I quotidiani (solo loro e nemmeno tutti) riportano oggi una notizia di una gravità inaudita: il premier Berlusconi ha rilasciato un quarto d'ora di dichiarazioni politiche durante lo svolgimento delle elezioni, subito all'uscita del proprio seggio elettorale. Dichiarazioni che oltretutto miravano a pubblicizzare Forza Italia e l'operato del governo, a denigrare l'opposizione, a scoraggiare il voto per i piccoli partiti. Un comizio elettorale bell'e buono, tenuto davanti agli organi di informazione, a tempo ampiamente scaduto, a tradimento, alla faccia delle più elementari regole democratiche, con la protervia sfacciata e raccapricciante di chi si sente più in diritto degli altri.
La gravità del fatto è poi accentuata dal comportamento dei telegiornali, che hanno dimostrato in larghissima parte una pelosa doppiezza. Ed è su questo che vorrei discutere.
Il Tg4 ha fatto beotamente da cassa di risonanza riportando per intero le dichiarazioni del premier e tagliando solo i passaggi più scomodi. Con questo pensando di fare un servizio alla nazione e soprattutto al padrone-editore-capo del governo.
Il Tg1 e il Tg5 invece hanno fatto gli struzzi. Testa sotto la sabbia e notizia censurata. Cioè, con la scusa di non turbare lo svolgimento delle elezioni e di non contraddire le regole, hanno direttamente "cassato" l'avvenimento.
Non so cos'abbia fatto Studio Aperto ma non mi interessa, quella è carta da culo virtuale.
Mentana e Mimun all'unisono hanno detto: "Se avessimo dato la notizia avremmo anche dovuto trasmettere il contenuto del discorso del premier e questo sarebbe andato contro la legge". Il sillogismo esiste solo nella loro ipocrisia.
Chi l'ha detto? Un conto è la notizia, un conto sono le regole.
La notizia è che il premier ha contraddetto la legge ed ha esternato dichiarazioni politiche influenti durante lo svolgimento delle elezioni. Questa è la notizia e non andava certo taciuta.
Poi ci sono le regole, che impongono un silenzio che non alteri il corso del suffragio. Appellandosi a queste regole essi avrebbero dovuto evitare di trasmettere il contenuto del messaggio.
Così avrebbero realmente reso servizio alla loro professionalità e alla nostra democrazia. Salvaguardando da un lato la completezza e la trasparenza dell'informazione. Dall'altro evitando che il trasgressore beneficiasse di alcun megafono illegale e lasciando che si esponesse unicamente alla pubblica riprovazione.
Il tutto senza alcuna malizia e con severa naturalezza, perché il primo danneggiato dalla violazione, com'è normale che sia, dev'essere il trasgressore. E' una questione insieme educativa e di giustizia.
Purtroppo la nostra democrazia negli ultimi dieci anni si è molto, ma molto deteriorata. Questo ne è uno dei tanti esempi. Mezza Italia non se n'è accorta, fa finta di non accorgersene, oppure è contenta così, perché democratica non è mai stata.




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