Per carità io lo capisco anche....ritrovarsi tra le balle prosecchino tutto el dì non è na gran bella prosettiva, ma cacchio....non è che stia dando un bello spettacolo![]()
Giovedì, 22 Luglio 2004
TREVISO Il caso-Gobbo scatena la furia dellex sindaco che per la prima volta si lamenta del capo denunciando le «trame di qualche leghista romano»
Gentilini attacca Bossi: ci ha penalizzato
«Umberto non doveva candidarsi a Nordest, gli impegni erano altri». Lescluso dallEuroparlamento frena: ti capisco, ma nessuna congiura
Treviso
NOSTRO SERVIZIO
Gentilini infiamma il caso Gobbo. Da giorni, da quando l'esclusione del sindaco di Treviso dall'Europarlamento (è stata la Cassazione a decidere con un'estrazione, poiché il Senatùr non ha indicato l'opzione nei tempi previsti dalla legge) è diventata realtà per la scelta di Bossi di lasciare il Governo per Strasburgo, lo Sceriffo ha un diavolo per capello. Si sente tradito dal suo movimento, "da qualche esponente leghista a Roma" che avrebbe tramato per penalizzare la Lega del Veneto. Si dice che, all'apice dell'arrabbiatura, abbia telefonato personalmente a tutti i parlamentari trevigiani del Carroccio per lamentarsi. E sono state telefonate bollenti, tali da far sobbalzare sulla sedia senatori e sottosegretari.
Ma il "Gentilini furioso" non si è fermato qui. Per la prima volta si è lamentato anche del gran capo leghista, di quell'Umberto Bossi che "non avrebbe dovuto candidarsi nel Nordest". Un riferimento pesante ma in puro stile Gentilini, uno abituato a dire quello che pensa per quanto scomodo possa essere. Parole di fuoco, che però non hanno sorpreso più di tanto Gian Paolo Gobbo, uno che Gentilini lo conosce come le proprie tasche: «Giancarlo vede il tanto lavoro fatto in questi mesi di campagna elettorale - osserva il sindaco che getta acqua sul fuoco e smorza le polemiche - del resto bisogna capirlo: è venuto con me da Gorizia a Bologna, si è mosso senza sosta per due mesi e mezzo portando in giro per la Padania tutto il suo carisma. Ma adesso deve rimanere sereno anche se le sue parole sono una dimostrazione di amicizia per cui devo solo ringraziare. Ovviamente posso capire la sua amarezza di fronte ad una vicenda come questa; ma è bene che tutti se ne stiano tranquilli perchè non esistono trame oscure. Si è solo verificata una situazione particolare che bisogna accettare e affrontare con serenità. Aspettiamo il ricorso al Tar consapevoli però che la volontà di Bossi è sempre stata quella di rappresentare il Nordovest e di lasciare libero il seggio a Nordest». Ma lo Sceriffo rimane un fiume in piena che travolge tutto e tutti.
Gentilini, ancora arrabbiato per la vicenda di Gobbo?
«Ho parlato questa mattina col segretario provinciale della Lega Da Re. Stanno presentando a Roma un ricorso al Tar perchè sembra che non siano state seguite tutte le procedure previste per quei sorteggi (nei giorni scorsi la Corte di Cassazione, non avendo ricevuto alcuna direttiva dalla Lega, ha sorteggiato il collegio di rappresentanza per Bossi, eletto sia nel Nordovest che nel Nordest e la scelta è caduta su quest'ultimo seggio escludendo quindi Gobbo dal parlamento europeo ndr). Tutto si basa sull'esito di quel ricorso, ma la questione è un'altra: questa situazione non doveva verificarsi».
Cosa intende dire?
«Io credo che Bossi non dovesse nemmeno candidarsi per il seggio del Nordest. Gli impegni presi erano altri. Aveva addirittura fatto modificare la legge perchè non ci fosse più incompatibilità tra sindaco ed europarlamentare. Allora vuol dire che ad un dato momento la corrente si è interrotta, c'è stato un cortocircuito, un vero black-out provocato da qualcuno a Roma. Voglio sapere chi ha azionato le forbici per interrompere tutto».
Ritiene che la Lega del Veneto sia stata sabotata?
«Io l'ho sempre adombrato, fin dal primo giorno. La Lega veneta è troppo forte e quindi può aver messo sul chi va là le leghe di altre regioni, ma particolarmente qualche esponente politico leghista di Roma».
Lei ormai era sicuro, come tutti del resto, che Gobbo fosse già a Strasburgo a rappresentare le istanze del Nordest...
«Sono un animale politico abituato ad annusare l'aria che tira. Invece sono rimasto fregato perchè ero convinto che sul problema Gobbo non ci potesse essere nessuna conseguenza, ma in politica non puoi mai essere certo di nulla: c'è sempre qualcuno pronto a piantarti un coltello tra le spalle. E io credo che qualche responsabile della Lega che sta a Roma abbia azionato il coltello».
Ma dica la verità: questa Lega le piace ancora?
«La Lega veneta è al di sopra di qualsiasi sospetto. Se, per due mesi e mezzo, sono andato a sponsorizzare Paolo Gobbo in quattro regioni d'Italia vuol dire che noi tutti crediamo nel movimento. Se però ad un dato momento un altro movimento mi porta a questi risultati, allora vuol dire che a quel movimento darò un bel calcio...»
Paolo Calia




Rispondi Citando
