Cresce l'interesse per Asianux, un sistema open source sviluppato in Cina, Giappone e ora anche in Corea del Sud
Cresce l’attenzione per la versione asiatica di Linux. La variante Asianux, sviluppata da una società cinese e da una giapponese presso il centro di ricerche Oracle di Pechino, otterrà presto il supporto di una terza società coreana, ponendosi così come un futuro standard asiatico per il mondo dell’open source.
Sviluppata dalla cinese Red Flag Software e dalla giapponese Miracle Linux, la principale versione dell’ambiente operativo per server Asianux 1.0 è stata messa in commercio lo scorso mese. Utilizzando un kernel condiviso e altri componenti in comune, Asianux funziona da base comune per i sistemi operativi di entrambe le società, in modo che i produttori di hardware e software non debbano certificare i propri prodotti per due diverse versioni di Linux.
Le due società ritengono che Asianux rafforzerà l’interoperabilità e gli standard Linux ottenendo un supporto maggiore da parte di altri distributori asiatici del sistema open source. Ora il progetto sembra aver coinvolto anche la Corea del Sud, uno dei produttori maggiori di soluzioni software della regione.
L’ingresso del partner coreano, di cui ancora non si conosce il nome, riflette una maggior cooperazione a livello governativo a proposito dell’iniziativa Asianux. Lo scorso aprile, infatti, in un summit a tre gli esponenti dei governi di Corea, Cina e Giappone hanno discusso di come creare un’alternativa open source a Windows, e altri incontri sono in programma nel corso dell’anno. Ora cresce la possibilità che proprio Asianux venga utilizzato come base per la collaborazione open source tra i tre Paesi.
Finora, la variante asiatica di Linux ha ottenuto il supporto di più di 40 produttori di hardware e software. Tra questi si distingue in particolare Oracle, azionista di maggioranza di Miracle Linux, che intende inserire Asianux tra i pilastri della sua campagna di marketing a favore del sistema open source. Secondo Oracle, infatti, Asianux potrebbe diventare lo standard Linux nella dinamica regione dell’Estremo Oriente.




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