di Bilancio.
dal quotidiano LIBERO di oggi
" I terroristi del buco (di bilancio) di FRANCESCO FORTE
LA MANOVRA
Di Sui conti pubblici italiani si sta facendo da parte dell'opposizione e di varie lobbies anche editoriali un'azione di terrorismo economico ingiustificata, ingenerosa, antinazionale. Si racconta di una finanza pubblica fuori controllo. È una falsità. Fortunatamente gli ambienti finanziari internazionali non si fanno (più) influenzare dai nostri media e dal "Financial Times", che difende le obbligazioni commerciate sul mercato di Londra contro il debito pubblico italiano. Martedì è stata fatta un'asta a Londra, di 200 milioni di sterline di Buoni trentennali del Tesoro italiano e, nonostante le voci diffuse sui nostri bilanci statali, sono stati smaltiti velocemente, in Borsa, con un saldo di un 3% solo di scorta. È vero, la manovra che il neo ministro Siniscalco (mio brillante studente di scienza delle Finanze aTorino e tecnico di provata capacità ed esperienza) sta facendo, per il 2005 riguarda una cifra elevata: dallo 1,2-3 allo 1,7-1,8% del Pil dell'anno prossimo, a seconda che si includa o meno l'effetto della riduzione delle imposta che fa parte integrante della manovra. Si tratta di 17-18 miliardi di euro, per riportare i conti del 2005 al rapporto del 3% del deficit rispetto al Pil, più la quota che serve per ribassare l'imposta sul reddito. Senza la manovra correttiva, il disavanzo del 2005 salirebbe al 4,1%. Ma ciò non significa che ci siano conti fuori controllo o che Tremonti abbia lasciato un bilancio che fa acqua per eccessi di spesa che zampillano in modo incomprimibile. Se mancano le entrate straordinarie La manovra correttiva serve perché nel 2005 non ci sono più le entrate straordinarie derivanti dai condoni fiscali. Si tratta di una cifra ingente, pari a 1,4 del Pil, superiore di 0,3 punti sul Pil rispetto al fabbisogno della manovra correttiva. La spesa pubblica non è andata fuori squadra, anche se ci sono stati, purtroppo, eccessi rispetto alle previsioni dovuti a eccessivi acquisti della Pubblica amministrazione, a maggiori spese nella sanità e nella spesa sociale. Semplicemente nel 2003 e 2004, anni di economia magra, Tremonti è riuscito a incrementare le entrate con operazioni straordinarie, mentre la pressione fiscale ordinaria si riduceva. Al netto delle entrate straordinarie, la pressione tributaria e contributiva complessiva, nel 2004 risulta del 41,4% del Pil contro il 42,3 del 2000. Nel triennio del governo Berlusconi essa è costantemente diminuita, scendendo di circa un punto. Forse non sembra molto, ma si consideri che, tolti i contributi sociali, la pressione tributaria vera e propria, costituita dalle imposte statali e locali, dirette e indirette, è scesa di 1,4 punti passando dal 29,6 del 2000 al 28, 2 del 2004. L'economia del 2005 avrà una ripresa, rispetto al 2004, che sta già migliorando rispetto l 2003: a un ritmo ancora non soddisfacente, a causa del ritardo con cui si sta mettendo in moto l'economia dell'Europa. Le entrate pubbliche risentono del ciclo economico, quindi si accrescono, con il migliorare dell'economia: ma con un certo sfasamento temporale, in quanto le imposte dirette si pagano sui guadagni fatti. Spese da contenere Dunque il ministro dell'Economia, per il 2005 dovrà fare ancora affidamento su fonti di entrata straordinarie, da affiancare a quelle ordinarie. C'è il condono edilizio, sono in vista cessioni di beni immobili pubblici. La manovra, per altro, si fonda, in notevole misura sul contenimento delle spese. E a questo riguardo ci saranno proteste da parte delle lobbies. Spesso le critiche si ammantano di una falsa socialità. Così, per esempio, si sono uditi grandi strilli perché sono state tagliate spese del bilancio del ministero del Lavoro riguardanti cosiddetti ammortizzatori sociali, soldi che lo Stato eroga alle imprese quando attuano riduzioni di personale. Negli altri Paesi, questi oneri se li caricano le imprese industriali o bancarie che fanno tali riduzioni. Ma in Italia grandi imprese tipo Olivetti si sono fatte pagare i prepensionamenti dallo Stato. C'è un altro capitolo da guardare: quello degli abbuoni fiscali, di cui beneficiano operatori privilegiati. In questi giorni è stata aumentata una cosiddetta imposta sostitutiva riguardante operazioni immobiliari delle banche e delle imprese, che era uno sconto fiscale molto generoso, rispetto ai tributi normali. Lo sconto c'è ancora, è un po'meno generoso. Chi in Italia è contro la riduzione dell'imposta sul reddito dei ceti medi, molto spesso, fruisce di rendite fiscali e quindi non si batte per la perequazione tributaria, ma per la regola per cui le tasse le paga Pantalone, che deve caricarsi anche di spese pubbliche a favore di chi non ne ha bisogno. Siniscalco ha un compito difficile, perché deve anche lottare contro gruppi di interesse che la sinistra protegge e che di etico non hanno nulla. "
Saluti liberali




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