Parziale stop della Consulta alla legge 'Bossi-Fini' sull'immigrazione. La Corte Costituzionale, infatti, ha dichiarato in parte ''illegittima'' la legge che riguarda le espulsioni coatte e l'arresto obbligatorio dei clandestini recidivi. In particolare, la Consulta ha dichiarato illegittimo che l'immigrato possa essere espulso, dopo essere comparso davanti ad un giudice, senza contraddittorio e senza possibilita' di difesa.
In particolare, nella sentenza 222 redatta da Guido Neppi Modona, i giudici costituzionali hanno dichiarato ''l'illegittimita' costituzionale dell'art. 13, comma 5-bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (testo unico delle disposizioni sulla disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), introdotto dall'art. 2 del decreto legge 51 del 2002 (sull'accompagnamento coatto alla frontiera) nella parte in cui non prevede che il giudizio di convalida debba svolgersi in contraddittorio prima dell'esecuzione del provvedimento di accompagnamento alla frontiera, con le garanzie della difesa''.
Secondo i giudici costituzionali l'art. 13 comma 5 bis va dichiarato illegittimo perche' ''lo straniero'' che ''viene allontanato coattivamente dal territorio nazionale senza che il giudice abbia potuto pronunciarsi sul provvedimento restrittivo della sua liberta' personale'' fa vanificare ''la garanzia contenuta nel terzo comma dell'art. 13 della Costituzione e cioe' la perdita di effetti del provvedimento nel caso di diniego o di mancata convalida ad opera dell'autorita' giudiziaria nelle successive quarantotto ore''. E non e' solo violata la ''liberta' personale'' ma anche il ''diritto di difesa dello straniero nel suo nucleo incomprimibile''.




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