LA DIVARICAZIONE COLLA U.E.



Un Paese le cui istituzioni inciampano frequentemente nella cattiva gestione, un Paese che considera la cattiva gestione non come l' eccezione, ma come routine (v. lettera "La Barca va.."), un Paese che non si chiede "quali sono le cause della cattiva gestione eretta a sistema", é un Paese che ha pochissime possibilità di rialzarsi. In quel Paese l' economia non ha nessuna speranza di ripartire, nell’ epoca del villaggio globale.

In maniera molto sintetica, il divario del sistema Italia dall’ Europa, é legato ai seguenti fenomeni recenti.

Le vecchie abitudini, recentemente allargatesi, di approssimare invece di approfondire, di fermarsi a metà strada piuttosto che completare, di essere di bocca buona piuttosto che rigorosi, di accettare la faciloneria e l’ insipienza di tanti funzionari pubblici mal formati, privi di efficienza e di capacità.........hanno portato all’ incapacità, impunità e menefreghismo degli stessi. Essi hanno spesso preso l’ abitudine all’ insuccesso, alle chiacchiere, alla demagogia, al doppio linguaggio (dire ma non fare), piuttosto che alla realizzazione dei dirittti dei cittadini. Conseguenze: la costituzione non si puo’ sempre applicare.....

I cittadini , a furia di vedere per decenni insuccessi e fallimenti, senza poterne spiegarne le ragioni, hanno reagito con scetticismo e rassegnazione ad uno scenario fallimentare, che essi considerano una fatalità.

Ormai lo stivale é governato dal lassismo e confusione. Né si vede una rivoluzione organizzata. E vero che ci sono tanti scontenti, ma organizzarsi é difficile per gli Italiani. Tanto vale appoggiarsi ad un padrino........

CHIAMIAMO IL PAESE A CONFRONTARSI COLLE SUE RESPONSABILITA ?

Bloccaggi, se non paralisi, che fare ? Instaurare di nuovo, con interventi decisi, quel realismo e quell’ iniziativa che sono stati la molla del dopoguerra?

Per trovare le cause del degrado diffuso, una sola, io credo sia la strada sicura: esaminare il divario, che é in accelerazione, fra Italia ed Europa.

Le fondamenta dell’ attuale società italiana:

- accettazione della confusione, mancanza di regole (che siano accettate da tutti);
- l’ incertezza del diritto nella vita civile come routine;
- rassegnazione alle sopraffazioni, alla superficialità, alle improvvisazioni, alle leggerezze, in particolare da chi riveste responsabilità pubbliche;
- supporre che la diffusione del degrado possa arrestarsi da sola. Infatti non si discutono seriamente contromisure efficienti.

E’ illusorio pensare di conservare il Paese nel gruppo dei Paesi industriali, se restano inalterate le attuali fondamenta della società. Le evoluzioni sociali, la degradazione e il peggioramento dei comportamenti italiani, in tante regioni, in tanti settori, hanno già determinato:

- perdite di efficienze diffuse in tanti settori;
- calo di competitività e affidabilità del prodotto italiano;
- calo della qualità di alcuni servizi offerti al cittadino italiano, i quali hanno, anch’ essi, un impatto sulla competitività del “made in Italy”.

E’ necessaria un’ attenta riflessione, per individuare le cause scatenanti del degrado e per definire gli strumenti necessari per poter gestire un Paese a livello europeo.

Creare una frattura decisa e chiara fra i comportamenti sociali deteriori attuali (affossatori del Paese) ed una nuova mentalità europea di rigori contabili, di osservanza della legge, di punizione piuttosto che di misericordia, di capacità decisionali e responsabilità, di apprendimento della serietà.

L’ unica possibilità per evitare al Paese di attraccare sulle coste del Sudamerica, sarebbe basata su:

- governi solo tecnici con premiers di alta autorità morale, per almeno tre anni;
- presidenti del parlamento capaci e realisti, che sappiano imporre discussioni tecniche e rifiutino il sistema della pezza a colore, del rinvio.
- una squadra ben scelta (dagli imprenditori ?dai movimenti ?) che prepari un programma di:
a) rimozione delle cattive abitudini sociali;
b) diffusione di una nuova cultura e di nuovi comportamenti responsabili nelle strutture pubbliche;
c) emarginazione di scontri e discorsi da steccati ideologici, della demagogia, delle chiacchiere vaghe. Iniziare ad essere costruttivi (si puo’ imparare.)

Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr

(disponibile per una presentazione organica sulle cause sociali dei guai italiani)
Le grosse differenze, fra sistema Italia e Paesi della U.E., sono analizzate nelle Lettere dall’ Europa (le cui coordinate sono riportate sotto).

E’ vitale individuare le cause primarie della deriva, prima di discutere gli interventi correttivi. Le prime analisi a largo raggio in tal senso sono pubblicate in:

http://angrema.blogspot.com
www.accademiaonline.net (le lettere dei mesi precedenti sono nell’archivio del sito)