Il catechismo sul cattocomunismo
di Alessandro Gianmoena
Intervista a Gianni Baget Bozzo di Alessandro Gianmoena
Chi sono i cattocomunisti?
I cattocomunisti sono coloro che ritengono che una fede senza l'immortalità dell'anima e senza la Provvidenza divina sia la stessa cosa di un comunismo della rivoluzione. Sono due religioni che hanno perso la fede e vogliono continuare ad esistere come religioni.
Cosa unisce comunisti e cattocomunisti?
L'odio contro Berlusconi. I comunisti, avendo perso la speranza di rivoluzione non possono avere altro che un sentimento che l'odio contro una persona nemica, che sostituisce l'avversario di classe. Quei cattolici che sono divenuti cattocomunisti sostituiscono il sentimento della solidarietà con il peccatore l'odio per chi rappresenta il peccato. Sia la lotta contro il nemico di classe che la lotta contro il peccato divengono per i cattocomunisti e per i comunisti, la lotta per l'annichilimento dell'avversario.
Prodi è un cattocomunista?
Romano Prodi ha deciso di cavalcare il cattocomunismo come strumento del suo compromesso con i poteri economici e finanziari: lo ha fatto fin da quando era presidente dell'Iri negli anni 80. Non avendo più la classe come categoria i comunisti vedono in Prodi l'uomo che sostiene il loro accordo con il cattocomunismo predicando l'annichilimento di chi sostiene l'ordine occidentale.
Rosy Bindi è cattocomunista?
La Bindi rappresenta l'espressione perfetta dell'odio teologico: di quello religioso e di quello ateo. E' una "Passionaria" senza passione.
Perché dite che il pensiero cattocomunista è nichilista?
Caduta la rivoluzione di ottobre, gli anni comunisti divengono, come diceva un cartello di Leningrado non ancora San Pietroburgo "una lunga marcia verso il nulla". Avendo perso la rivoluzione, i comunisti conservano l'annichilimento dell'avversario come persona fisica, l'unica realtà che sia loro rimasta dopo la fine del marxismo cioè del loro pensiero sulla società.
I cattocomunisti vedono la persona fisica di colui che è definito peccatore la realtà del male da annullarsi non spiritualmente ma fisicamente.
Perché è stato possibile nella Chiesa il cattocomunismo?
Come premessa storica, vi è la lunga partitizzazione del cattolico in politica attorno alla Dc. L'unità politica dei cattolici venne distrutta da Berlusconi nel'94 quando l'elettorato cattolico votò per lui invece del partito di Martinazzoli che ancora godeva dell'appoggio ecclesiastico. Ma alla base di ciò vi è la riduzione del cristianesimo a ideologia sociale dell'eguaglianza con l'"opzione per i poveri" che ha lentamente condotto a vedere nella società tecnologica, nei consumi, nella comunicazione la dissoluzione della morale e della religione.
Vinceranno i cattocomunisti?
Come è accaduto nel '96, essi forti solo del loro odio, non sono una forza di governo ma solo una setta religiosa gnostica.
Che rapporto vi è tra pacifismo e cattocomunismo?
Per la Sacra Scrittura e per la Tradizione cattolica, l'autorità politica "porta la spada", questa è la sua principale funzione. Lo Stato non è la società ma è la difesa di essa da ogni forma di violenza che all'uomo sia possibile combattere. Per questo la decisione ultima sulla pace e sulla guerra spetta agli Stati e non alla Chiesa, che è tenuta a "dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che di Dio".
I cattocomunisti sono stati pacifisti perché rinnegano l'ordine naturale e la Provvidenza divina, nel cui ordine il potere dello Stato, come ogni altro potere, ha una funzione e porta il limite stesso della sua funzione.
Alessandro Gianmoena




Rispondi Citando