
Originariamente Scritto da
marocchesi
LA BANDA AVEVA CHIESTO UN RICATTO DI DUEMILA EURO
Non paga prostituta, sequestrato
per tre giorni dai «protettori»
Brutta avventura per un 45enne camionista ligure, prelevato da due albanesi e portato a Milano
MILANO - Ha litigato con la convivente e ha pensato bene di andarsene di casa e di passare una notte con una prostituta, anche se non aveva di che pagarla: pessima idea quella di un camionista 45enne ligure, che si è ritrovato vittima di un vero e proprio sequestro di persona ad opera di due albanesi. Soltanto tre giorni dopo l'incubo è finito, grazie ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e della Compagnia di Sesto San Giovanni, che hanno arrestato i rapitori.
LA NOTTE BRAVA - La vicenda ha inizio lunedì sera, quando Fabio litiga con la convivente e decide di concedersi una notte «brava» tra sesso e alcol. Si sposta a Genova, nella zona del porto, e gira per bar finché non abborda una prostituta italiana di 28 anni, Vittoria D. A., che poi porta in una locanda. Lì consuma un rapporto sessuale e le chiede di restare con lui tutta la notte. Il conto che la donna gli chiede al mattino è di mille euro, ma lui dice di non avere tutti quei soldi. La donna lo accompagna in banca, ma l'autotrasportatore non riesce a prelevare il contante. La prostituta avverte quindi il protettore, Etmond Frangu, albanese di 29 anni, che raggiunge i due. «Hai passato la notte con mia moglie - dice l'albanese, mentendo - e se non mi paghi facciamo del male alla tua famiglia, sappiamo tutto di te».
IL SEQUESTRO - A schiaffi lo costringe a consegnare le chiavi della sua auto, una Lancia Delta, e si mette alla guida, con a bordo la donna e l'autotrasportatore. Nel Milanese la banda viene raggiunta da un altro albanese, Dritan Krosi, 29 anni. I tre decidono di chiedere un riscatto alla famiglia e contattano la convivente dell'uomo, chiedendole 2 mila euro. La donna, dopo la telefonata, denuncia tutto ai carabinieri di Albenga, che dai primi accertamenti capiscono che il gruppo si sta muovendo verso Milano e avvisano i colleghi in Lombardia. La convivente dice di non avere possibilità di dare loro del denaro e la banda allora chiama la madre 75enne dell'uomo, che vive in Brianza, e fissa un appuntamento. L'anziana, dopo aver prelevato il denaro, incontra i rapitori, ma nel panico non riesce a trovare i soldi nella borsa e l'uomo non viene liberato. I rapitori allora le dicono di fare un bonifico via Western Union, ma la donna non ci riesce.
LA PAURA NEL BOSCO - Il rapito e gli albanesi passano la notte in auto, in un bosco in Brianza. L'uomo è preso dal terrore più totale, anche perché è continuamente minacciato: «Adesso diamo fuoco a te e all'auto». Il giorno dopo i familiari del rapito decidono infine di fare il pagamento alla convivente, che gira il denaro tramite Western Union al compagno in mano agli albanesi. Dai cellulari i carabinieri individuano il gruppo a Sesto San Giovanni e circondano la filiale della Western Union, dove il gruppo si è avvicinato alle dieci di mercoledì mattina per riscuotere la somma, facendo scattare gli arresti. I tre sono stati portati nel carcere milanese di San Vittore con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione.
Non paga prostituta, sequestrato per tre giorni dai «protettori» - Milano