A giorni uno sciopero generale
Commissario nel mirino,
i dipendenti proclamano
lo stato di agitazione
Dodici settembre 2003: Piero
Franceschi si dava tempo sei mesi
per sistemare la Camera di
commercio. Sei mesi da commissario; tempo utile per rilanciare
le libere elezioni in un ente che, unico in Italia, è guidato da funzionari dello Stato da ben quattro
anni, mese più mese meno (dal
2000 si sono succeduti i prefetti
Luigi Riccio, Piero Mattei e Luigi
Serra per pochi mesi). Ieri, e cioè
a distanza di quasi un anno dalla
nomina di Piero Franceschi, che
di mestiere fa l’avvocato e di
hobby il politico (tessera di Forza
Italia in tasca) e a poco meno di
un anno dal “tempo utile necessario
per indire nuove
elezioni”, i dipendenti
della Camera
di commercio
scendono sul
sentiero di guerra.
Ieri mattina, negli
uffici in via
Carducci, presente
il segretario territoriale
della Cisl
Fps, si è riunito in
assemblea il personale
dipendente
«per esaminare la
gravissima ed insostenibile
situazione
organizzativa
dell’Ente e le ripercussioni
che la
stessa ha sui lavoratori
- si legge in
una nota - Da diversi
anni l’Ente è
privo di un segretario
generale titolare
dell’ufficio, è
privo di figure dirigenziali
e vive
una gestione demandata
al susseguirsi
di più commissari
straordinari,
con ruoli di
indirizzo e di gestione
non adeguatamente
definiti
», continua il
documento della Cisl Fps. Il fatto
quindi che questa Camera continui
a vivere di commissario in
commissario (Franceschi è il primo
nella storia di nomina politica)
non ha fatto altro che bloccare
l’attività dell’Ente. «In questi anni
la presenza dei vari segretari
non ha prodotto alcuna traccia
che consentisse all’Ente di uscire
da un modello gestionale basato
su programmazione, ma di contro
demandato unicamente all’impegno
dei lavoratori - scrivono gli
stessi dipendenti - Tutto ciò ha
comportato e comporta una operatività
dei servizi legata a notevole
impegno soggettivo dei lavoratori
che in questa difficoltà sopperiscono
a carenza di indirizzi analitici
e obiettivi adeguatamente codificati
». Una situazione divenuta
ormai insostenibile. «I dipendenti
si chiedono il perché di decisioni
adottate dai vertici della Camera
che penalizzano la loro professionalità
e non tengono conto di
assenze o carenze degli stessi vertici
che di contro hanno riconoscimenti
professionali o economici
a pieno titolo. Per protestare
contro questa grave situazione gli
stessi proclamano lo stato di agitazione,
chiedono un incontro urgente
con il commissario e il segretario
generale, decidono una
prossima assemblea per definire
tempi e modi di effettuazione di
uno sciopero di tutto il personale
». Stop; come documento basta
e avanza.
Tanto per non
dimenticare il
commissario Piero
Franceschi (nel
2003 ha intascato
di l’indennità 25
mila euro) ha portato
avanti solo
l’ordinaria amministrazione
(qualche
promozione
turistica, premi di
borse studi e lauree,
corsi e convegni
tanto per fare
degli esempi). Di
straordinario nulla,
vietato (ad
esempio non ha
potuto soddisfare
la richiesta del
presidente della
Sogeaor Marcello
Serra che chiedeva
alla Camera di
sottoscrivere un
aumento di capitale
della stessa società
partecipata
dall’ente di via
Carducci).
Pronta la risposta
del commissario
azzurro. «È ormai
prossima alla
definizione la procedura
di selezione
del segretario
generale titolare. Per quanto attiene
alle decisioni adottate dai
vertici della Camera, si ha motivo
di ritenere che il riferimento riguardi
una delibera con la quale
sono stati esaminati, ma non approvati,
i progetti di produttività
presentati dai responsabili degli
uffici. Gli stessi sono stati invitati
a riproporre i progetti entro il 31
agosto, tendendo conto che devono
essere coerenti col Programma
degli interventi e di promozione
economica 2004 e della necessità
che tendano a conseguire ulteriori
incrementi della produttività,
collegati ad un miglioramento
dell’efficienza dei diversi servizi
e dell’organizzazione dei vari uffici
». Detto questo, non sarebbe
meglio concentrarsi su altre pratiche
come quella di indire nuove
elezioni? (m. m.)
E ..Forza Sardegna..... sighimus in paris.....




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