Ineccepibile questo articolo dal sito online del quotidiano dei vescovi cattolico-romani italiani ....
da www.avvenire.it
" DOPO TANTE ESIBIZIONI
IN SILENZIO METTETEVI AL LAVORO
Giorgio Ferrari
L'ascesa di Domenico Siniscalco alla poltrona che fu di Quintino Sella (e, da ultimo, di Giulio Tremonti) potrebbe in fondo rivelarsi una notizia confortante per gli italiani. Il personaggio, già direttore generale del Tesoro e amico di lunga data del ministro uscente (faceva parte negli anni Settanta dei famigerati "Reviglio boys", la covata dalla quale è uscito lo stesso Tremonti, che poi se lo porterà a Roma nel 2001), ha robuste competenze in materia, un profilo tecnico di prima classe e offre il vantaggio di una continuità che la scelta di un personaggio esterno o estraneo al dicastero economico non avrebbe garantito.
Certo, viene spontaneo osservare che un ministro in disgrazia è stato sostituito dal suo sottoposto. Ma probabilmente le cose non sono così banali. Non è da escludere infatti che quella di Siniscalco (tecnico apprezzato anche dalla sinistra) si riveli una sorpresa in qualche modo annunciata: non sarà la fotocopia di Tremonti né il prosecutore di quella "finanza creativa" che ha contraddistinto gli anni del ministro valtellinese in via XX Settembre. Svilupperà probabilmente - par di intuire da alcuni spunti che si è avuto modo di cogliere di prima mano - una politica economica più ancorata al rigore e alla stabilità del bilancio e dei prezzi che alla rincorsa un po' favolistica di un ottimismo di maniera, vizio che contraddistingue da qualche tempo vari ministri economici dell'Unione europea, costretti dalla cattiva congiuntura a sperare in futuro che puntualmente si allontana.
Ma se con la nomina di Siniscalco si chiude tecnicamente la partita del ministero dell'Economia, sul piano politico c'è la sensazione che quella di ieri si stagli nel proscenio romano come una soluzione quasi paradossale. Dopo tutta questa tensione, tutto questo fremere, questo amplificarsi di scricchiolii, di r umori di sciabole nel buio, dopo una girandola di offerte, di ipotesi di smembramento del ministero in cinque o sei dicasteri che andavano dal Mezzogiorno alle rinate Partecipazioni statali, dopo grandi rifiuti, minacce di fuga, ritorsioni, ultimatum, dopo tante esibizioni di un'astuzia impotente, la soluzione Siniscalco riconsegna al Paese un ministero rimasto integro con un tecnico a custodia dei rubinetti della politica.
Come dobbiamo chiamarla questa? Con il scespiriano Molto rumore per nulla? Pomposità a gogò. Se Gianfranco Fini, che fu il primo a reclamare una cabina di regia per governare collegialmente la politica economica sottraendola alle cure esclusive (e qualche volta elusive) di Tremonti si imporrà davvero come stratega e partner di primo piano insieme al premier nella gestione della politica economica, lasciando al "tecnico" Siniscalco il compito di interpretare l'indirizzo che gli verrà dai politici, potremo dire che la sostituzione di Tremonti sia servita almeno a questo. Altrimenti l'esito sarà vieppiù beffardo.
C'è un'aria di déjà vu nello spettacolo che abbiamo avuto davanti agli occhi in questi giorni. E non è un bel rivedere. Ritorna anche un antico ammonimento che forse avevamo scordato: mai prendere troppo sul serio i politici. Speriamo almeno che ora - finito il teatrino - si mettano, in silenzio, al lavoro. Ce n'è molto, come dovrebbero sapere .
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Saluti liberali




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