Bondi: vogliamp Pannella...
...con noi di RENATO FARINA su Libero del 15 agosto
Sta su un'isoletta greca con la moglie. Legge libri di filosofia e teologia. Naturalmente, come tutti gli intellettuali candidi, si è scottato. Ma resta sereno.
Sandro Bondi si prepara alla battaglia dell'autunno. Mi affida un pacco di appunti mirabili su Edith Stein (pensatrice ebrea, convertita al cattolicesimo, uccisa ad Auschwitz, fatta santa da papa Wojtyla) e su Vittorio Sgarbi.
Una strana coppia, gli dico.
«Non tanto. Legga il libro "Dell'anima" di Sgarbi: è magnifico, alta spiritualità».
Libero ha scoperchiato un pentolone poco spirituale, ma di certo altissimo quanto a costi: ha seguito l'inchiesta detta "Stipendiopoli"?
«Certo. E la mia riflessione è questa: che in Italia la cosa pubblica è sempre quella degli altri. Da noi fare il proprio dovere di cittadini e praticare una amministrazione rigorosa ed efficiente è rivoluzionario. L'inchiesta che da voi - si da Libero, bisogna riconoscerlo lealmente - ha avuto avvio segnala una necessità morale generale. E si iscrive immediatamente nell'agenda politica ».
Sta proponendo una Commissione d'indagine parlamentare ?
«Per carità. Mi hanno deluso tutte. Guardi Telekom Serbia…. Avete dimostrato come gli enti locali sperperino denari senza controlli. Questo ci impone di riflettere sul federalismo. Noi l'abbiamo tutti esaltato, come l'Europa, in astratto, mitologicamente. Senza capirne le conseguenze concrete».
La nostra inchiesta è una bocciatura del federalismo?
«Boccia il federalismo fideistico. Invece promuove quello vero e responsabile. Su questo anche la Lega dovrà essere d'accordo. Il centralismo con appendici regionali abbiamo visto che raddoppia ruoli, consulenti, dipendenti, e moltiplica centri di spesa. Guai se si avviasse un federalismo connotato da questi vizi. Io credo nella devolution autentica. Adesso il presidente di Regione è visto come uno che usa soldi romani, statali, lontani. Non si percepisce che traffica con denari presi dalle nostre tasche. Si guarda persino con favore alle elargizioni sul territorio locale, lo si assolve addirittura quando favorisce gli amici degli amici. Cambierà tutto con il federalismo fiscale. Con esso, io cittadino posso controllare da vicino come spendi le mie tasse. Guai a te se le getti via. Impossibile evitare controllo e trasparenza, se ci saranno giornali attenti... Ecco: un federalismo virtuoso può essere frutto della vostra inchiesta. Implica rigore e responsabilità ».
A settembre questo tema entra in gioco…
«Certo».
La verifica continua ?
«Si è conclusa, ma continua il confronto » .
Non è un po' democristiano questo discorso?
«Proprio no, se intende con questa formula una furba ipocrisia. Guardi Berlusconi: è fermo sui principi, ma è disposto alle mediazioni senza timori. Ci sono stati problemi nella maggioranza. E in troppi non capiscono il ruolo di Berlusconi. Ma non sono le difficoltà nella maggioranza le questioni gravi del Paese. Tra l'altro assai più profondi sono i contrasti a sinistra. Ma non voglio giocare a chi sta peggio (loro!). Vorrei mettere in luce il problema decisivo, speculare a destra e sinistra».
Dica.
«E' urgente spingere insieme il sistema politico in quanto tale verso la normalità. Occorre trovare luoghi di dialogo per uscire da questo bipolarismo armato, selvaggio. Bisogna arrivare a una democrazia normale. A questo osta il residuo di comunismo che è ancora forte nel centrosinistra, e che trasforma in odio per l'avversario la differenza di idee. Ma dobbiamo renderci conto che in tutto il mondo destra e sinistra praticano gli stessi valori: una miscela di libertà e solidarietà. In certi momenti si sottolinea di più un aspetto, in altri il contrario. E non è detto che sia per forza prerogativa della sinistra premere più efficacemente della destra sulla componente di giustizia sociale. Ho lavorato a questo con Enzo Bianco Mi è piaciuta per molti versi l'intervista di Francesco Rutelli dove metteva in luce una verità praticata in qualsiasi Paese occidentale: che non si buttano via le riforme fatte dallo schieramento alternativo. Ma poi Rutelli è scivolato nell'ambiguità».
