Disavventura per 61 viaggiatori: prima il guasto all’aereo, poi una domenica di inutile attesa
Turisti «prigionieri» a Malpensa
Da sabato aspettano di volare a Zante: «Uno scandalo, addio vacanze»
MALPENSA (Varese) - La partenza era prevista sabato, ma ieri sera, dopo due giornate intere di attesa, erano ancora in aeroporto. In vacanza a Malpensa anziché a Zante, l’isola greca patria di Ugo Foscolo. Se avevano pregustato, oltre ai piaceri del sole e del mare, quello di cercarvi ricordi del poeta, poco prima delle 21 di ieri gran parte dei 61 turisti in predicato di partire, hanno gettato la spugna e sono tornati a casa, in attesa di rimborso. Sfiniti dall’attesa «e dalle prese in giro», dice Giovanni Desigis, presidente dell’Unione Agricoltori di Pavia, ben deciso, insieme a un gruppetto di amici a non rinunciare alla vacanza. «Tra di noi c’è anche la titolare di un’agenzia viaggi di Lugano», aggiunge. Tanto per far capire che, stavolta, nè Alpitour - organizzatore della vacanza - nè Eu Jet - compagnia aerea che si doveva curare del viaggio - hanno raccolto buona pubblicità. Gli «irriducibili», quelli che la vacanza sono decisi a farla comunque, alla fine, sono soltanto 15. Dovrebbero partire oggi, ma il condizionale è più che d’obbligo: lo stesso era stato detto sabato sera.
La lunga attesa, costellata di speranze presto sfumate, di bimbi esausti in lacrime, di scoppi d’ira e di eccessi verbali ben comprensibili, era infatti iniziata l’altro ieri. Alle 7 era fissata la partenza di un primo gruppo di vacanzieri, alle 13 di un secondo. Destinazione, Skiatos e Corfù e Zante. Sabato, dopo una serie di rinvii, un decollo e un ritorno a Malpensa a causa di un guasto, sono rimasti tutti a terra. Hanno dormito a Baveno. Ieri mattina è andata a buon fine la partenza per Skiatos e Corfù. I 61 destinati a Zante erano già rassegnati a un ritardo del loro volo, previsto per le 13.30. Infatti, ecco il rinvio alle 17, poi alle 18.30. «Poi mancava una hostess», racconta Mara, di Modena, in attesa con il marito, una figlia di 15 anni e due gemelli di 9. A quel punto, inviperiti, i mancati turisti hanno deciso di bloccare l’area della partenza gruppi.
«Anche perché nessun responsabile dell’agenzia si è fatto vivo. C’erano soltanto delle ragazze che non sapevano che fare», racconta Desigis. E a quel punto è comparso un pullman che, verso le 19.30, li ha portati sotto l’aereo: dal portellone è spuntato il comandante, ma solo per fare sapere all’ormai furibonda comitiva che non si poteva proprio partire. Troppo tardi, l’aeroporto di Zante al tramonto chiude. Anche la polizia è arrivata a calmare gli animi, a far risalire la gente in pullman. Per tornare indietro: chi a casa, chi a continuare l’attesa.
L. Gua
Corriere della Sera
26-7-04




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