"Rivoluzioniamo le quattro ruote"
Le ruote, che erano due, ora sono quattro. Ma la sfida è sempre la stessa: rivoluzionare l'idea di trasporto. Segway, la società statunitense che due anni fa aveva lanciato "Ginger", una sorta di monopattino elettrico e ipertecnologico che avrebbe dovuto mandare in soffita il traffico urbano di auto e moto, torna in campo con Centaur, un veicolo a quattro ruote altrettanto ardito e ambizioso.
Centaur ha le forme familiari di uno scooter, di una mountain bike, di un fuoristrada. Il tutto unito a una tecnologia d'avanguardia per formare un insieme originale e potenzialmente rivoluzionario. "Come la creatura mitologica, metà uomo metà cavallo, Centaur combina il meglio della tecnologia per creare un insieme innovativo", spiega in un comunicato la società, secondo la quale il veicolo "cambierà l'idea di trasporto a quattro ruote".
Il cuore di Centaur è lo stabilizzatore dinamico sviluppato a suo tempo per Ginger, un dispositivo grazie al quale il veicolo segue i movimenti del corpo del conducente e non si ribalta mai. Centaur può essere guidato indifferentemente due o quattro ruote, in piedi o seduti. Una caratteristica che, unita a tre potenti ammortizzatori, promette di renderlo adatto a qualunque tipo di uso e terreno. Il veicolo è spinto da un motore elettrico, la cui batteria è in grado di ricaricarsi durante le frenate e le discese.
Centaur è un prototipo in avanzato stadio di sviluppo, anche se non c'è ancora nessun piano di produzione e commercializzazione a breve termine. "E' un concept che ha superato i test iniziali di fattibilità, ma non è ancora pronto per diventare un prodotto", spiegano quelli di Segway. La società ha pubblicato sul suo sito le prime immagini del veicolo proprio per saggiare la reazione dei clienti potenziali.
Ginger, il primo veicolo Segway, era stato lanciato due anni fa dopo una lunga e misteriosa attesa, nel corso della quale illustri sostenitori (tra i quali il capo di Amazon, Jeff Bezos) lo avevano descritto come un prodotto in grado di cambiare il volto delle città. In un anno ne sono stati venduti circa 6 mila, ma il veicolo ha dovuto affrontare inconvenienti e resistenze da parte di numerosi amministrazioni comunali, che ne hanno vietato il transito ritenendolo troppo veloce per i marciapiedi e troppo piccolo e lento per le strade.
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da:http://www.republica.it




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