
Originariamente Scritto da
Grifo
Ma non c'è niente che obblighi a formalizzare una chiave di lettura invece che un'altra, nel caso tuo e di Feliks "una delle due" (o accetto il sistema capitalista così com'è o edifico il sistema comunista) perchè si finisce appunto in teorizzazioni perfette che magari potevano valere per una certa epoca e una certa realtà ma non vanno più bene dieci o cinquanta anni dopo.
Mi spiego.
L'uomo primitivo accerta che le piroghe spesso affondano.
Uno lo accetta come dato di fatto, un altro vuole evitare di navigare.
In realtà a un certo punto si inventa la barca che affonda "molto di meno" della piroga. Ma anche le barche a volte affondano!
Ad un certo punto nascono diversi tipi di barche adatte per i diversi tipi di condizioni marine, ma pure quelle ogni tanto affondano...
Così nasce la Caravella che è la prima barca in grado di affrontare l'oceano, poi il Galeone che è meglio della Caravella e così via...
Resta il dato di fatto che ogni tanto le navi affondano (e gli aerei cadono, e i treni deragliano...) e quindi su questo si possono continuare a costruire le teorie, se muoversi o non muoversi, ma la realtà delle cose resta dinamica, procede per innovazione che deriva dalla conoscenza, che è il vero valore aggiunto e quindi il vero motore dell'economia (fateci caso, gli animali non hanno sistemi economici)
Solo a Roma vanno fallite circa 3.000 aziende l'anno.
E' fisiologico in un sistema dinamico (eh, se uno insiste a fare le piroghe mentre l'altro fa già le barche!) e quindi avviene una selezione naturale fra chi è capace di "interpretare", "prevedere", "innovare" e chi no, in questo senso mi sta bene.
Ma ora dobbiamo necessariamente passare al "sistema" all'interno del quale si producono le navi, posto che maggiore è il livello tecnologico e di maggiore complessità sarà il relativo sistema economico (da un tizio che scava un tronco si passa a Fincantieri che è in grado di produrre intere flotte di navi militari supersofisticate)
E come voi sapete in un sistema complesso deve esistere una specializzazione dei ruoli (è la famosa "efficienza") e la "sinergia" (sarebbe che la somma algebrica delle singole efficienze da un risultato superiore di quello che sarebbe in termini assoluti)
Se una sola delle specializzazioni (banche, fonderie, università, energia, etc) smette di svolgere il suo ruolo mi crolla tutto il sistema, e il sistema arretra.
Se le banche, che hanno la "licenza" di raccogliere risparmio pubblico per formare capacità di credito e finanziare il sistema, ad un certo punto decidono che coi depositi ci si comprano le pastarelle e mi fanno crollare il sistema io gli tolgo la licenza e la do a un altro che vuole coprire quella specializzazione rimasta scoperta.
In pratica il "governo il sistema economico".
La singola banca, la singola impresa, la singola università, potranno decadere, fallire, rigenerarsi, ma il sistema economico mi continua a funzionare.
Chi si vuole comprare le pastarelle si associa, capitalizza una impresa coi soldi propri (e veri, non con le cambiali) e si compra tutte le pastarelle che vuole, a tonnellate. Può tranquillamente imbarcare azionisti, può fare quello che vuole tranne comprarsi le pastarelle coi soldi dei depositanti.
Lo so che mi tocca parlare per parabole come Gesù Cristo, ma a me sembra del tutto ovvio che i sistemi più sono complessi e meglio vanno governati, sennò si sfasciano; Si ritorna a quello che scava la piroga con il fuoco e l'ascia di pietra, poi va a fare il collaudo e se lo mangiano i coccodrilli.