Welcome
C'è una stanza per te qui dentro
aprila, lascia che il buio vi entri
chiudila, gettane via la chiave
così ti amalgamerai col buio
e la tua mente sarà un solo vortice nero
lentamente ti perderai in esso
e niente verrà a disturbarti nei secoli
Welcome
C'è una stanza per te qui dentro
aprila, lascia che il buio vi entri
chiudila, gettane via la chiave
così ti amalgamerai col buio
e la tua mente sarà un solo vortice nero
lentamente ti perderai in esso
e niente verrà a disturbarti nei secoli


Welcome
S'è fermata sulla soglia
e ho sentito suonare una campana
e pensavo tra me e me
"questo può essere il paradiso oppure l'inferno"
Poi accese una candela
e mi mostrò la via
Voci nel corridoio
credo che dicessero:
"Welcome to the Hotel California
Such a lovely place
Such a lovely place
Such a lovely face
Plenty of room at the Hotel California
Any time of year
Any time of year
You can find it here
You can find it here"


[VERSE:]
I'm all alone in this hotel room
The fear inside of me is uncontrolable
I hear the cops, see the sun the sky is blue
And all I can think about is being with you
Guess I'm all alone again
[CHORUS:]
So, do ya think you know the way I feel
And do you think you feel the way I do
Cause I am all alone, all my friends are home
And soon I'll be there wishing I was here
[VERSE:]
Never once did I seem to care
If I didn't have anybody near
But now I do and I don't know what to say
I feel lost in every possible way
Guess I'm all alone again
[CHORUS:]
So, do ya think you know the way I feel
And do you think you feel the way I do
Cause I am all alone, all my friends are home
And soon I'll be there wishing I was here
Do ya think you know the way I feel
And do you think you feel the way I do
Cause I am all alone, all my friends are home
And soon I'll be there wishing I was here
Wishing I was here
[BRIDGE:]
Wanna call you but I know I can't call you
Wanna see you but I know I can't see you
Wanna touch you but I know I can't touch you
Wanna be inside of you
Wanna call you but I know I can't call you
Wanna see you but I know I can't see you
Wanna touch you but I know I can't touch you
Wanna be inside of you, wanna be inside of you
[CHORUS:]
Do ya think you know the way I feel
And do you think you feel the way I do
Cause I am all alone, all my friends are home
And soon I'll be there wishing I was here
Do ya think you know the way I feel
And do you think you feel the way I do
Cause I am all alone, all my friends are home
And soon I'll be there wishing I was here
(Do you know the way I feel) Wishing I was here
(Do you know the way I feel) Wishing I was here
(Do you know the way I feel) Wishing I was here
(Do you know the way I feel) Wishing I was here
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.
Inferno? Paradiso? No: aldilà del bene e del male. Non ci spendiamo in falsi moralismi qui al Darkside...anzi, meglio lasciarli fuori della porta in modo che non ci inciampino gli altri ospiti.
(è tutto ancora in costruzione, le stanze e le storie aumenteranno di pari passo. SE...
ah, dimenticavo: non abbiamo la jacuzzi.)


NON ABBIAMO LA JACUZZI
L'uomo grugnì.
E allungò i dieci dollari allo stanco portiere, Jap, semiaddormentato.
Poi - il viso sempre nell'ombra per via del cappello ben calcato - salì con passo pesante alla 12.
Non scese più. Dopo 24 ore Jap salì a bussare.
Nessuna risposta.
Notò con orrore - ma non con stupore - una sottile striscia rossa che usciva da sotto la porta fino alla fessura nel pavimento, dove si perdeva.
La porta non era chiusa; la stanza era avvolta in una penombra ostile quando Jap entrò, con cautela.
Un forte ronzìo: le grandi pale del ventilatore stavano ruotando alla massima velocità sopra di lui lasciando cadere piccole gocce di un liquido scuro.
Vide prima la mano, a palmo in su sul pavimento che pareva indicare la porta. Più discosto un mucchio di viscere sanguinolente. Poi una chiazza di sangue. Una gamba, mozzata sopra il ginocchio. Altre viscere. Un braccio senza mano. Materia cerebrale sparsa ovunque. In fondo un informe tronco umano privo degli arti e della testa.
Jap scosse la testa e sputò sul pavimento.
- Cazzo! è il terzo in un mese... bisognerà mettere la Jacuzzi; così forse la smetteranno di farsi l'idromassaggio col ventilatore...
quando ti sei presentata in ricezione non ho avuto nessun problema a farti ammettere malgrado il portiere di notte, sai quel giovanotto con gli occhi all'insù e l'accento suspiciosamente fiorentino, cercasse in ogni modo di dissuadermi. Occhiali da sole...pelle fresca di tomba...e quel tuo tic così terribilmente sexy di passarti di continuo la lingua sulle labbra. "Strano, mi ricorda proprio un vampiro." Non è strano, gli ho risposto, è appunto quel che è: fuggita da un romanzo troppo angusto per contenerne le intime contraddizioni di essere umano, vampiro e perdipiù inequivocabilmente ed irrimediabilmente femmina.
Non so se ho fatto bene ad accoglierti, in fondo potresti ritrovarti in una trappola perfino peggiore di quella alla quale sei sfuggita. Vedremo, in fondo tutto dipende da come si evolverà questa storia.
Ma per ora mi piace sentirmi intorno la tua presenza sottile ed inquietante. E quando sei in vena (non in quel senso!!!) mi fai letteralmente sganasciare...ma, dico, è mai possibile che ogni volta che non trovi nel minibar la tua quotidiana razione di flaconcini rossi tu debba regolarmente far fuori qualcuno?


