di tutto.

    Shalom

 

 

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