Quale?
«La tentazione di uscire dal bipolarismo per approdare ad un neocentrismo buono per alleanze varie».
E sul proporzionale?
«Tenuto fermo il bipolarismo, con la possibilità di scegliere per l'elettore tra coalizione chiare e distinte, con programmi espressi senza nebbie, allora va bene anche discutere la legge elettorale e introdurre il proporzionalismo. Se però è strumento dell'alternanza, e cioè di una normale democrazia. Se no si torna a prima, ed è un disastro».
Quanto a ritorno al passato da prima repubblica in Forza Italia non scherzate, ci sono fazioni come in Iraq.
«Non esageri, l'Iraq è una faccenda troppo seria. Lei allude al documento degli 80? Pensi: lo condivido in parte anch'io, e Berlusconi stesso l'ha giudicato costruttivo».
Poi però lei ha licenziato due coordinatori che l'avevano firmato.
«In questo copio Berlusconi, mai licenziato nessuno. Ho fatto presente l'incoerenza di sottoscrivere un testo dove si mette in questione il lavoro che tu stai guidando come dirigente regionale. Forza Italia ha ideali forti, essi devono permeare di più il suo corpo organizzativo. Io credo sia un ottimo punto di partenza la riflessione di Sgarbi nel libro che ho citato. Occorre uscire dal nichilismo che accomuna terrorismo islamico e la cultura senza speranza che domina molto Occidente. Io credo sia decisivo il riferimento al patrimonio della Chiesa cattolica».
Parla di bioetica?
«Anche. Si può dialogare, senza rinunciare ai propri principi, attingendo ad un pensiero politico alto».
Scendendo più in basso. E' valida la proposta ai radicali perché entrino in maggioranza?
«Sì, assolutamente sì. Quanto all'economia, alla politica internazionale, ai diritti umani le loro posizioni sono coincidenti con quelle di Forza Italia. Su altre questioni (fecondazione assistita ad esempio) resta l'autonomia e il diritto di fare battaglie coerenti con il proprio campo di pensiero » . Pannella ministro?
«Io credo sia giusto che la carriera di Marco Pannella sia coronata con un alto incarico rappresentativo al servizio del nostro Paese. Ministro o una missione di rango internazionale».
E' impossibile non chiedere a Bondi di Berlusconi.
«E' l'uomo politico - ma è riduttivo utilizzare questa definizione -che ha saputo nel tempo in cui viviamo interpretare uno scopo dell'agire svincolato da ogni tipo di ideologia e volto unicamente al raggiungimento del bene attraverso la libertà. La sua leadership non ha nulla di titanico, se non per il coraggio, e ancor meno di monarchico o peggio di autoritario. La sua leadership si fonda unicamente su uno straripante vitalismo. Il potere non lo interessa».
Bondi, Bondi…
«Giuro».
saluti
Re: Re: Il governo e le....
Citazione:
In origine postato da MrBojangles
L'ignoto scrivente si dimentica di ricordare il grande successo dell'uccisione di Biagi; con tutti gli altri "successi" d'immagine che ne sono conseguiti.
L'ignoto scrivente si dimentica di ricordare che la plumbea stagione degli anni settanta e ottanta è finita PRIMA dei governi bananas.
L'ignoto scrivente si dimentica di ricordare che l'arresto della Lioce fu una pura casualità; e tutti i "successi" che ne sono conseguiti dipendono da questo. Non dall'efficenza investigativa della quale i governucoli bananas non se ne potevano frega' dde meno.
----------------------
Anche tu, come me, sei frutto di una pura casualità.
Io ne sono felice.
Re: Re: Re: Il governo e le....
Citazione:
In origine postato da mustang
----------------------
Anche tu, come me, sei frutto di una pura casualità.
Io ne sono felice.
Vorresti dire che Petri è morto per una scopata di Pisanu? Ed è per QUESTO che il governo ha dei meriti?
(Sono Pazzi Questi Bananas)
:D