affatitaliani.it:
Pericolo (quasi) scampato/ Ecco la strategia leghista anti-Follini: così non resteremo col cerino in mano
15 luglio 2004
Ma quale Lega nell'angolo. Ma quale Carroccio sconfitto che si lecca le ferite e rimpiange il Senatur bloccato in una clinica svizzera. Ieri sera, all'Hotel Bologna, a pochi passi da Montecitorio, nel cuore di Roma, il movimento di Umberto Bossi ha riunito i parlamentari di Camera e Senato per valutare la situazione politica al termine di una giornata ricca di colpi di scena. Un'ora e mezza di dibattito, presenti tutti i big: da Maroni a Calderoli, da Cè a Giorgetti.
E l'analisi, secondo quanto risulta ad Affari, è stata unanime: a questo punto le possibilità che il federalismo venga approvato entro il 2006 sono praticamente nulle, ma il tempo gioca a nostro favore. In pratica, se venerdì il Consiglio Nazionale dell'Udc non deciderà l'appoggio esterno (e il Carroccio non ha dubbi considerando la pressione dei centristi 'governativi' su Follini) il pericolo sarà scampato. Ma quale pericolo? Quello di un Governo tecnico che potesse cambiare la legge elettorale in senso proporzionale.
Il ragionamento delle truppe padane è semplice: se l'Udc fosse andato fino in fondo avrebbe potuto trovare la sponda del Quirinale e di una parte dell'opposizione per dar vita, prima della pausa estiva, a un Esecutivo guidato da un'autorevole figura istituzionale, magari Mario Monti. Un Governo con l'obiettivo dichiarato di portare a casa una Finanziaria concertata, con l'ok di Confindustria e sindacati (almeno Cisl e Uil), e di rifare la legge elettorale. Per poi andare alle Politiche nel 2005, assieme alle Regionali, in un quadro politico completamente diverso.
A questo punto, però, secondo lo stato maggiore del Carroccio, se si riuscisse ad arrivare a fine mese, e quindi a settembre, la minaccia sarebbe disinnescata. Dopo le vacanze, infatti, si inizierà a discutere di Finanziaria e sarà troppo tardi per dar vita a un Governo tecnico. Non solo, a settembre ci sarà l'appuntamento con il federalismo alla Camera. E su questo fronte la strategia leghista è chiara: se l'Udc votasse contro ma il provvedimento passasse (i numeri alla Camera potrebbero permetterlo), i centristi sarebbero di fatto fuori dalla maggioranza. E se il ddl dovesse essere bocciato per colpa di Follini, a quel punto la Lega potrebbe uscire dal Governo senza rischiare di rimanere con il cerino in mano.
Il tutto è legato all'attuale legge elettorale: il movimento di Bossi è infatti convinto di non perdere nulla andando al voto con l'uninominale. "Se andiamo da soli, con una campagna elettorale forte, portiamo a casa un 40 deputati, più di quanti ne abbiamo oggi. E se andiamo con Forza Italia e An, senza Udc, ne prendiamo 50-60 e governiamo senza i democristiani. Tanto in Italia la sinistra non vincerà mai più", commenta con Affari un deputato del Carroccio.




Rispondi Citando
