Dan Gellerman, ambasciatore israeliano all’ONU, va giù duro: il voto dell’Assemblea Generale dell’ONU che condanna la costruzione del "muro Sharon" è "terribilmente unilaterale". Il voto dei 25 Stati Europei a favore della risoluzione è "vergognoso". E conclude: "questo voto pone nuovi dubbi sulle capacità degli Europei di operare per la pace in Medio Oriente". (1).
Per nostra fortuna, il Presidente dello Stato di Israele, Moshe Katsav, ha sottolineato come l’azione del Governo Berlusconi "si sia inserita nel quadro di una coerente politica di equilibrio riguardo le questioni mediorientali". Anche se il voto dei 25, malgrado l’inserimento nella mozione, su richiesta italiana, della "condanna del terrorismo", abbia introdotto solo "una parvenza di equilibrio nel testo". (1).
Chiarisce compiutamente il pensiero del Governo d’Israele Ehud Gol, ambasciatore israeliano a Roma, che a domanda ("La barriera, o il "Muro" per chi la disapprova, era già stata definita illegale dalla Corte di giustizia dell’Aja. Perché vi aspettavate una posizione diversa dalla UE"?), risponde: "Quella corte ha agito come un organismo politico. Dall’Europa, che è stata il più grande cimitero di ebrei, ci saremmo aspettati comprensione verso il nostro bisogno di sicurezza". (2).
Il "Corriere della Sera" pubblica, nel merito, una scheda che, a mio sommesso parere, è molto istruttiva. Vediamola: Lo Stato Ebraico e le Nazioni Unite. Le relazioni tra Israele e l’ONU sono state burrascose sin dalla nascita dello Stato ebraico. I maggiori momenti di crisi si sono però verificati a partire dal 1972, fino ad arrivare alla risoluzione varata martedì scorso. Gennaio 1972. La nomina di Waldheim. Kurt Waldheim viene eletto segretario generale delle Nazioni Unite. Era stato membro del partito nazista e aveva avuto un ruolo nella deportazione degli Ebrei. Israele: "Una macchia per l’ONU". Novembre 1974. L’ovazione per Arafat. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riserva una standing ovation al leader dell’Olp, Yasser Arafat che al tempo aveva tra i suoi obiettivi la distruzione dello Stato d’Israele. Novembre 1975. Sionismo è razzismo. L’assemblea generale dell’ONU approva una risoluzione che equipara il sionismo al razzismo. Herzog, l’ambasciatore d’Israele, straccia la risoluzione mentre parla al Palazzo di Vetro. Aprile 2002. Incontri sospesi. Israele sospende tutti gli incontri con l’inviato ONU Terje Roed-Larsen che aveva criticato gli Israeliani per aver causato "enormi sofferenze" ai Palestinesi. (3).
Fin qui il "Corriere della Sera", universalmente giudicato giornale "indipendente". Anche, se in questo particolare caso….. Ma accettiamolo così com’è. Dopodiché ditemi: si disse che Saddam Hussein si mostrava "elusivo" nei riguardi dell’ONU e dei suoi deliberati. E per questo Bush & Soci invasero l’Iraq. Israele si comporta, nei confronti dell’ONU, in maniera che non può non definirsi "arrogante" ed "oltraggiosa". Eppure gli USA tengono in piedi Israele, uno stato artificiale che vive grazie alle sovvenzioni degli USA.
Intendiamoci. In fatto di "colonialismo", sarebbe il caso di richiamare la massima evangelica "chi è senza peccato, scagli la prima pietra". Con una piccola ma significativa differenza: se chiedete ad un Italiano, ad un Francese, ad uno Spagnolo o ad un Inglese, tutti vi giustificano il colonialismo "inquadrato in quel contesto storico". Ma tutti dichiarano che oggi condannerebbero eventuali azioni di colonialismo delle loro nazioni. Fanno eccezione gli Ebrei che hanno occupato la Palestina con la forza delle armi, hanno spogliato i Palestinesi dei loro averi e si inalberano se la comunità internazionale esprime qualche critica e qualche condanna per il loro operato. Dopodiché la conclusione è ovvia. Ve la sottopongo con dei quesiti. Sono i popoli tutti del pianeta Terra "antisemiti"? Oppure sono gli Ebrei che, ritenendosi il "popolo eletto", fanno del bieco colonialismo, infischiandosene della opinione pubblica mondiale?
