Umberto Bossi sta male. Tutti al suo capezzale. Umanamente dispiace, certo. Ma dispiace anche per quelli che Bossi forse continua a considerare esseri umani di "serie B", sottosviluppati, extra-extracomunitari, dell'Europa e della sua padania (c'è del voluto nella "p" non maiuscola): sono 37 sciagurati figli di un dio minore, di un continente anoressico, piagato e tuttoggi sotto il gioco spregevolmente sadico dell'appropriazione imperiale di tutto ciò che ancora di prezioso vi è in Africa.
Quei 37 sventurati figli di un dio troppo minore, che si chiama vendetta del mercato - dominio del capitale, sono sudanesi o ghanesi o di chissà quale altro Stato dell'Africa nera o subahariana o della regione dei laghi rossi del sangue dei macelli tra Hutu e Tutsi.
La destra, Bossi e Fini, ha fatto una legge ben tristemente nota per la sua palese incostituzionalità ma, ancor più nota, per la sua intrinseca alienazione da tutto ciò che è sinonimo di umanità, anche dai più belli elementari valori scritti dai quattro Evangelisti.
Questa legge, o per meglio dire la sua insufficienza umana e costituzionale, vogliono ora buttare a mare quei 37 uomini e ha, comunque, già fatto in modo di non riconoscere un capitano e il suo vice come due persone che hanno cercato di salvare la vita a 37 poveri cristi. No! Questa cultura eccelsa della destra populista del cavaliere di Arcore, tratta il capitano tedesco e il suo vice come due negrieri, come due scafisti della mafia italo-albanese. Li arresta con l'accusa di essere dei trafficanti di esseri umani!
Quando il diritto arriva a rendere impossibile la distinzione della più palese, elementare, lapalissiana veridicità dei fatti, ebbene questo non è più diritto, ma un cumulo di rovine morali per un Paese, per un Popolo.
Chiediamo il diritto di rifugiati per i 37 scampati ai pericoli delle guerre d'Africa e del mare, e la libertà totale e le scuse del Governo per il capitano e il suo vice.
E poi... non sarebbe male, ma non vorrei chiedere troppo... (!), ritirare anche le nostre truppe "di pace" dall'Iraq.
Grazie Signor PresDelCons.
Marco
www.solidarityiraq.org




Rispondi Citando