"Thank you, the room has a lovely view. I appreciate that".
Mi piace quando mi dicono ciò. Soprattutto se è una di quelle stanzette al quinto piano. Piccole, strette, senza piatto doccia. L'unico vantaggio è la vista, proprio di fonte al cupolone. Però ricordo come ero inquieto quando me lo disse quella ragazza americana ben vestita: con un tono triste, demoralizzato, ma al contempo soddisfatto.
Proprio un paio di notti prima avevano dato in tv il film di Visconti "morte a Venezia", e mi ricordai quell'articolo di giornale che parlava della terribile moda di alcuni giovani (soprattutto americani ben istruiti) che avevano scelto di andare a Venezia e suicidarsi dopo una delusione d'amore, per emulare il protagonista del libro di Mann. E pensai "E se questa volesse fare lo stesso ma nella città del Rinascimento? E se si butta dal terrazzino, proprio di fronte alla cupola del Brunelleschi?"
Per fortuna non accadde niente, e la ragazza partì qualche giorno dopo, con la stessa espressione triste dipinta sul volto.
Però da allora, quando viene in albergo un giovane solo e chiede di una camera singola, gli vendo solo quelle al primo piano.
Just in case...
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


Un altro uomo entrò nella stanza... e poco dopo si udì un urlo disumano
- Aaaaahhh ! Ma chi cavolo... ?! -
- Che succede, boy ? - chiese il professore, stancamente, alzando appena la testa dai suoi libri
- La luce spenta, la notte buia, il pomodoro per terra... e una sedia in mezzo alla stanza... diavolo, con questo buio come facevo a vederla ? Ahi, ahi, ohi ohi -
Un uomo uscì dalla stanza, massaggiandosi il ginocchio dolorante... l'espressione del suo viso non lasciava trasparire niente di buono...


Or the Dark Whale
Chiamatemi Mircalla.
Alcuni anni fa - non importa esattamente quanti - avendo in tasca poco denaro, o forse non avendone affatto, e non avendo nulla di particolare che mi trattenesse, pensai di andarmene un poco per hotel.
È il sistema che uso per scacciare la tristezza e tenere sotto controllo la circolazione... ehm... del sangue.
Il portiere capì subito che la diafana inquilina della stanza 12 era un problema: ma il direttore lo tacitò con una occhiata velenosa. La prima notte presi il giovane rappresentante di commercio della 24; ne lasciai poco poco, da non sfamare neppure i gatti del vicolo dietro all'hotel. Poi fu la volta di Deedee, il sommelier, che mi diede un po' alla testa per quanto Brunello aveva nelle vene: il direttore si impiccò la sera dopo, quando mi sorprese proprio su Jap, il portiere.
Uno alla volta, cominciai a farmi gli altri ospiti osservando con piacere la loro disperata e inutile ricerca di legno di frassino o pallottole d'argento. Li dimezzai in due settimane.
Terrorizzati, i pochi inquilini rimasti ancora al Darkside calarono corde, fatte con lenzuola intrecciate, dalle finestre e si dileguarono nell'oscurità.
Tutto ricadde, e il gran sudario della notte tornò a stendersi come si stendeva cinquemila anni fa.


Sono Mick, non Michael o Mickel, solo Mick.
Sono il ragazzo che vi accompagna in camera, quello che guardate con fastidio mentre tende la mano invece di sparire dalla vostra vista....
Lavoro in questo hotel ormai da tanto tempo, e conosco storie che vi farebbero scappare a gambe levate, ma ho imparato che al Darkside non si deve parlare di queste cose, a meno che non si voglia incontrare il Direttore.
Ricordo, tanto tempo fa, una ragazza, mi pare si chiamasse Laura.
Faceva le pulizie al quinto piano; raccontava di come non avesse mai potuto pulire la 512.
Nessuno poteva entrare nella 512, nessuno ci si avvicinava volentieri; se aveste cercato la finestra nella facciata ovest, avreste notato che era stata murata.
Una chiazza di vernice più scura marcava il posto dove si trovava la vecchia finestra.
Laura diceva sempre che, quando si trovava a pulire le stanze, accanto alla 512 succedevano cose strane.
Rumori dai muri, quadri che si muovevano da soli e la sensazione di avere qualcuno che ti spia da dentro l'armadio a muro, Laura non era una ragazza curiosa e quindi cercava di non pensarci e di fare il suo lavoro; però aveva la lingua lunga e quindi il Direttore le volle parlare.
Nessuno ha mai saputo dove sia andata Laura, nessuno sa spiegare perchè i suoi pochi oggetti furono gettati nell'immondizia e , sopratutto, nessuno spiegò mai cosa ci faceva la sua cuffirtta bianca infilata sotto la porta della 512.
Ora devo andare, arrivano nuovi clienti, vanno al quinto piano, speriamo siano generosi....
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