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Altro problema nasce dalla pretesa degli Ebrei nei confronti dell’Europa. Gli Europei dovrebbero astenersi dal condannare Israele perché….. hanno sulla loro coscienza "l’olocausto". Ammesso che l’olocausto sia un fatto vero e reale, cosa dovrebbero fare gli Europei? Dire forse: "poiché noi Europei abbiamo vessato ed ucciso gli Ebrei, è giusto che gli Israeliani vessino ed uccidano i Palestinesi"? Sarebbe palesemente immorale. Eppure l’ambasciatore israeliano di Roma sostiene….. (2).
In ogni caso, parecchi elementi fanno pensare che "l’olocausto" sia una colossale impostura. Il che non vuol dire, ovviamente, che qualcosa di orribile non sia successo nel corso della 2a Guerra Mondiale. Ma che gli Ebrei morti siano stati "sei milioni" e che siano morti "perché gassati" sono leggende tutte da dimostrare. Né meravigli il fatto che io, a proposito di questi avvenimenti, parli di "leggende". E’ una conquista di quello che si suole chiamare "OCCIDENTE" il fatto che tutto (religione, filosofia, storia, letteratura ecc.) possa essere messo in discussione. Tutto…. tranne "l’olocausto". Nella "libera Europa", infatti, sono state varate delle leggi liberticide a norma delle quali è proibito "dubitare dell’Olocausto". Sicché tanti intellettuali nelle "libere" Francia, Svizzera e Germania sono finiti in galera colpevoli di avere osato dubitare del "mito del XX Secolo". Altri sono stati aggrediti da squadracce e pestati a sangue.
In Francia, poi, sono ai ferri corti. E per motivi sfacciatamente pretestuosi. In Francia, infatti, convivono una grossa comunità ebraica e alcuni milioni di mussulmani, quasi tutti magrebini. Va da se che, spesso, ci scappi l’incidente. Motivazioni razziali? Nossignore. L’odio degli Arabi (semiti) contro gli Ebrei (semiti) per i misfatti della Palestina. Eppure gli Ebrei a gridare contro "il risorgente antisemitismo". Finché blaterano i privati passi. Ma quando si mette a blaterare anche Sharon, primo ministro di Israele, le reazioni francesi si fanno furibonde. Già: perché, in fatto di "legislazione antisemita", la Francia è all’avanguardia. E non meritava proprio l’accusa di….. essere antisemita. Ma evidentemente gli Ebrei, in fatto di antisemitismo, non sono mai contenti. Loro così liberali (in casa altrui) nel difendere le minoranze e così razzisti (in Palestina) ad imporre il loro razzismo religioso.
Qui, in Italia, godiamo di un minimo di libertà in proposito. Solo che, accortisi di questa nostra relativa libertà, stanno cercando di aggirare l’ostacolo con il "mandato di arresto europeo". In ogni caso, la situazione è già abbastanza compromessa. Provate a dire ad un Ebreo che "è ebreo". Una denuncia per "incitamento all’odio razziale" non ve la toglie nessuno. Eppure…. Eppure sulla libera stampa compaiono continuamente delle dichiarazioni di certuni che si dichiarano "portavoce della comunità ebraica". Conclusione: un Italiano non può dare "dell’ebreo" ad un Ebreo. Ma costui può, a suo piacimento, "dichiararsi ebreo".
Vi sembra "uguaglianza" codesta? A me no. A me pare che gli Ebrei si siano inventati una leggenda ai danni dell’Europa. E su questa leggenda ci campano da 50 anni. E, stando alle dichiarazioni dell’ambasciatore Ehud Gol, vorrebbero camparci ancora.
Quousque tandem, Catilina, abuteris patientia nostra? Io, per me, ho esaurito la mia.
Antonino Amato, 22 luglio 2004
Fonte:www.ciaoeuropa.it
Note:
Gerusalemme furiosa: "Europa, vergognati". Da "LIBERO" del 22 luglio 2004, pagina 6;
"L’Italia ha mediato ma sono dispiaciuto che abbia votato si" da "Corriere della Sera" del 22 luglio 2004, pagina 9;
"Corriere della Sera",




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